La Zona Economica Speciale (Zes) Jonica, sta suscitando un grande interesse. Per connettersi e ricucire relazioni economiche, è necessario mettere in rete le aree industriali di La Martella e di Jesce, appunto con la Zes Jonica, per conferire alle rispettive aree un valore localizzativo.

Giovanni De Meo, esperto di logistica e membro dell’Associazione Zes Lucana, interviene sul tema delle zone franche intercluse e del possibile corridoio doganale Taranto/Ferrandina. Egli afferma: «Taranto sarà la terza in Italia, dopo Trieste e Venezia e con il terminal container internazionale di Yilport darà competitività alla Zes Jonica ponendola all’attenzione dei grandi investitori esteri. Siamo impegnati a dare attuazione alla free zone con i depositi doganali pubblici e privati e integrare il territorio retroportuale di Taranto con i corridoi doganali stradali e ferroviari». Come ha detto Irene Pivetti, presidente di Assofer, Associazione che raggruppa gli operatori ferroviari e intermodali italiani e che aderisce a Confetra, «sono alla ricerca in Europa di un vantaggio competitivo oltreché di quelle aziende medie che decideranno di insediarvisi o fare nuovi investimenti».

Il Porto di Taranto, inoltre, ha ripreso i contatti iniziati dieci anni fa con lo snodo ferroviario di Bologna e di Padova per i treni merci che già partivano da Taranto, rivalutando la logistica su rotaia: possibilità quindi per le merci di raggiungere l’Asia anche via terra in minor tempo rispetto al via mare.

Dopo la pubblicazione del decreto per il credito di imposta automatico, si è insediato il Comitato di indirizzo presieduto dal Presidente della Autorità di sistema portuale, Sergio Prete, che governerà la stessa rilasciando come sportello unico amministrativo le previste autorizzazioni. Giovanni De Meo, continua dicendo che le Regioni Puglia e Basilicata devono predisporre i due pacchetti localizzativi territoriali, coordinandoli con i rispettivi comuni e con le aree di sviluppo industriale.

 Come ha già fatto la Campania, la “Cabina di pilotaggio” deve avere al suo interno organi tecnici e questa si colloca tra il Comitato di indirizzo e le strutture di progetto delle due regioni. Il direttore dell’Agenzia delle Dogane dovrà approvare la perimetrazione e regolamentazione della Zona Franca Doganale.

La Zes Lucana evidenzia il fatto che insieme alla digitalizzazione sarà possibile avere una Smart Zes per quelle strutture immateriali. Nei corridoi con il retroporto lucano potranno essere posizionati i depositi doganali in Basilicata. Lì la merce potrà essere sdoganata, controllata con il sistema 5G, inoltre, sarà un grande risparmio per imprese: non verrà pagato il dazio per lo stoccaggio, il deposito e la lavorazione e rispedita.

Per quanto riguarda le imprese che decideranno di localizzarsi e investire nell’area Zes Lucana, si parla di incentivi fiscali e agevolazioni doganali. Il Comune di Ferrandina, in provincia di Matera, si è attivato, tanto che il 19 dicembre è stato annunciato che parteciperà ad un incontro tecnico. Intanto l’area Asi di Ferrandina deve valutare nuovamente il progetto della piattaforma dell’agroalimentare, della provincia di Matera. Questo per non creare un doppione dell’Agromed, finanziata già con 10milioni di euro e da poco trasferita a Castellaneta.

Nella foto Giovanni De Meo e Irene Pivetti