Abe Shinzo, il Premier giapponese, ha rilanciato una sua iniziativa del 2012 per far concorrenza alla Via della Seta di Pechino, collegando i paesi dell’Asia e della costa africana in un’unica rete di investimenti per lo sviluppo infrastrutturale.

A differenza della Belt and Road Initiative, questa è una Strategia indo-pacifica libera e aperta ed il suo nome è appunto Free and Open Indo-Pacific strategy (Foip). Mike Pence, vicepresidente americano, ha dichiarato che la Belt and Road, riferendosi alle nazioni indebitate con la Cina costrette a cedere sovranità a Pechino, è come una cintura che ti strangola e una strada a senso unico.

Il ministero degli Esteri giapponese ha spiegato così la natura dell’iniziativa Free and Open: «La chiave per la stabilità e la prosperità è il dinamismo creato amalgamando due continenti, Asia e Africa, e due oceani, il Pacifico e l’Indiano». Tra i progetti, infatti: zone portuali in Mozambico, a Mombasa, nel Madagascar, a Mumbai, a Myanmar e una centrale energetica nel Bangladesh.

Il Foip non può da subito competere con le dimensioni dell’avviatissima Belt and Road, quindi ad Abe conviene puntare su proposte con un impatto d’immagine.

Il competitive advantage è la parola “infrastrutture di qualità” che va interpretata come la proposta giapponese di un’alternativa competente ed esperta nel costruire strutture efficaci e più durevoli di quelle della Via della Seta cinese. Con gli aggettivi “libera e aperta”, il Giappone ci suggerisce che contribuirà a progetti di sviluppo, intessendo finanziamenti più trasparenti e senza clausole-trappola, rispettando sempre la legge internazionale.

Attualmente, secondo il Centro per lo sviluppo Globale, esistono Paesi ad alto rischio di stress da debito a causa della Belt and Road e sono i seguenti: Laos, Kyrgyzstan, Maldive, Montenegro, Djibouti, Tajikistan, Mongolia e Pakistan. La Free and Open si propone quindi una Via della Seta giapponese con patti chiari e senza brutte sorprese.

Un rischio per la Foip, oltre alla concorrenza cinese, potrebbe essere il concetto di Quadrilatero, ovvero il dialogo informale tra Usa, Giappone, Australia ed India su progetti strategico-militari, con anche esercizi navali congiunti tra diversi Paesi asiatici, ad esclusione della Cina.

Tokyo annuncio che la Foip è un’iniziativa economico-finanziaria che promuoverà un ordine internazionale basato su regole che siano «inclusive, omnicomprensive e trasparenti». Parte del programma giapponese è basato sul miglioramento della “connettività fisica”, ovvero l’espansione del commercio e degli investimenti.

I funzionari giapponesi hanno presentato il progetto ai membri dei Paesi asiatici dell’Asean e ne hanno ricavato due punti salienti:

  • Il concetto è non esclusivo, ciò non pensato per isolare qualche «terzo incomodo» (non vuole presentarsi come un’alleanza anti-cinese)
  • Non saranno necessarie nuove istituzioni che sovrastino quelle già esistenti. Esistono già le istituzioni per implementare il progetto.

 

Un diplomatico thailandese ha definito questa strategia “gestazione di una politica pan-asiatica”, poichè copre tutte le diverse dimensioni delle collaborazioni bilaterali e multilaterali del Giappone negli ultimi 60 anni, aprendo però anche scenari in cui l’Europa può giocare un ruolo più attivo sia nei finanziamenti che nella gestione dei progetti di sviluppo.

Non sarà semplice non sfociare in un conflitto, visto che la Free and Open è un tentativo di riempire il vuoto di potere che l’isolazionismo (politica estera che combina un non-interventismo militare e una politica di nazionalismo economico) dell’amministrazione Trump ha creato in Asia.