Le grandi potenze mondiali, Russia e Cina, hanno messo gli occhi sulle ferrovie della Serbia. La rete ferroviaria risulta essere ancora quella arretrata dell’ex Repubblica Jugoslava, ed è per questo motivo che Belgrado ha presentato un piano di investimenti di 14 miliardi per ammodernare la rete ferroviaria. Grazie ai prestiti delle ferrovie russe e interventi finanziari cinesi lungo il Corridoio Paneuropeo, sarà possibile percorrere un nuovo terminal.

I Balcani sono totalmente attraversati dal Corridoio Paneuropeo, il quale ha due vertici: da un lato Salisburgo e Budapest, riunendosi in un unico tracciato su Belgrado, capitale della Serbia, per poi suddividersi nuovamente da una parte verso la Bulgaria e dall’altra direzione della Grecia.

Per far si che tale corridoio raggiunga lo standard europeo bisogna ancora lavorare molto. Intanto il governo di Belgrado ha pianificato una prima quota di investimenti per 3,5 miliardi di euro a favore delle infrastrutture ferroviarie all’interno di un programma. Il 2025 sembra prevedere una spesa di 14 miliardi di euro, la quale comprende in primis i lavori di potenziamento e rinnovo di una tratta lunga circa 200 km, che collega Valjevo (nodo ferroviario nella Serbia centrale posto a 90 km a sud-ovest di Belgrado verso la Bosnia-Erzegovina), con i confini del Montenegro. Inoltre, questa tratta fa parte del grande itinerario che da Belgrado raggiunge il porto di Bar (Antivari) nell’Adriatico montenegrino. Qui saranno investiti 57,5 milioni di euro da parte del governo serbo, uniti al prestito sostenuto dalle ferrovie russe in merito all’accordo di cooperazione firmato a ottobre 2019, il quale ammonta a 172,5 milioni.

Il programma di investimenti approvati dalle autorità serbe include anche la modernizzazione della sezione del Corridoio X che da Belgrado arriva a Nis, da dove poi di dirama da una parte verso la Bulgaria e dall’altra verso Skopje, capitale della Repubblica di Macedonia.

I capitali cinesi invece entrano in gioco per sistemare un altro tassello del corridoio europeo, ovvero quello che dalla cittadina ungherese di confine di Kelebia, attraverso la località serba di Subotica raggiunge l’importante nodo ferroviario e industriale di Novi Sad. Un programma di 943 milioni di euro grazie a China Railway International Group e China Communications Construction Company e con il finanziamento di Exim Bank China. La tratta tra l’Ungheria e Novi Sad citata sopra, sarà completamente ricostruita con numerose opere d’arte. Un grande lavoro, tanto che da marzo 2020 sarà chiusa all’esercizio per quasi tre anni per consentire l’operatività dei cantieri. Prevista anche la realizzazione di un nuovo terminal intermodale a Batajnica (nodo ferroviario a nord-ovest di Belgrado) per potenziare il trasporto merci su ferrovia.

La SCS Venturini Srl, tra le varie tipologie di trasporto offerte attualmente, in import ed export, da e per tutto il mondo, ha introdotto un NUOVO servizio VIA TRENO (LCL – FCL) da e per la Cina; in import arrivo in Europa in circa 14gg (10.450 km).