La Commissione Europea ha adottato il 9 luglio 2020 una comunicazione al fine di aiutare le autorità nazionali, imprese e cittadini a prepararsi ai cambiamenti che ci saranno quando finirà il periodo di transizione.

Cosa prevede il periodo di transizione?

Durante il periodo di transizione il Regno Unito non è più a tutti gli effetti uno Stato membro dell’Unione Europea.  Essendo ormai un paese terzo non partecipa più ai processi decisionali dell’UE; non partecipa alle riunioni delle istituzioni, come  Parlamento Europeo, Consiglio dei ministri dell’UE ed altri organismi dell’UE.

Attualmente, che sia concluso o no un accordo di futuro partenariato, la data del 1º gennaio 2021 segnerà il definitivo distacco del Regno Unito dalla UE.   

Ursula Von Der Leyen, Presidente della Commissione, ha infatti affermato: “Con espressione democratica di volontà,  il popolo britannico ha deciso di abbandonare l’Unione Europea e i benefici che comportava. Per quanto possiamo adoperarci per la conclusione di un accordo di stretto partenariato stretto,  ciò rappresenterà comunque una svolta nelle nostre relazioni.  È mia priorità assoluta garantire che i cittadini e le imprese dell’Unione arrivino il più possibile preparati al 1º gennaio 2021.”

Michel Barnier, Capo negoziatore della Commissione europea, ha dichiarato che, indistintamente amministrazioni pubbliche, imprese, cittadini, portatori di interessi, subiranno le conseguenze della scelta del Regno Unito di recedere dall’Unione. Continua dicendo che la decisione del governo del Regno Unito nel non prorogare il periodo di transizione, rende tutti consapevoli che il 1º gennaio 2021 segnerà la data della svolta. Questi cambiamenti sono fatali e le parti interessate devono assicurarsi di essere pronte ad affrontarli. Rassicura infatti affermando: “Il nostro obiettivo è aiutare tutti a prepararsi al meglio.”

La comunicazione “Prepararsi alla svolta”, in inglese Getting ready for changes  esamina settore per settore, i principali comparti che subiranno cambiamenti e quale sia l’esito dei negoziati in corso tra l’UE e il Regno Unito. Inoltre, indica le misure che permetteranno alle autorità nazionali, alle imprese e ai cittadini di arrivare pronti.

È importante che le amministrazioni pubbliche e portatori di interessi siano preparate all’impatto delle perturbazioni che conseguiranno alla decisione del Regno Unito di recedere dall’UE e di chiudere il periodo di transizione quest’anno.

La Commissione europea è altresì impegnata ad aggiornare, qualora fosse necessario, tutti i 102 avvisi ai portatori di interessi pubblicati nel corso dei negoziati di recesso. Sono presenti oltre 50 aggiornamenti nell’allegato della comunicazione.

Quali saranno le prossime tappe?

Nei prossimi mesi la Commissione europea lavorerà rigorosamente con le autorità nazionali, le imprese e gli altri portatori di interessi, al fine di aiutarli a prepararsi agli incisivi cambiamenti che ci saranno a fine anno, con o senza accordo.

Si ricorda che il Regno Unito è uscito dall’Unione europea il 31 gennaio 2020 e la sua separazione dall’UE è avvenuta in modo ordinato grazie all’accordo di recesso concluso tra Unione e Regno Unito. L’accordo portò certezza del diritto su temi importanti quali: i diritti dei cittadini, la liquidazione finanziaria e l’assenza di una frontiera fisica nell’isola d’Irlanda.  

L’accordo di recesso prevede un periodo di transizione e al termine di tale periodo il Regno Unito uscirà dal mercato unico e dall’Unione doganale, stabilendo così la cessazione della libera circolazione di persone, merci e servizi. In aggiunta, non parteciperà più al regime dell’IVA e delle accise dell’Unione né alle politiche e ai programmi dell’UE, così come cesserà di beneficiare degli accordi internazionali conclusi dall’Unione. La svolta avverrà con l’accordo su un futuro partenariato tra l’UE e il Regno Unito, che, come sopra citato, concluso o no, porterà conseguenze a entrambe le parti.

Prevedendo il futuro dell’Unione e del Regno Unito, si radica sempre di più il pensiero che le relazioni tra le due parti saranno comunque molto diverse dalle attuali, segnando la fine di un commercio senza ostacoli.

Prepararsi è una necessità.