«La Cina? Mi fa più paura Amazon»

| 12月 12, 2018 | E-commerce, Mercato Cinese

Zeno D’Agostino, presidente Autorità di sistema portuale Mare Adriatico orientale, crea allarmismi sul “pericolo di investimenti stranieri”, specialmente cinesi nel porto di Trieste. «Ho costruito un sistema che è in grado di dire no anche a Pechino, ma il vero pericolo non arriva dall’Asia». Più degli eredi di Mao, D’Agostino teme Alibaba e Amazon.

In molti nei porti italiani si chiedono se convenga accogliere gli investimenti cinesi. Trieste è al centro dell’interesse…

«Se qualcuno pensa di venire qui a farsi gli affari propri, e non penso soltanto ai cinesi, sappia che deve fare i conti con noi: perché l’Authority ha il pieno controllo dei punti vitali del porto».

Ritiene di aver blindato lo scalo a sufficienza?

«Certo. E con gli strumenti a disposizione. Il sistema logistico portuale è governato dall’Authority, e se Cina, Austria e Ungheria – questi due ultimi Paesi non li nomino a caso – volesse investire da noi, ben venga. Abbiamo preparato un’ottima cornice».

Ma dall’altra parte del tavolo ci sono colossi statali…

«Sono i privati a trattare in prima linea e hanno una concessione rilasciata da un’Authority pubblica. Molti ora cercano di capire se e come gestirli insieme a società cinesi, ma, ripeto, non c’è solo Pechino. Anzi: i cinesi in alcuni casi sono addirittura nelle retrovie rispetto agli altri…non è così chiara e definitiva la situazione».

C’è interesse solo per le banchine?

«Ai cinesi e agli altri potenti armatori che hanno chiesto di investire nelle nostre società che controllano interporti e punti franchi, abbiamo detto chiaramente che quelle realtà sono intoccabili perché per noi devono avere una partecipazione esclusivamente pubblica. I cinesi poi sono statali in Asia, ma qui a casa nostra vanno considerati imprese private».

Appunto: non ha paura di questa ambiguità?

«No, perchè abbiamo anticipato le mosse del mercato. Per questo mi fanno poca paura, e lo dico sinceramente, tutti i processi di aggregazione, quelli tra armatori e tra terminalisti. Però nessuno ha ancora ragionato su un altro aspetto: tra pochissimo, forse addirittura prima di 5 anni, saranno i signori del commercio elettronico a comprarsi il mondo dello shipping».

Le possibilità economiche ci sono tutte…

«È ancora fantascienza, ma non per molto: le navi arriveranno in rada e non scaricheranno più in banchina, ma con i droni la merce arriverà direttamente ai terminal logistici all’interno, saltando i nostri porti. Lo dicono diversi analisti».

Un po’ ardito come futuro.. .

«È fantascienza? Forse, ma noi adesso abbiamo deciso di occuparci di questo. Dovremmo stare molto attenti…»

La forza di Amazon sugli investimenti è notevole…

«Appunto, potrebbe realizzare questo sistema quando vuole…Così come Alibaba.Pensi che Cccc (il colosso delle costruzioni cinese, ndr) e Alibaba hanno vinto una gara ad Amburgo per un nuovo terminal container. Sono interlocutori che scardinano quelli tradizionali con cui siamo abituati a trattare. E quando arriveranno saranno un problema per tutti».

Quando termina il mandato in Assoporti?

«Tra poco. Abbiamo un nuovo ruolo importante in Europa con Espo (The European Sea Ports Organisation) e ragioneremo quindi su un probabile passaggio di consegne anche prima della mia scadenza di aprile».

Daniele Paolini

Daniele Paolini

Reparto Consulenza

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