Ogni dieci anni la Camera di Commercio Internazionale aggiorna gli Incoterms per riflettere le attuali usanze commerciali. La revisione è sempre avvenuta in concomitanza con il primo anno di ogni decennio 1990, 2000 e 2010 (ultima versione attualmente in vigore).

I nuovi Incoterms 2020 sono in fase di stesura nella Camera di Commercio Internazionale (ICC) che li pubblica dal 1930. Essi sono stati redatti da un Comitato di esperti (Drafting Group) che per la prima volta include, oltre ai membri europei, rappresentanti dalla Cina e dall’Australia.

I nuovi Incoterms dovrebbero comparire nell’ultimo trimetre del 2019 ed entreranno in vigore il 1° gennaio 2020. Tutto ciò coincide con il centenario della Camera di Commercio Internazionale.

Di seguito alcuni cambiamenti che verranno valutati:  

Rimozione degli Incoterms EXW e DDP

L’EXW (Ex Works – franco fabbrica), è una delle clausole contrattuali in uso nelle compravendite internazionali e questa resa, comunemente tradotta in lingua italiana come franco fabbrica è l’unica del primo gruppo, denominato E, derivato dal termine “ex”, “partenza”. La notazione EXW, che deve essere completata dall’indicazione specifica di una località, è quella che vincola il venditore semplicemente a preparare dei beni nei suoi locali (fabbrica, magazzino ecc.) alla data concordata, provvedendo unicamente alla fornitura della documentazione adatta per l’esportazione dalla nazione di origine. L’acquirente, da parte sua, dovrà provvedere all’operazione doganale di esportazione (nel caso fosse impossibilitato a farlo la resa dovrà essere modificata in FCA), organizzerà il trasporto e ne pagherà tutti i costi, prendendone anche tutti i rischi fino alla destinazione finale.

Togliere l’EXW sarebbe un cambiamento molto importante visto che è un Incoterm utilizzato in molte aziende con poca esperienza di esportazione e i DDP (Delivered Duty Paid) sono solitamente usati soprattutto per le merci che vengono inviati dai corrieri e tramite corrieri espressi che trattano con tutte le procedure logistiche e doganali fino alla consegna all’indirizzo dell’acquirente.

Rimozione di Incoterm FAS

FAS (Free Alongside Shipstabilisce che a carico del venditore siano tutte le spese di trasporto fino al porto d’imbarco, nonché le spese per l’ottenimento di licenze e documentazioni per l’esportazione dalla nazione di origine e quelle per le operazioni doganali sempre di esportazione; rispetto alla resa Free On Board rimangono esclusi eventuali costi per la messa a bordo della nave, a carico dell’acquirente.

È un Incoterm poco usato e non contribuisce quasi nulla al FCA (Free Carrier Alongside).

Con FCA, l’esportatore può anche consegnare le merci al molo, come in FAS, dal momento che la banchina fa parte del terminal marittimo. Se però viene utilizzata la resa FAS e si verifica un ritardo nell’arrivo della nave, la merce sarà disponibile per l’acquirente al molo per diversi giorni e, al contrario, se la nave arriva in anticipo, la merce non sarà disponibile per la spedizione. FAS viene utilizzato solo per l’esportazione di alcuni prodotti (minerali e cereali) ed è per questo motivo che il Comitato di Redazione sta valutando la convenienza di creare un Incoterm specifico per questo tipo di prodotti.

Dividere FCA in due Incoterms

FCA è l’Incoterm più utilizzato vista la sua versatilità: consente la consegna di merci in luoghi diversi (indirizzo del venditore, terminal di trasporto terrestre, porto, aeroporto, ecc.) e il più delle volte, si trovano nel paese del venditore. Il Comitato sta valutando la possibilità di creare due FCA di Incoterms; uno per la consegna terrestre e un altro per la consegna marittima. Questa resa, usualmente tradotta in lingua italiana come franco spedizioniere, fa parte del secondo gruppo, denominato F, derivato dal termine “free” (“libero”) inteso con il trasporto non pagato.

FOB e CIF per la spedizione di container

Nell’edizione di Incoterms 2010 si era stabilito che quando la merce non viaggia in un container, non deve essere utilizzata la resa FOB e CIF. Le loro controparti però, FCA e CIP, non vengono applicate da molte società esportatrici e importatrici. Nemmeno da agenti presenti nel commercio internazionale, come spedizionieri, operatori logistici ecc. Questo perché FOB e CIF sono vecchi Incoterms e la Camera di Commercio Internazionale non ha trasmesso adeguatamente questo cambiamento. Con l’introduzione dei nuovi Incoterms 2020, è possibile che FOB e CIF possano essere utilizzati nuovamente per la spedizione di container, come era già successe con gli Incoterms 2000 e le versioni precedenti.

Creazione di un nuovo Incoterm: CNI

Il nuovo Incoterm è il CNI (Cost and Insurance). Il CNI coprirebbe un divario tra FCA e CFR / CIF. Questo nuovo Incoterm sarebbe un “Incoterm di arrivo”, cioè il rischio di trasporto sarebbe trasmesso dal venditore all’acquirente nel porto di partenza.

Due Incoterms basati su DDP

La resa DDP (Delivered Duty Paid) sta creando alcuni problemi a causa dei dazi doganali che nel paese importatore sono pagati dall’esportatore-venditore, indipendentemente dal luogo di consegna della merce. Valutato ciò, il Comitato di redazione sta valutando la possibilità di creare due Incoterms basati su DDP:

  • DTP (Delivered at Terminal Paid): quando le merci vengono consegnate a un terminal (porto, aeroporto, centro di trasporto, ecc.) Nel paese dell’acquirente e il venditore si assume il pagamento dei dazi doganali.
  • DPP (Delivered at Place Paid): quando le merci vengono consegnate in qualsiasi luogo diverso da un terminal di trasporto (ad esempio, all’indirizzo del compratore), e il venditore si assume il pagamento dei dazi doganali.

Il Comitato di Redazione, oltre a provvedere all’eliminazione e creazione di alcuni Incoterms, sta analizzando anche le seguenti questioni da includere nella nuova versione degli Incoterms 2020:

  • Sicurezza del trasporto;
  • Regolamento sull’assicurazione dei trasporti;
  • La relazione tra gli Incoterms e il Contratto di vendita internazionale.

Nei prossimi mesi, il Comitato si incontrerà periodicamente per affrontare queste e altre questioni che verranno infine incorporate negli Incoterms 2020.