La Camera di commercio internazionale (Icc) pubblica gli Incoterms dal 1936, revisionandoli ciclicamente. Attualmente ha pubblicato l’edizione aggiornata degli Incoterms, che entreranno ufficialmente in vigore il 1° gennaio 2020, con nuove definizioni dei costi e delle responsabilità incombenti sui soggetti coinvolti in una transazione commerciale.

Il processo di aggiornamento per attualizzare le regole Incoterms 2010 agli sviluppi del settore dei trasporti internazionali e dell’import/export (sempre più a contatto con la digitalizzazione) è iniziato nel 2016.

La parola Incoterms è l’abbreviazione di International Commercial Terms e racchiude una serie di termini commerciali utilizzati in importazione ed esportazione, validi in tutto il mondo: EXW, FCA, FAS, FOB, CFR, CIF, CPT, CIP, DAT, DAP, DD. Questi termini definiscono le competenze, le condizioni di consegna e la ripartizione della responsabilità tra venditore e acquirente di ciascun soggetto impegnato nelle transazioni che avvengono tra un Paese e l’altro.

La Icc ha specificato gli operatori hanno la possibilità di anticipare l’utilizzo della versione 2020 e/o continuare ad operare con la versione Incoterms 2010, però a una condizione, ovvero che sia esplicitato nel contratto. È opportuna comunque un’analisi delle novità.

Anche nella nuova versione rimane la clauso Exw (Ex Works o Resa Franco Fabbrica), molto diffusa e molto insidiosa per gli esportatori. È uno degli Incoterms più controversi, dove i costi e i rischi del trasporto sono totalmente a carico dell’acquirente, anche durante il tragitto delle merci nel paese del venditore.  L’abolizione o la sostanziale modifica dell’Incoterms EXW, utilizzato principalmente da aziende con poca esperienza di esportazione, sarebbe un cambiamento rilevante, che ridurrebbe il rischio del mancato ritorno della bolletta doganale. Inoltre, l’Icc ha precisato che sarebbe preferibile limitare l’utilizzo di questa clausola nell’ambito della vendita nazionale, dove si evitano le questioni doganali.

Se si attraversa la dogana per esportare la merce in un paese estero, la Icc indica che è preferibile usare la resa FCA, il quale imputa obbligazioni e costi di sdoganamento a carico del venditore, almeno per la prima parte del trasporto (fino alla doganale di esportazione). Questa resa resta sostanzialmente invariata, ma presenta anche un elemento di novità: venditore e acquirente possano concordare che quest’ultimo richieda al proprio vettore di consegnare al primo la polizza di carico una volta che la merce è stata caricata sulla nave, così da rendere possibile l’emissione della lettera di credito.

La resa DDP non subisce cambiamenti. Nonostante sia caratterizzata da una complessa gestione fiscale (il venditore si occupa delle operazioni di sdoganamento nel paese di importazione), viene molto spesso utilizzata per prodotti che vengono spediti dai corrieri e attraverso corrieri espressi che lavorano con tutte le procedure logistiche e doganali, fino alla consegna all’indirizzo dell’acquirente. 

Il termine DAT varia in DPU, ovvero “Delivered at place unloaded” per risolvere il possibile malinteso riferito alla parola “Terminal”, talvolta interpretata erroneamente come terminal doganale. Esso prevede che la consegna non debba più necessariamente avvenire presso un terminal portuale, ma anche in un qualsiasi altro luogo di consegna. L’importante è che la merce venga scaricata.

Si evidenzia inoltre che, per le rese Fca, Ddp e Dap, gli Incoterms 2020 consente alle parti di provvedere da sé al trasporto, a differenza degli Incoterms 2010 dove il trasporto era previsto che fosse realizzato da un vettore terzo.

Infine, la clausola CIF, che nella precedente versione prevedeva uno standard assicurativo minimo identificato in fascia C (a copertura cioè di un limitato numero di rischi), nella nuova versione è munito di uno standard innalzato, grazie all’ associazione con la clausola All Risk di fascia A, la quale reca maggiore protezione, ma anche maggiori costi.

La versione definitiva degli Incoterms 2020 sarà presentata ufficialmente a Roma il prossimo 18 ottobre 2019, come comunicato da ICC Italia. Pertanto, ogni informazione fino a quella data è da ritenere del tutto provvisoria.