Cina, India e i paesi industrializzati dell’area Asean (Association of South-East Asian Nations) formano l’area mondiale a maggior crescita.

La crescita dell’economia mondiale sta rallentando rendendo più accesa la competizione internazionale. Diventa sempre più importante individuare i mercati che presentano la migliore combinazione rischi/opportunità.
La scelta di dove esportare è un processo decisionale complesso e tale processo deve essere basato su una SWOT analysis (strengths, weaknesses, opportunities, and threats) che prenda in esame sia i punti di forza e debolezza dell’impresa (fattori competitivi, conoscenza dei diversi mercati, capacità organizzative, ecc.) che le opportunità e i rischi dei potenziali mercati.

Infatti, l’analisi SWOT è uno strumento di pianificazione strategica usato per valutare i punti di forza, le debolezze, le opportunità e le minacce di un progetto o in un’impresa o in ogni altra situazione in cui un’organizzazione o un individuo debba svolgere una decisione per il raggiungimento di un obiettivo.

Nonostante si viva una fase di basso ciclo mondiale, esistono paesi caratterizzati da significativi tassi di crescita.

Come testimonia il grafico, i dieci paesi che hanno avuto una maggior crescita nel 2019, e che possono essere possibili candidati per azioni di internazionalizzazione nuove o di sviluppo, hanno soddisfatto i seguenti requisiti:

  1. tasso di crescita del PIL superiore al 4% nella media del biennio 2019-2020 (scenario aprile 2019 del Fondo Monetario Internazionale);
  2. tasso di crescita delle importazioni in euro superiore al 4% nella media del biennio 2019-2020 (scenario aprile 2019 di StudiaBo);
  3. importazioni di qualità (fascia alta e medio alta) nel 2018 superiore a 5 miliardi di euro (Sistema Informativo Ulisse);

L’asse delle x identifica i diversi paesi che sono posizionati in base al tasso di crescita previsto del PIL, mentre l’asse delle y il tasso di crescita delle importazioni in euro. La dimensione del cerchio è proporzionale al livello nel 2018 delle importazioni di qualità.

Come si evince dal grafico, la crescita del PIL individua le economie che presentano condizioni particolarmente favorevoli in termini di crescita della domanda e quindi vediamo che Etiopia, India e Filippine si caratterizzano per uno scenario molto favorevole, con un tasso di crescita medio nel biennio 2019-2020 superiore al 7%.
Significativo, soprattutto per un’impresa che vuole esportare in un mercato, è la crescita delle importazioni nella valuta dell’impresa esportatrice. Questa misura può essere utilizzata dall’impresa come indicazione della crescita tendenziale delle proprie vendite su quel mercato. Mercati ad elevate opportunità sono Etiopia, Egitto, Iraq, Vietnam, India e Filippine, i quali presentano un tasso di crescita medio annuo delle proprie importazioni in euro superiori al 6%.  

Per le imprese che operano in economie ad alto costo del lavoro, le importazioni significative riguardano solo i segmenti in cui il mercato riconosce un premium price (per tipologia di prodotto e per fascia di prezzo) rendendo il mercato contendibile. Seguendo questo filo logico, la Cina spicca in particolar modo poiché non solo presenta un elevato tasso di crescita sia del PIL sia delle importazioni in euro, ma con 681 miliardi di euro di importazioni di beni di fascia alta e medio alta, nel 2018 è risultata miglior importatore al mondo di beni di qualità.

Gli altri paesi asiatici come Vietnam, India, Filippine, Malesia e Indonesia, avendo importazioni di qualità inferiori a 50 miliardi di euro, risultano molto distanti rispetto alla grande potenza cinese. Differentemente, le importazioni di qualità dei paesi ad alta crescita non asiatici non arrivano invece a 10 miliardi di euro.

Cina, India e le economie più industrializzate dell’Asean, che comprendono Vietnam, Filippine, Malesia e Indonesia, fanno parte dell’area mondiale che nel 2019-2020 presenta maggiori opportunità di esportazioni, inoltre, i dieci paesi che sono fortemente cresciuti in questo biennio sono stati Egitto, Iraq, Etiopia e Panama, anche se con limitati livelli di importazioni di beni di qualità.