La Commissione Europea, con il Regolamento di Esecuzione nr. 2021/111 del 29.01.2021, ha adottato misure di controllo per la fornitura dei vaccini contro coronavirus da SARS-Cov, al fine di garantire i vaccini da COVID-19 a tutti i cittadini dell’Unione Europea. Detto regolamento subordina, l’esportazione dei vaccini anti COVID- 19 verso paesi terzi, ad una preventiva autorizzazione.   

Pertanto, in caso di esportazione verso Paesi terzi di detti vaccini, classifica doganale 30022010, gli esportatori dovranno presentare apposita autorizzazione.

L’Agenzia delle Dogane, con la determinazione direttoriale n. 34603 del 1°febbraio 2021, dispose norme applicative per l’ottenimento di detta autorizzazione.  

L’autorizzazione è rilasciata dal Ministero Affari Esteri, dietro preventiva richiesta da parte dell’esportatore e deve essere presentata all’atto dell’esportazione o eventualmente all’atto dello svincolo della merce. In mancanza di detta autorizzazione, non si potrà procedere all’ esportazione.

Detta misura restrittiva è provvisoria ed inoltre non si applica per le esportazioni verso i seguenti paesi:

Repubblica di Albania, Andorra, la Bosnia-Erzegovina, le Isole Fær Øer, la Repubblica d’Islanda, il Kosovo, il Principato del Liechtenstein, il Montenegro, il Regno di Norvegia, la Repubblica di Macedonia del Nord, la Repubblica di San Marino, la Serbia, la Confederazione Svizzera, lo Stato della Città del Vaticano, i paesi e territori d’oltremare elencati nell’allegato II del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), nonché le esportazioni verso Büsingen, l’isola di Helgoland, Livigno, Ceuta e Melilla(1), l’Algeria, l’Egitto, la Giordania, il Libano, la Libia, il Marocco, la Palestina, la Siria, la Tunisia, l’Armenia, l’Azerbaijan, la Bielorussia, la Georgia, Israele, la Moldova e l’Ucraina.

La Presidente della Commissione europea, Ursula Von Der Leyen, lo scorso 29 gennaio ha dichiarato: «La pandemia sta avendo effetti devastanti in Europa e in tutto il mondo. Proteggere la salute dei nostri cittadini rimane la nostra massima priorità e dobbiamo mettere in atto le misure necessarie per garantire il conseguimento di questo obiettivo. Il meccanismo di trasparenza e autorizzazione è temporaneo e continueremo ovviamente a rispettare i nostri impegni nei confronti dei paesi a basso e medio reddito».