Le polizie doganali hanno il compito di scovare armi, droga e prodotti pericolosi nei milioni di container che ogni giorno varcano le frontiere. Ispezioni più precise, ma soprattutto più rapide verranno effettuate nel porto commerciale di Danzica, dove si sta sperimentando una nuova tecnologia.

I container che passano ogni anno per il Deepwater Container Terminal di Danzica, nella zona di Port Północy in Polonia, ufficialmente aperto il 1 ° ottobre 2007, sono circa 3 milioni. Questa effettivamente si definisce una sfida logistica e tecnica per gli agenti doganali che effettuano controlli a campione per scoprire merci illegali e pericolose.

Il doganiere Wojciech Gesikowski ha affermato: «Fondamentale il nostro lavoro è assicurarci che nel container ci sia davvero quel che è dichiarato nei documenti. È per questo che utilizziamo anche tecnologie d’ispezione non intrusive che ci permettono di controllare il container senza aprirlo».

Sicuramente la tecnologia C-Bord, testata proprio in Polonia, sarà un grande aiuto. Si tratta di un progetto finanziato dall’Unione europea che rappresenta la prossima generazione nella tecnologia d’ispezione delle merci. Essa consiste nel perfezionare l’attuale imaging a raggi X dei container e aggiungere nuovi strumenti che consentono di rilevare materiali proibiti in modo più veloce e preciso.

Il coordinatore del progetto C-Bord, Guillaume Sannie, aggiunge che grazie a questa tecnica il doganiere avrà molte informazioni su quel che è contenuto o nascosto nel container e potrà evitare di svuotarlo.

In una prima fase, inizia l’ispezione dallo “sniffer”, ovvero si inserisce una sonda nel portellone del container, la quale aspira l’aria contenuta all’interno e invia le particelle ottenute a un mini-laboratorio, dove ne rileva la composizione in tempo reale.

Il fisico Peter Kaul spiega che il sistema è progettato per estrarre dal container componenti volatili, appunto particelle, che possono apparire in presenza di esplosivi, droghe, tabacco o persone nascoste. Anche solo particelle di polvere a cui possono aderire trace di sostanze esplosive o stupefacenti.

In una seconda fase, avviene la ricerca di radiazioni. A seconda delle dimensioni del carico, questa procedura può svolgersi in diversi modi:

  • Si può far passare un camion attraverso un rilevatore
  • Far ispezionare da un veicolo attrezzato o da un operatore in possesso di un dispositivo manuale.

Come fa notare un altro fisco infatti, Grant Crossingham: «Un’arma nucleare o del materiale di contrabbando rilasciano radiazioni, e questi strumenti sono progettati per rilevare tali radiazioni in modo del tutto passivo: significa che cercano le radiazioni senza fare nulla per innescarle».

Il progetto C-Bord ha migliorato quella che è l’attuale capacità di rilevamento dei raggi X.

Terminata l’ispezione, i risultati dei vari dispositivi vengono raccolti in un’interfaccia comune, in cui possono essere visualizzati dall’analista doganale.

Tale tecnologia offre risultati più rapidi e una maggiore flessibilità in termini di utilizzo.

Inoltre, Guillaume Sannie conclude dicendo: «È davvero molto importante per noi confrontarci con tutti i tipi di condizioni meteorologiche, con tutti i tipi di situazione, con le esigenze dei diversi doganieri in tutta Europa. La sfida per noi tecnici è rendere i nostri sistemi operativi sul terreno».

La strumentazione sarà sottoposta a un test finale assieme ad altri due dispositivi aggiuntivi nei prossimi mesi nel porto di Rotterdam, il porto più grande d’Europa, e sarà presto pronta per essere lanciata sul mercato.