ZES: ZONE ECONOMICHE SPECIALI Lo sviluppo del sud

da | Feb 8, 2018 | Mercato interno e comunitario, Spedizioni Internazionali, spedizioni marittime

Le ZES saranno aree portuali del Mezzogiorno che beneficeranno di agevolazioni fiscali e di rilevanti semplificazioni di carattere amministrativo e burocratico, sia per le nuove imprese, sia per quelle già esistenti nella Zes visto che il D.L. 91/2017, cd Decreto Sud, è recentemente entrato in vigore.

Una Zes, per definirsi tale, deve comprendere un’area portuale ed essere collegata alla rete transeuropea dei trasporti con caratteristiche stabilite da un preciso regolamento comunitario (UE n. 1315/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 dicembre 2013).

Inoltre, deve essere istituita all’interno dei confini statali, in una zona geografica chiaramente delimitata ed identificata. Essa può essere composta anche da aree territoriali non direttamente adiacenti all’area principale, purchè ci sia però un nesso economico funzionale con la zona principale.

Questo nuovo piano favorirà quindi la crescita economica nel meridione e introdurrà due importanti misure:

  • La misura denominata Resto del Sud per l’imprenditoria giovanile
  • Il nuovo concetto di Zona economica speciale (ZES), già diffuse all’estero, che individua zone del paese collegate ad una area portuale, destinataria di importanti benefici fiscali e semplificazioni amministrative, che consentono lo sviluppo di imprese già insediate e che si insidieranno, attraendo anche investimenti esteri. La ZES più famosa e sviluppata, ad esempio, è Dubai.

Queste Zone economiche speciali puntano ad attrarre quindi investimenti anche dall’estero nei grandi porti del Sud per poter agganciare i flussi di merci in grande crescita nel mediterraneo che passano per il Nord Africa e il canale di Suez, per arrivare alla Cina con il suo grande progetto della nuova via della seta.

Il 24 gennaio, il premier Paolo Gentiloni ha firmato il Dpcm con i requisiti per le Zes, previste dal decreto Sud dell’estate 2017. L’obiettivo è battezzare subito le prime due Zone speciali: Napoli – Salerno e di Gioia Tauro (praticamente pronte entro fine febbraio) e già sono stati stanziati circa 200 milioni di euro, da utilizzare tra il 2018 e il 2020. Una mossa strategica anche per ottenere consensi dalla maggioranza del Mezzogiorno visto che le prossime elezioni si terranno il 4 marzo.

Seguono per l’assegnazione delle Zes per i prossimi mesi anche il porto di Bari-Brindisi, Augusta (con Catania e Siracusa), Palermo, Cagliari e Taranto. Il decreto inoltre prevede anche la possibilità di costruire delle Zes interregionali e può così individuare un ultimo porto che dovrebbe unire aree delle Regioni Molise e Abruzzo.

Daniele Paolini

Daniele Paolini

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