VINO ALL’ESTERO: MODALITA’ DI CIRCOLAZIONE E DI IMMISSIONE IN CONSUMO

da | Ago 28, 2018 | Accise, Fiscalità Internazionale, Food&Beverage

Vendere vino e bevande alcoliche all’estero ha aspetti legali, fiscali e doganali ben precisi che devono essere rispettati.

Tanti produttori di vino, soprattutto i più piccoli, vorrebbero poter vendere i loro vini direttamente ai consumatori finali in Europa e non, ma non è così semplice, soprattutto nell’Ue. Innanzitutto, l’attenzione deve essere posta alle modalità di circolazione del vino destinato a lasciare il territorio doganale comunitario.

Le opzioni possono essere due:

  • Se il prodotto è inviato direttamente dal luogo di spedizione al confine comunitario, la circolazione sul territorio italiano avviene mediante emissione di normale documento di trasporto.
  • Se, invece, il vino diretto ad un Paese extra-UE deve attraversare uno Stato UE, è necessaria l’emissione del documento e-AD per l’esportazione.

Nel 2017 le esportazioni sono cresciute del 7% rispetto all’anno precedente, che corrispondono a quasi sei miliardi di euro (valore venduto all’estero), a 332 vini a denominazione di origine controllata, a 73 vini di origine controllata e garantita e 118 vini a indicazione geografica tipica.

Nonostante ci siano state performances più significative in Russia e Cina, gli Stati Uniti rimangono il Paese di riferimento per i nostri produttori. Per i produttori di vino, esportare è la parola d’ordine ed è la forma più semplice e veloce di internazionalizzazione. Oltre all’export, esiste il licensing, (accordo con cui un soggetto cede ad un altro il diritto di produrre i propri beni, verso il pagamento di un corrispettivo, fisso o variabile), la conclusione di accordi commerciali con imprese già presenti sul mercato di destinazione, la conclusione di accordi di joint venture con tali soggetti e la creazione di filiali all’estero.

Tornando all’esportazione però, la normativa europea sulle accise obbliga chi vende vino e prodotti alcolici da uno stato all’altro dell’Unione Europea ad emettere un documento chiamato e-AD, anche per tutti quei Paesi che hanno una aliquota accisa pari a zero per il vino tipo la Germania, che per i produttori vinicoli italiani sarebbe un bel mercato.

È necessario sottolineare che i piccoli produttori, ovvero quelli che nel quinquennio precedente hanno prodotto meno di 1.000 ettolitri di vino all’anno, sono esenti dagli obblighi di circolazione e controllo, a differenza dei grandi produttori. Non sono quindi tenuti all’istituzione di un deposito fiscale e di conseguenza possono non emettere il documento e-AD.

Inoltre, particolare attenzione dovrà essere posta alla disciplina dettata dal paese di destinazione in ordine alle formalità necessarie per l’immissione in consumo del vino, non ultima la regolamentazione dell’etichettatura del prodotto.

In vino veritas

Link utili (guide scaricabili):

  • http://mefite.ice.it/settori/documenti/GuidaExportVino2017.pdf

È disponibile online l’edizione 2017 della Guida Export vino, curata da ICE Agenzia. La Guida esamina tutti i mercati stranieri e fornisce con un linguaggio semplice e schematizzato preziose indicazioni in materia legislativa, tecnica, fiscale, doganale, con i rinvii alla legislazione vigente nei diversi mercati.

  • https://assistenza.agenziadogane.it/KnowledgeBases/Tel_Dogane_Procedura/attach/dettaglioarticolo.pdf

TUA (Testo Unico Accise)

 

Daniele Paolini

Daniele Paolini

Reparto Consulenza

Contattaci