VIA DELLA SETA: I PORTI MEDITERRANEI SUPERANO IL NORD EUROPA

da | Giu 18, 2018 | Mercato Cinese, Mercato interno e comunitario, spedizioni marittime

Il Mediterraneo è stato il fulcro dello sviluppo socio-economico e culturale dell’intera storia occidentale, finché con la scoperta del Nuovo Mondo la sua centralità non è gradualmente scemata in favore delle rotte atlantiche. Oggi, la nuova “Via della Seta” parte dalla Cina per finire nel Mediterraneo, così il Mare Nostrum è pronto a riprendersi la sua antica centralità strategica.

Il progetto “One Belt One Road” prevede 900 progetti di nuove infrastrutture, quantificati a quasi 1400 miliardi di dollari di investimenti.  Ci saranno 200mila nuovi posti di lavoro e i Paesi coinvolti saranno 60.

SRM (Studi e Ricerca del Mezzogiorno) ha presentato la quinta edizione del Rapporto Annuale “Italian Maritime Economy” nell’ambito del convegno sul tema: Cina, corridoi energetici, porti e nuove rotte. Il Rapporto, frutto degli studi compiuti dall’Osservatorio di SRM sull’Economia dei Trasporti Marittimi e della Logistica, si è svolto a Napoli il 5 giugno, proponendo il focus sullo stato della Via della Seta, sulle rotte per l’approvvigionamento di commodity energetiche via mare e ha analizzato innovativi modelli portuali.

La Via della Seta si snoda su tre principali rotte: terrestre, marittima e polare, ma la parte marittima rimane quella più predominante. Il Mediterraneo ha l’occasione di sfruttare la sua centralità e, anche se rappresenta poco più dell’1 per cento delle acque del pianeta, registra un aumento di oltre il 20% del traffico globale di merci. Negli ultimi 20 anni, infatti, il traffico nel Mediterraneo è cresciuto di 6 volte, con i primi 30 porti che hanno raggiunto i 53 milioni di TEU (unità di misura del traffico marittimo, pari a un container da venti piedi). Inoltre, è già in atto un trend di crescita verso i scali del Mediterraneo, a discapito delle rotte europee.  

Parte di detto successo però, arriva grazie al raddoppio del canale di Suez, registrando crescite record: nel 2017 oltre 900 milioni di tonnellate transitate (+11% sul 2016) e 17.550 navi. Qui entra in gioco il rivoluzionario piano cinese OBOR (One Belt One Road), iniziativa strategica della Cina per il miglioramento dei collegamenti e della cooperazione tra paesi nell’Eurasia.

Dal 2012, sempre secondo i dati elaborati da SRM, la presenza di navi container nel Mediterraneo di dimensione superiore a 13mila TEU è aumentata del 37%, e il numero di navi superiori a 3mila TEU che transitano nel Mediterraneo e che toccano almeno un porto italiano è aumentata dell’8%.

In Italia l’import-export via mare ha superato 240 miliardi di euro (+150% sul ‘98) con una crescita media annua del 5,2%, al di sopra del tasso di crescita dell’economia. Nel 1997 era pari a 98 miliardi.

Ovviamente non è tutto oro ciò che luccica: gli investimenti nel Mediterraneo devono tener conto di potenziali intoppi, come la possibile instabilità politica di alcuni paesi coinvolti o un eventuale rallentamento della crescita economica Cinese.

Risulta evidente, che il progetto “Nuova Via della Seta”, rappresenta per la Cina il riaffermare l’antica gloria imperiale e per il Mediterraneo il riaffermare il proprio ruolo nella storia.

Richiedi una quotazione spot per le tue spedizioni import/export

Daniele Paolini

Daniele Paolini

Reparto Consulenza

Contattaci