USA E CINA: VENTI DI GUERRA COMMERCIALE

da | Giu 21, 2018 | Dogane, Mercati Esteri, Mercato interno e comunitario, Spedizioni Internazionali

La tregua tra Stati Uniti e Cina è stata più breve del previsto, così la guerra commerciale tra le due grandi potenze si arricchisce di un nuovo capitolo.

I dazi sono le tariffe doganali che rendono più costosi i prodotti importati e l’amministrazione USA vuole usarli come deterrente commerciale nei confronti di Pechino, in quanto tra i due Paesi c’è un forte sbilanciamento della bilancia commerciale a favore della Cina. Il saldo commerciale USA è pesantemente negativo: le importazioni dalla Cina, superano di gran lunga le esportazioni.

la Cina esporta verso gli Stati Uniti, 375 miliardi di dollari, ovvero un terzo in più del valore delle esportazioni USA verso la Cina.

Lunedì 18 giugno il Presidente americano Trump ha minacciato ulteriori dazi su beni cinesi per 200 miliardi di dollari, che porterebbero così a 250 miliardi le importazioni cinesi sottoposte a tariffe doganali.

La Cina non resta a guardare e controbatte con l’annuncio di nuove tariffe nei confronti di prodotti Usa per 50 miliardi di dollari. Inoltre, secondo l’analisi di Craig Botham, Emerging Markets Economist, la «vendetta» cinese potrebbe rivolgersi anche verso:

  • Vendita massiccia di titoli del Tesoro Usa, con l’obiettivo di aumentare i rendimenti e quindi i costi dei prestiti concessi al governo americano;
  • Svalutazione dello yuan, anche se al momento sembra un’ipotesi distante dalle intenzioni della Bank of China;
  • Improvvise strette regolatorie su settori sensibili per la produzione statunitense in Cina, tali da compromettere economicamente colossi e multinazionali americane che generano ottimi profitti nel mercato interno cinese.

Le conseguenze di questa guerra commerciale si stanno ripercuotendo pesantemente anche sulle borse. Wall Street ha viaggiato, per tutta la seduta di martedì in rosso, spinta al ribasso dai cali dei suoi principali listini .

Angelo Meda, responsabile azionario della Sim Banor, ha affermato: «Una riduzione del commercio globale ridurrebbe la crescita mondiale per i prossimi anni, abbassando le stime di fatturato e di utili per i maggiori indici mondiali». I rallentamenti sono ai minimi da inizio anno in Europa e Usa e se questo scenario continua, a pagarne le conseguenze sarà anche l’Italia, poiché l’indice italiano, con un forte peso di titoli finanziari, potrebbe essere una tra le più penalizzate.

Il mondo si trova difronte una situazione inedita, dove Stati Uniti e Cina continuano a scambiarsi reciproche minacce, innescando giornate difficili su tutti i mercati azionari. La Cina, in questa guerra commerciale, parte in “pool position” sia per il maggior vantaggio concorrenziale sui prezzi e sia per il progetto di penetrazione commerciale, dato dalla nuova “Via della Seta”.

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Daniele Paolini

Daniele Paolini

Reparto Consulenza

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