TUTELA DEL MADE IN ITALY: Importazione di prodotti dall’estero – Reato di cui all’art. 517 c.p. – Fattispecie

da | Apr 12, 2018 | Fiscalità Internazionale, Mercato interno e comunitario

Le disposizioni introdotte negli ultimi anni a tutela del “made in Italy” pongono problemi di individuazione delle condotte sanzionabili.

Con la sentenza n. 52029 del 06.11.2014 la Sezione III penale della Corte Suprema di Cassazione ha tentato di distinguere le diverse condotte punibili e le sanzioni ad esse applicabili, chiarendo nel contempo i rapporti tra le varie fattispecie tratteggiate dal legislatore.

 

                 FATTISPECIE                                           NORMA APPLICABILE                                                 PENA
Stampigliatura “made in Italy” su prodotti e merci non originari dall’Italia ai sensi della normativa Europea sull’origine, che integra la fattispecie di “falsa indicazionedell’origineArt. 517 del codice penale

 

Reclusione fino a due anni e multa fino a € 20.000
Utilizzo di un’etichetta del tipo “100% made in Italy”, “100% Italia”, “tutto italiano” o “full made in Italy”, per contrassegnare prodotti non interamente disegnati, progettati, lavorati e confezionati in Italia, che integra un’ipotesi aggravata di “falsa indicazione” dell’origineD.L. n. 135 del 2009, art. 16, comma 4, e art. 517 del codice penaleReclusione fino a due anni e multa fino a € 20.000, aumentate di 1/3
“Uso di segni, figure e quant’altro” che induca il consumatore a ritenere, anche in presenza dell’indicazione dell’origine o provenienza estera della merce, che il prodotto sia di origine italiana, realizzandosi la fattispecie di “fallace indicazioneArt. 517 del codice penaleReclusione fino a due anni e multa fino a € 20.000
Uso ingannevole del  marchio aziendale da parte dell’imprenditore titolare o licenziatario, in modo da “indurre il consumatore a ritenere che il prodotto sia di origine italiana ai sensi della normativa Europea sull’origine”, realizzandosi la fattispecie di “fallace indicazione” dell’origine della merce.L. n. 350 del 2003, art. 4, comma 49 bisSanzione amministrativa pecuniaria da € 10.000 a € 250.000.

 

Per completezza si osserva che con la sentenza n. 52029 del 06.11.2014 la Sezione III della Corte di Cassazione ha ritenuto rientrante nell’ipotesi speciale di “fallace indicazione” dell’origine, disciplinata nei suoi tratti generali dalla L. n. 350 del 2003, art. 4, comma 49, punita però dal comma 49 bis con una sanzione amministrativa, piuttosto che con una penale, prodotti provenienti dalla Cina, che riportavano esclusivamente il logo “La Gamma Italy”, nonché privi di etichetta indicativa della loro provenienza. In altri termini, nella fattispecie in esame l’importatore non ha apposto alcuna etichetta di provenienza fallace, ossia indicante falsamente un luogo di produzione (es. prodotto in Italia o made in Italy), ma solo un’etichetta raffigurante il proprio marchio, tuttavia idoneo a trarre in errore il consumatore sull’effettiva origine dei prodotti.

 Avv. Paola Castellani

Fonti: Cass. pen. Sez. III, 06.11.2014, n. 52029.

Daniele Paolini

Daniele Paolini

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