TRUMP ALLA GUERRA DEI DAZI. L’EUROPA È PRONTA A RISPONDERE

da | Mar 6, 2018 | Mercati Esteri, Mercato interno e comunitario

Donald Trump dichiara ufficialmente la guerra commerciale al resto del mondo ed ha annunciato che la prossima settimana approverà dazi per proteggere l’industria siderurgica americana, nonostante il rischio di scatenare guerre commerciali globali. Per difendere un settore residuale dell’economia americana, settore che impiega 86mila lavoratori, Trump ha colpito potenzialmente molti altri comparti industriali.

Le prime conseguenze si sono viste subito sulla Borsa di Wall Street, che ha perso l’1,33% giovedì scorso ed è scesa fino a -1,13% il venerdì. Ovviamente anche le altre Borse che subiscono le misure di Trump sono scese, come Francoforte con -2,27% e Milano -2,39%. Inoltre, parlando di settori, scivola in basso quello automobilistico che in due giorni ha bruciato il oltre il 3% a Wall Street e il 4,03% in Europa. Le aziende di case automobilistiche sono tra le più penalizzate poiché producono bene utilizzando acciaio e/o alluminio e di conseguenza l’aumento delle tariffe sulle materie prime va ad aumentare i loro costi di produzione. Colpite anche le aziende italiane dello stesso settore che operano oltreoceano, ad esempio Fiat Chrysler potrebbe subire una contrazione degli utili superiore al 3,5%.

Le tariffe di Trump penalizzano anche le aziende che operano nel settore minerali e metalli, scendendo in due giorni del 5,33%, nonostante sia stato il settore con maggiori vendite  in Europa.

Il presidente americano mette anche il carico con questo tweet: «Quando un Paese perde miliardi di dollari, le guerre commerciali sono giuste. E facili da vincere».

Come intende rispondere l’Europa?

La mossa dell’Ue sarà simile a quella fatta nel 2002 per rispondere alle misure annunciate dall’allora amministrazione Bush. Bruxelles adottò una serie di provvedimenti, senza però arrivare a metterli in pratica e si riuscì ad evitare lo scontro commerciale. Questa volta sembra essere tutto più difficile però. Bruxelles sta valutando quindi una serie di «contromisure per riequilibrare la situazione» con gli Usa, ovvero mettere dazi su alcuni prodotti: l’acciaio, ovviamente, ma anche il settore agricolo sarà coinvolto. Nel mirino, inoltre, un elenco di beni mirati per colpire gli Usa e metterli in difficoltà in alcune aree produttive del Paese sensibili per i Repubblicani. Si pensa per esempio a prodotti come le Harley Davidson (Wisconsin), ai succhi di frutta (Florida) o al whiskey Bourbon (Kentucky).

Daniele Paolini

Daniele Paolini

Reparto Consulenza

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