Il 15 marzo è uscito un nuovo ed ulteriore Regolamento per i divieti di esportazione e di importazione per la Russia. Questo quarto pacchetto di sanzioni economiche, evidenziate nell’allegato XVIII del Regolamento 428/2022 del 15 marzo, riguarda in particolar modo il settore del lusso e dell’agroalimentare, che colpirà molte aziende italiane.

Nel Regolamento sopra citato è espressamente scritto:

  • È vietato vendere, fornire, trasferire o esportare, direttamente o indirettamente, i beni di lusso elencati nell’allegato XVIII a qualsiasi persona fisica o giuridica, entità od organismo in Russia, o per un uso in Russia.
  • Il divieto di cui al paragrafo 1 si applica ai beni di lusso elencati nell’allegato XVIII nella misura in cui il loro valore sia superiore a 300 EUR per articolo, salvo diversamente specificato nell’allegato

Pertanto, viene colpito non solo l’export con trasporto diretto verso la Russia, ma anche la vendita, la fornitura, il trasferimento e l’esportazione indiretta verso il Paese e le forniture di beni di lusso sono vietate “a qualsiasi persona, fisica o giuridica, entità o organismo in Russia, o per un uso in Russia”.

Quali sono i prodotti interessati alle restrizioni?

Asti spumante, vini a indicazione geografica protetta (IGP), acquaviti, liquori e vermut, se il loro valore supera i 300 euro. Attualmente è in corso una verifica di chiarimento circa i 300 euro, se sono riferiti a bottiglia o per intera spedizione. Inoltre, le sanzioni andranno a colpire (settore beni di lusso) anche i prodotti, spediti in grande quantità, che hanno un medio valore economico. Il divieto di esportazione ha come scopo quello di attaccare l’oligarchia e l’alta borghesia russa, colpendo i consumi di beni a loro destinati.

Sono compresi nel Regolamento 428/2022 anche altri prodotti come i tartufi, i sigari, oggetti di selleria, prodotti di abbigliamento e accessori, profumi, tappeti, prodotti di oreficeria e il vasellame. Per quanto riguarda l’abbigliamento il discorso è molto ampio, ma, per fare qualche esempio, il divieto di esportare si estende a prodotti come vestiti, completi, cappotti, maglie e maglioni, camicette, t-shirt, completi per lo sci e calzature. In questo caso, per i seguenti prodotti, il divieto di export esiste nel superamento di 300 euro per articolo. In caso contrario, è possibile procedere con l’operazione di export in Russia.

Da non dimenticare il settore automobilistico: anche per le automobili di valore superiore a 50.000 euro e motociclette di valore superiore a 5000 euro, sussiste il divieto di esportazione.

Si precisa, così come nel Regolamento stesso, che sono vietate tutte le operazioni riferite a prodotti di lusso che siano anche solo destinati ad essere utilizzati in Russia, e che ipotetiche ed eventuali triangolazioni abusive saranno trattate dalle Autorità nazionali. Dal Regolamento, nello specifico nell’Allegato XVII, si evince tuttavia il divieto all’importazione in UE dei prodotti siderurgici, come tubi o fogli in acciaio inossidabile, originario dalla Russia. Questo divieto non si applica in caso di esecuzione fino al 17 giugno 2022, di contratti conclusi prima del 16 marzo 2022.

Le misure sopra descritte sono destinate a colpire purtroppo molteplici settori del Made in Italy, con inevitabile ricadute sul fatturato.

Per eventuali chiarimenti o approfondimenti siamo a disposizione dei nostri clienti.

Scs Venturini Srl