L’Unione europea, il 21 febbraio 2024, ha deciso di colpire la Russia con una nuova serie di sanzioni, mettendo al bando circa 200 entità e individui accusati di aver aiutato Mosca a procurarsi armi o di essere coinvolti nel rapimento di bambini ucraini. Inoltre, per la prima volta, si sono presi di mira le aziende della Cina continentale sospettate di aiutare il Cremlino a procurarsi articoli sottoposti a embargo.

L’accordo verrà così sottoposto formalmente alla procedura di approvazione il 24 febbraio 2024.

Cosa prevede il 13esimo pacchetto di sanzioni

Le sanzioni sono fortemente incentrate sulla lotta all’elusione e riguardano aziende presenti sul panorama mondiale accusate di fornire alla Russia tecnologia avanzata e beni militari prodotti nell’Ue, nella fattispecie, componenti di droni.

Ventisette aziende sono state aggiunte all’elenco dell’Allegato IV, producendo, così di riflesso, il blocco totale per le imprese europee al vendere loro beni a duplice uso e quasi duecento persone ed entità, per lo più russe, sono state aggiunte alla lista dei soggetti sanzionati, che ora contiene più di duemila nomi. Il pacchetto, tuttavia, non comprende nessuna persona presumibilmente coinvolta nella morte di Aleksei Navalny, il maggiore oppositore del presidente Vladimir Putin. Non sono state incluse nemmeno restrizioni più severe sulle importazioni di alluminio, tema ancora divisivo nell’Ue.

Nell’ambito del nuovo pacchetto, i diplomatici dell’UE hanno imposto il congelamento dei beni e il divieto di visto al ministro della Difesa della Corea del Nord, Kang Sun Nam, per la fornitura di missili balistici a Mosca, comprendendo anche sanzioni contro le compagnie di navigazione russe che trasportano gli armamenti.

Il 13esimo pacchetto dal febbraio 2022, prende di mira anche le istituzioni gestite dalla Russia che rieducano i bambini rapiti dall’Ucraina. I presunti rapimenti hanno fatto scattare un mandato di arresto contro il presidente Vladimir Putin da parte della Corte penale internazionale, che considera l’accusa come un crimine di guerra.

Secondo diversi diplomatici dell’UE, nelle prossime settimane dovrebbero iniziare i lavori sulla successiva 14esima tornata di sanzioni con l’intento di colmare le lacune settoriali rimaste irrisolte.

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