Nonostante le incertezze che sta lasciando la pandemia Covid-19, l’export è in ripresa e i dati SACE prevedono che nel 2025, grazie all’importante ruolo del Recovey, l’export potrebbe crescere di un ulteriore 3,5% rispetto allo scenario attuale e si parla di 553 miliardi di euro in più.

Il rapporto di SACE rappresenta quest’anno un punto cardine per le imprese italiane. Il dossier è utile sia a districarsi nella problematicità dello scenario attuale, sia a fare i conti con le sfide e le opportunità offerte dal PNRR.

Gioca un ruolo importante la riforma del sistema SACE che dal 2021 ha visto ampliato il proprio mandato di intervento dal tradizionale supporto all’export, a quello verso il mercato domestico (Garanzia Italia) e gli investimenti green.

Quali sono i contenuti del rapporto export 2021 di SACE?

Dai dati presenti nel report, si evince che gli scambi globali sono tornati a correre, con quelli di merci che cresceranno di circa il 10% nel 2021 e le esportazioni italiane di beni cresceranno nel 2021 in valore dell’11,3% (compensando e non solo quanto “perso” nel 2020). SACE ha affermato: «Un recupero migliore rispetto a quanto previsto dal modello per i nostri principali partner europei e che consentirà all’Italia di mantenere invariata la propria quota di mercato mondiale anche nel 2021».

In merito all’export italiano di servizi si dovrà attendere una ripresa completa nel 2022. Attualmente resta ancora colpito dalle misure restrittive e dall’incertezza, soprattutto nel campo del turismo.

Tra i paesi dove le vendite di beni italiani sono attese in rapida ripresa già nel 2021 risultano Stati Uniti, Germania, Svizzera, Cina e diversi mercati del Sue-Est asiatico. Mentre i paesi, il cui recupero sarà completo già nell’anno in corso, ma seguirà una dinamica più contenuta sono Brasile, Arabia Saudita, Malesia, Ghana e paesi europei come Francia e Paesi Bassi. Infine per il Regno Unito, Spagna e Turchia, causa svariati motivi, il recupero dei valori pre-crisi resterà incompiuto nel 2021, nonostante abbiano evidenziato buone prospettive di crescita in un orizzonte temporale più ampio. Rimangono fuori dalla lista quei mercati che hanno da sempre fragilità economiche e politiche, ovvero Romania, Grecia e Argentina.

Il rapporto SACE è di rilevante importanza anche per l’analisi dei potenziali effetti del PNRR sull’economia italiana. Infatti, SACE ha condotto “un ulteriore esercizio al fine di valutare gli impatti economici di una piena realizzazione delle riforme strutturali annunciate e del loro mantenimento in un orizzonte di medio periodo”. Se ciò si verificasse, l’intensità della crescita del PIL italiano sarebbe più marcata lungo l’orizzonte di previsione e nel 2025 l’output nazionale aumenterebbe del 2,7% rispetto al modello base.

La crescita è incoraggiata dalla spinta di investimenti sostenuti da un contesto istituzionale e regolatorio maggiormente efficiente e competitivo, con condizioni finanziarie ottimali.

Fonte: Confetra