Bruxelles – il Consiglio ha prorogato oggi fino al 31 luglio 2020 le sanzioni economiche riguardanti settori specifici dell’economia russa.

La decisione segue l’accordo politico che era stato raggiunto al Consiglio europeo del 12 dicembre, quando il presidente francese, Emmanuel Macron, e la cancelliera tedesca, Angela Merkel, avevano presentato un rapporto agli altri leader in cui constatavano la mancanza di progressi nell’attuazione degli accordi di Minsk. Il Consiglio dell’Ue ha adottato la decisione politica di rinnovare le sanzioni economiche nei confronti della Russia e, come previsto per la politica estera, all’unanimità. Le sanzioni prendono di mira i settori finanziario, energetico, della difesa e dei beni a duplice uso (civile e militari). Le misure restrittive erano state introdotte per la prima volta il 31 luglio del 2014 e rafforzate nel settembre dello stesso anno in risposta alle azioni della Russia volte a destabilizzare la situazione in Ucraina.

Le sanzioni economiche prorogate con la decisione in questione, come agiscono?

  • Limitano l’accesso ai mercati dei capitali primari e secondari dell’UE da parte di cinque grandi enti finanziari russi di proprietà dello Stato e delle loro filiali controllate a maggioranza stabilite al di fuori dell’UE, nonché di tre grandi società russe attive nel settore energetico e di tre operanti in quello della difesa;
  • Impongono il divieto di esportazione e di importazione per quanto riguarda il commercio di armi;
  • Stabiliscono il divieto di esportazione dei beni a duplice uso per scopi militari o utilizzatori finali militari in Russia;
  • Limitano l’accesso russo a determinati servizi e tecnologie sensibili che possono essere utilizzati per la produzione e la prospezione del petrolio;

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