RIPARTE IL MADE IN ITALY SULLA SPINTA DEI BRICS

da | Nov 29, 2017 | Mercati Esteri, Mercato interno e comunitario

Il Made in Italy arrotonda le sue cifre sempre di più, tanto che tra gennaio e settembre il bilancio è lievitato di 331 miliardi di euro, record assoluto in termini correnti, in crescita del 7,3% rispetto al 2016. Per quanto riguarda le vendite che coinvolgono Europa e resto del mondo, sono aumentate tendenzialmente nel mese di novembre e a settembre le vendite sono cresciute del 5,7% a quota 38,05 miliardi di euro, oltre due miliardi in più rispetto allo stesso periodo 2016. Un miliardo in più è in arrivo dall’area Ue, in crescita del 4%; per i mercati extra-Ue il progresso è superiore, pari all’8,1%.

Parlando in termini europei, i paesi che frenano leggermente le vendite sono Francia e Germania, mentre crescono senza nessun freno le vendite italiane verso Spagna, Polonia e Belgio.

In termini macro-settoriali le performance sono positive ovunque, con crescite medie interessanti per beni di consumo (5,8%), strumentali (4,6%) e intermedi (4,9%). Tra i singoli settori spicca la battuta d’arresto dell’auto, un calo dell’1,4% che riduce il progresso dei primi nove mesi al 13,1%.

Il settore farmaceutica e il settore dei mezzi di trasporto (diversi dalle auto) raddoppiano le loro cifre e insieme a loro si aggiungono buone performance per alimentari (6,5%) metalli (7,6%), macchinari (4,9%).

Rispetto all’inizio del 2017 l’Italia rispecchia un tasso di crescita superiore di un punto rispetto alla Germania (+6,4%), quasi doppio nel confronto con la Francia, in progresso del 4,1%. I dati dell’Unione Europea confermano comunque la risalita del commercio mondiale ed è evidente una ripresa sostenuta sia degli scambi interni (+4,9% a settembre), sia con i paesi extra-Ue, dove il progresso medio è del 6,3%. Gli Stati Uniti non si schiodano dalla loro postazione come primo mercato di sbocco esterno dell’Unione, ma i tassi di crescita più robusti sono per i Brics, dove l’aumento degli acquisti è quasi sempre a doppia cifra. Parlando di mercati extra-Ue, l’Italia migliora addirittura la propria quota di mercato, mentre si presenta una situazione analoga nei Brics, con 25 punti di crescita per noi in Cina, quasi 23 in Russia, poco meno di nove in India: in tutti i casi performance superiori rispetto alla media dell’Unione Europea.

Dall’inizio del 2017, Pechino dà il suo contributo aggiuntivo che equivale a due miliardi, quello di Mosca invece oltre un miliardo di euro. Proiettando a fine anno il trend 2017 della Russia le nostre vendite arriverebbero a quota 8,2 miliardi.

Ottimi risultati per l’Italia, che appaiono coerenti con la ripresa corale del commercio internazionale, risalita che ha spinto a fine settembre l’Organizzazione Mondiale del Commercio a rivedere al rialzo le stime di crescita 2017. I volumi sono ora visti in progresso del 3,6% (dal 2,4% precedente), grazie in particolare ai maggiori acquisti dall’Asia e alla forza dell’economia Usa.

La domanda nazionale sta ritrovando il suo giusto percorso, il quale è visibile anche nella ripresa decisa delle importazioni.

Daniele Paolini

Daniele Paolini

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