È stato firmato il memorandum d’intesa tra l’Agenzia e l’Amministrazione generale delle dogane della Repubblica popolare cinese per la cooperazione tra la Direzione Regionale delle Dogane di Venezia, Trieste e Ravenna con il Distretto doganale di Shanghai.

Benedetto Mineo, direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli afferma:

«Le imprese italiane che esportano in paesi lontani devono contare su sistemi doganali efficienti e veloci. Il contatto diretto tra le dogane dei porti di partenza e quello di arrivo (Shanghai) potrà velocizzare le attività di sdoganamento in Cina per le nostre merci. In generale, un aumento del traffico nei porti italiani, sia in esportazione che in importazione, anche di soli transiti, produce benefici economici significativi nel settore della logistica e dei servizi ad essa collegata».

L’accordo firmato a Roma il 1° luglio 2019 dal direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (Adm) della Repubblica Italiana, Benedetto Mineo, e dal vice-Ministro delle Dogane della Repubblica Popolare Cinese, Mr. Wang Lingjun, si inserisce nell’ambito della collaborazione bilaterale Italia-Cina.

L’obiettivo è quello di rendere più efficace il contrasto alle violazioni doganali, meno burocrazia per le imprese, riduzione dei controlli per gli operatori economici affidabili e scambio di informazioni su problematiche riscontrate nei paesi di destinazione.

Sono queste le principali novità del nuovo accordo Italia-Cina che definisce la collaborazione tra gli uffici doganali di Venezia, Trieste e Ravenna con il distretto doganale di Shanghai.

Secondo Giovanni Tria, Ministro Economia e Finanze, si tratta di “un accordo importante che faciliterà il disbrigo delle pratiche doganali nei porti italiani ed in quelli cinesi”.

Nei porti italiani transitano quantità importanti di merci da e per la Cina e la dogana di competenza ha il compito di tassare i beni in entrata e controllare tutte le merci alle frontiere sia in entrata che in uscita.

Grazie al memorandum di intesa, si stabilirà un contatto diretto con le dogane del porto di Shanghai (primo porto del mondo per traffico commerciale), per affinare le attività di verifica delle merci in entrata in Italia e per facilitare le operazioni per le merci in esportazione che partono dall’Italia dirette a Shanghai.

Come funziona?

Esempio: Se al porto di Shanghai arriva una nave proveniente dal porto di Trieste e nella documentazione presentata, le dogane cinesi dovessero riscontrare dei problemi, devono chiedere alla loro sede centrale di Pechino di interpellare i nostri uffici di Roma che contatteranno  i colleghi del porto di Trieste.

Invece tramite questo memorandum è possibile la cosiddetta «point to point cooperation», così che la Dogana di Shanghai verrà messa in contatto direttamente con quella di Trieste (o Venezia o Ravenna), saltando il passaggio tramite Roma e Pechino.

Sia le dogane che gli operatori risparmierebbero molto tempo. Inoltre, le due dogane potranno incontrarsi per organizzare operazioni congiunte di controllo, al fine di rendere più efficace la loro azione, evitando duplicazioni di controlli e attività non strettamente necessarie.

In questa ottica, vista l’importanza del porto di Shanghai, una più stretta collaborazione direttamente tra le singole dogane, potrà solo migliorare l’efficienza e l’efficacia dei controlli a beneficio dei commerci leciti e delle imprese che garantiscono alti standard di qualità, ovvero operatori certificati AEO.

Maggiore è il traffico di merci e più proficuo è lo scambio di esperienze tra i porti interessati e migliore è la funzionalità del sistema portuale.