Uno degli obiettivi del nuovo Accordo Italia-Cina, per eliminare le doppie imposizioni e prevenire evasioni ed elusioni fiscali, è di fornire agli operatori economici italiani presenti in Cina, uno strumento che li ponga in condizione di maggiore competitività con le imprese concorrenti di altri Paesi.

Il disegno di legge di ratifica, Ddl 1385, ha ricevuto il via libera del Senato.

L’Accordo contiene disposizioni su residenza fiscale, doppia residenza e stabile organizzazione. Per quanto riguarda le modalità di tassazione dei redditi immobiliari e degli utili delle imprese, questo nuovo accordo rimane in linea con quanto già previsto dal precedente Accordo ratificato con legge n. 376/1989.

L’Accordo contro la doppia imposizione fiscale, firmato da Italia e Cina, a Roma lo scorso 23 marzo 2019, in occasione della visita della delegazione cinese per il memorandum d’intesa della Belt Road Initiative, ha compiuto un passo in avanti con l’approvazione del testo da parte del Senato in data 8 luglio 2020. Il titolo del testo prevede: “Ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica Popolare Cinese per eliminare le doppie imposizioni in materie di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni e le elusioni fiscali, con protocollo, fatto a Roma il 23 marzo 2019”.

Il testo dell’Accordo è approdato ora alla Camera dei Deputati per la discussione e approvazione.

Gli obiettivi dei due Stati contraenti sono di adeguare il quadro normativo ai recenti standard internazionali e fornire, agli operatori economici italiani presenti in Cina, uno strumento per rafforzare e migliorare i rapporti economici bilaterali e promuovere gli investimenti.

Quali i punti salienti dell’Accordo Italia-Cina?

  • Concetto di stabile organizzazione in linea con gli standard dell’OCSE.
  • Modalità di tassazione dei redditi immobiliari ed utili di impresa.
  • Modalità di tassazione delle royalties.
  • Modalità di tassazione dei Capital Gains