Le disposizioni che regolano la non imponibilità delle cessioni intracomunitarie sono disciplinate dall’art. 41, comma 1, DL 331/1993.

Per godere del regime di non imponibilità è necessario rispettare le seguenti condizioni:

  1. Status di operatore economico per entrambi i soggetti ovvero: il cedente e l’acquirente devono essere soggetti passivi d’imposta nei rispettivi Paesi;
  2. Trasferimento della proprietà: l’operazione comporti il trasferimento della proprietà o di altro diritto reale di godimento sul bene;
  3. Onerosità dell’operazione
  4. Effettivo trasporto o spedizione dei beni in altro Stato comunitario.

In merito a questo ultimo punto la Direttiva Iva 2006/112/CE ha lasciato al legislatore nazionale l’onere di disciplinare quali dovessero essere i documenti reali atti a provare l’effettivo trasferimento del bene da un paese all’altro dell’Unione.

L’Italia purtroppo ha lasciato, in merito a detta questione, un vuoto legislativo, che l’Agenzia delle Entrate, ha cercato di colmare con proprie circolari interpretative.

Al fine di superare detto vuoto normativo, che ha dato adito negli anni a numerosi contenziosi, è stato emanato il Regolamento di esecuzione UE 2018/1912 che entrerà in vigore il primo gennaio 2020. Detto regolamento, modificando il Regolamento UE 282/2011, con l’art. 45bis, introduce gli elementi di prova per determinare l’effettivo trasferimento dei beni da un paese all’altro dell’Unione.

Il punto 3 dell’art. 45bis divide gli elementi di prova in due gruppi:

  1. –     Lettera CMR firmata, o
  • polizza di carico, o
  • fattura di trasporto aereo, o
  • fattura emessa dallo spedizioniere,

 

  1. – Polizza assicurativa relativa alla spedizione, o
  • documenti bancari attestanti il pagamento della spedizione, o
  • documenti ufficiali di una pubblica autorità, ad esempio un notaio, che confermi l’arrivo dei beni nel paese di destinazione, o
  • una ricevuta, rilasciata da un depositario nel paese di destinazione, che confermi l’arrivo ed il deposito dei beni

Il Regolamento inoltre prevede diversi abbinamenti di prove a seconda che i beni:

  • vengano spediti dal venditore o da un terzo per suo conto
  • vengano spediti dall’acquirente o da un terzo per suo conto

Nel primo caso il cedente deve essere in possesso di almeno due prove del gruppo a) rilasciati da due diverse parti indipendenti l’una dall’altra, in alternativa una prova qualsiasi del gruppo a) in combinazione con una prova del gruppo b).

Nel secondo caso, in presenza di rese INCOTERMS 2020, EXW o FCA, il cedente oltre alle prove di cui sopra (2 prove del gruppo A, o 1 del gruppo A + 1 del gruppo B), deve essere in possesso di una dichiarazione rilasciata dal cessionario, nella quale quest’ultimo certifichi che la merce è giunta al paese di destinazione. Inoltre in detta dichiarazione occorre indicare anche i seguenti dati:

  • Data del rilascio,
  • Nome ed indirizzo dell’acquirente
  • Qualità e natura dei beni.
  • Data e luogo di arrivo.

Tale dichiarazione deve essere fornita al cedente entro il decimo giorno del mese successivo alla cessione.

Le nuove norme che entreranno in vigore con il prossimo gennaio 2020, rendono alquanto critica la “non imponibilità Iva” per le cessioni intracomunitarie soprattutto nei casi in cui il trasporto è curato direttamente dal venditore con i propri mezzi o nel caso la spedizione sia a cura del cessionario non residente, soprattutto nel caso di rese EXW o FCA.

La SCS VENTURINI è a disposizione dei propri clienti al fine di fornire assistenza e consulenza in materia di scambi intracomunitari.

Doganalista Mariaester Venturini