L’Unione Europea ha aperto a marzo una procedura legale contro la Gran Bretagna per la violazione degli accordi sull’Irlanda del Nord, contestando al Regno Unito di avere esteso in modo unilaterale, oltre il 1° aprile 2021, il “periodo di grazia” per i controlli delle merci tra Regno Unito e Irlanda del Nord, al fine di evitare i controlli al confine tra Irlanda del Nord e la Repubblica d’Irlanda. Per esempio, le regole del mercato europeo sull’importazione alimentare, vieta l’ingresso nella UE di carne surgelata. Però per sei mesi, durante il periodo di grazia dei non-controlli, è successo che  cibo non ammesso  sia invece arrivato in Europa tramite il Nord Irlanda. La Gran Bretagna vuole che tale situazione di non controllo continui. Tutto ciò comporta, di conseguenza, l’inizio di un processo formale di infrazione. Il vicepresidente della Commissione europea Mnoaros Sefcovic affermò: “il protocollo sull’Irlanda e sull’Irlanda del Nord è l’unico modo per proteggere l’accordo del Venerdì Santo e per preservare la pace e la stabilità, evitando un duro confine sull’isola d’Irlanda, mantenendo nel contempo l’integrità del mercato unico. La Ue e il Regno Unito lo hanno concordato e sono tenuti di conseguenza a rispettarlo ed attuarlo. Le decisioni unilaterali e le violazioni del diritto internazionale da parte del Regno Unito annullano il suo stesso scopo e minano la fiducia tra di noi. Il Regno Unito deve attuarlo adeguatamente se vogliamo raggiungere i nostri obiettivi”.

Dopo mesi ancora non è stato trovato un punto di incontro tra Unione Europea e Regno Unito, restando entrambe ancorate nelle proprie posizioni. L’UE resta ferma sull’idea che gli impegni assunti vadano rispettati in base anche agli accordi stipulati con il governo britannico, dopo mesi di trattative post-brexit. Sempre il vicepresidente della Commissione Ue ha ribadito la vicinanza al governo irlandese: “Abbiamo sempre mostrato solidarietà all’Irlanda e continueremo a stare dalla parte della Repubblica d’Irlanda, che è lo Stato membro più colpito dalla Brexit. Questa è una questione tra l’Ue e il Regno Unito, non tra l’Ue e la repubblica irlandese”. Il ministro del governo di Boris Johnson, David Frost, invece afferma che, nonostante la discussione sia stata “franca e onesta”, non sono stati risolti tutti i nodi sul controllo delle merci che serve a garantire l’integrità del mercato unico europeo che passa dal mantenimento della frontiera aperta fra Belfast e Dublino come previsto, appunto, fin dalla storica pace del Venerdì Santo 1998.

Anche Joe Biden si è espresso sulla questione,  invitando gli alleati a trattare e mostrandosi comunque profondamente preoccupato sui rischi di tensioni in Irlanda del Nord, ritenendo fondamentale che non venga messo in pericolo l’accordo di pace del Venerdì Santo.