Il Mozambico è un Paese dell’Africa Meridionale e a primo impatto, per quanto riguarda l’indice di sviluppo umano, si presenterebbe come uno dei Paesi più poveri al mondo, occupando il posto numero 180 su 188 nella classifica dei Paesi. Basti pensare che solo il 15% della popolazione ha accesso all’elettricità nelle zone rurali.

Il Mozambico però, con i suoi 25 milioni di abitanti, è grande due volte l’Italia e rappresenta uno degli Stati su cui poggia la potenziale rinascita economica dell’Africa.

Questo Paese possiede un’invidiabile dote energetica ed è ricco di risorse naturali: carbone, titanio, granito, gesso, grafite e pietre preziose. Dispone inoltre di una stabilità politica che favorisce e incoraggia gli investitori stranieri e, infatti, i Paesi industrializzati vogliono puntare sul Mozambico, dal quale possono trarne vantaggi reciproci. L’FMI, ovvero il Fondo Monetario Internazionale, stima che a partire dal 2024/2025 ci sarà un Pil a due cifre grazie allo sfruttamento del gas naturale. Qui, l’Italia giocherà un ruolo fondamentale.

Il Governo di Maputo ha tra le mani un immenso patrimonio energetico. Il tutto è testimoniato dalle scoperte di grandissimi giacimenti di gas naturale, a partire da Mamba (il più grande degli ultimi 20 anni), trovato dall’Eni nel 2011. Il livello delle risorse accertate è di oltre 2 miliardi di metri cubi di gas naturale.

Per poter sfruttare questo potenziale di risorse, sono purtroppo necessari enormi investimenti. Un esempio ne è il contratto firmato a giugno dalla compagnia americana Anadarko per la costruzione impianti di liquefazione del gas naturale. Si è trattato di un investimento di 20 miliardi di dollari, il più grande mai avvenuto nella storia del Mozambico.

Non sarà il solo, poiché Eni ed Exxon Mobil dovrebbero finalizzare un importante investimento, il quale permetterà a partire dal 2024 di esportare il gas di Mamba. Se tutto si svolgerà secondo i piani, già nel 2025 il Mozambico può candidarsi a diventare il secondo fornitore mondiale di gas naturale liquefatto (Gnl).

Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni da maggio 2014, ha constatato che lo sviluppo dei giacimenti di gas consentirà al Paese un ritorno di almeno miliardi di dollari in 20-25 anni.

Un Paese aperto al mondo

La posizione geografica del Mozambico è una posizione strategica e un suo punto di forza. Il Paese si trova difronte i mercati asiatici e quindi lontano dal turbolento Medio Oriente; ottima notizia per la buona parte dell’export di Gnl che sarà infatti assorbito da economie energivore come India e Cina.

A causa della sua dipendenza in merito gli aiuti internazionali e agli investimenti esteri per il proprio sviluppo, il governo di Maputo ha portato avanti la sua politica: una politica estera che fa perno sul mantenimento di relazioni amichevoli con tutti i maggiori partner internazionali. Essi sono: Ue, Usa, Giappone e Cina, India e Sud Africa, Brasile e Australia.

Maputo è un attivo membro della Southern African Development Community (Sadc), della Comunità dei Paesi di Lingua Portoghese (Cplp) e del Commonwealth. Ha perfino aderito all’Organizzazione della Conferenza Islamica (il 30% della sua popolazione è di religione musulmana).

Le prospettive di crescita

Il Mozambico continua a sorprendere il mondo per la sua importante crescita economica, acquisendo stabilità macroeconomica e stabilità negli investimenti esteri.

Nel 1992 il reddito pro-capite non superava i 60 dollari, oggi è quasi dieci volte tanto. Tra il 1996 e il 2015, il Paese ha registrato tassi di crescita tra i più elevati dell’Africa Sub-Sahariana, con una media del 7 per cento. Nel 2017 e nel 2018 la crescita è stata più contenuta, +3,7% e + 3,2%.

Un rapporto Ice sottolinea che le misure monetarie restrittive e fiscali hanno consentito di portare sotto controllo l’inflazione (3,5% nel 2018). I due devastanti cicloni che quest’anno si sono abbattuti sul Paese provocheranno un ulteriore rallentamento del Pil (+2,2%) e un innalzamento dell’inflazione. Ma il boom del gas naturale farà presto ripartire l’economia. Per il 2024 l’Fmi stima una crescita dell’11,4 per cento.

Il problema economico come il debito pubblico rimane, anzi è raddoppiato negli ultimi sei anni (è al 110% del Pil).

I rapporti con l’Italia

Dopo i Paesi Bassi, l’Italia si è conferma, a livello europeo, il secondo investitore e secondo partner commerciale del Mozambico. I suoi investimenti ricoprono un valore di 713 milioni di dollari e un interscambio che ha toccato i 523 milioni di euro. Le imprese italiane che si sono insediate nel Paese sono circa 50.

Concorrenza

Le concorrenze più spietate provengono dalla Cina nel campo dell’edilizia popolare e nelle infrastrutture, e dell’India. Nonostante ciò, il Forum Italia-Mozambico, organizzato da Confindustria, rivela come l’Italia possa muoversi ottenendo grossi vantaggi seguendo non solo la logica del profitto. È fondamentale promuovere lo sviluppo del Paese e facilitare la diversificazione della sua economia.

Italia e Mozambico

L’8 luglio il presidente del Mozambico, Filipe Nyusi, ha visitato la Comunità di Sant’Egidio, dove ha incontrato il fondatore Andrea Riccardi, il presidente Marco Impagliazzo e alcuni responsabili della Comunità. “Questa è la casa della pace e del Mozambico”, ha affermato Nyusi, ricordando come proprio a Sant’Egidio dal 1990 si siano svolte le trattative che hanno portato, il 4 ottobre 1992, alla firma della pace. Si pose fine a una feroce guerra civile durata anni, la quale aveva provocato un milione di morti. Dove altri governi stranieri non ci riuscirono, riuscì la comunità di Sant’Egidio.

Ora l’Italia vuole puntare sul Mozambico e poter trarne tutti i vantaggi possibili.