Stile, innovazione, digitale, eventi e formazione sono le parole chiave della 49esima edizione di Mido, il salone internazionale dedicato all’eyewear.

La fiera si è svolta a Milano ed è terminata ieri 25 febbraio, dove nei padiglioni di Rho Fieramilano sono presenti 1323 espositori (record per la manifestazione), di cui 110 debuttanti, distribuiti su 52mila mq di spazio espositivo e 7 padiglioni sold out. Oltre alle consuete aree della fiera, quest’anno crescono le superfici dedicate al padiglione More!, nato tre anni fa, e Lab Academy, il laboratorio delle avanguardie dove espongono le start-up.

Il presidente Giovanni Vitaloni: «La fiera si apre in un clima positivo per il settore, nonostante la congiuntura e le incognite internazionali – spiega Vitaloni –. Gli espositori hanno raggiunto il record di 1.323, 110 dei quali al debutto, distribuiti su 52mila metri».

Sempre più stretta la collaborazione con il ministero dello Sviluppo economica Ice, il quale ha organizzato l’arrivo di 150 top buyer e giornalisti internazionali. L’export supera da anni il 90% e le aziende italiane sono leader nel mondo. Giustamente afferma Vitaloni che si possiamo vantare dei record sui mercati stranieri, ma l’internazionalizzazione non è mai troppa e non bisogna mai cullarsi. Il Lab Academy, come citato sopra, ne è una prova: laboratorio delle avanguardie, dove espongono aziende che creano prodotti innovativi e applicano formule originali di business, con un’attenzione particolare alla distribuzione e alla comunicazione digitale.

Sul fronte dell’andamento economico, nel 2018 la produzione italiana di occhialeria è cresciuta dell’1,6% a 3,865 miliardi di euro, con un export di 3,738 miliardi. Rispetto a molti altri settori è aumentato l’occupazione del 2,3% e a fine 2018 le 876 aziende della filiera davano lavoro a 17.673 persone. Gli Stati Uniti si confermano al primo posto nel mercato con 26% del fatturato e l’Italia, con il 21%, è seconda solo alla Cina per quota di mercato globale degli occhiali.

Per la 49esima fiera del Mido, sono arrivate candidature da 35 Paesi e, spiega Giovanni Vitalano, che Bestore Design (il concorso che seleziona i migliori centri ottici del mondo) si rivolge ai negozi che si distinguono per il modo in cui lay-out, design e arredi contribuiscono a creare una shopping experience unica. Bestore Innovation premia invece il negozio per la relazione con i clienti, l’interazione con i fornitori e la comunicazione.

In Italia le grandi catene sono cresciute e ora riescono a distinguersi e farsi strada, anche se gli ottici indipendenti sono una ricchezza. Chi è riuscito a innovare è oggi pronto a offrire ai clienti la consulenza e i prodotti non omologati che, in particolare i Millennsials, cercano, se non pretendono. 

Grandi player nazionali e internazionali, produttori e buyer, designer, imprenditori, ottici, oculisti e tutta la filiera globale degli occhiali hanno partecipato quindi al Mido, superando il record della passata edizione. Un risultato non scontato, segno di grande fiducia nello strumento fieristico, il modo migliore di mettersi in cammino verso il 50esimo compleanno di MIDO, che si celebrerà nel 2020.

La SCS Venturini era presente alla fiera MIDO 2019.