La Commissione europea ha adottato una revisione del meccanismo per l’autorizzazione all’esportazione dei vaccini contro il COVID-19 attraverso il Regolamento di esecuzione (UE) 2021/521, pubblicato in Gazzetta ufficiale dell’UE il 25 marzo, che va ad emendare ed integrare il Regolamento di esecuzione 2021/442 in vigore dal 13 marzo al 30 giugno 2021, nonché il Regolamento esecuzione 2021/111 del 30 gennaio 202. Questo al fine di garantire un accesso tempestivo ai vaccini anti COVID-19 a tutti i cittadini dell’UE e per affrontare l’attuale mancanza di trasparenza nell’esportazione di tali vaccini al di fuori del territorio dell’Unione.

Infatti, il regolamento ci dice che alcuni fabbricanti dell’Unione hanno esportato grandi quantitativi di merci contemplate dal meccanismo di autorizzazione delle esportazioni verso paesi che, pur disponendo di un’ingente capacità produttiva propria, limitano le esportazioni verso l’Unione, o per legge o per effetto di accordi contrattuali o di altro tipo conclusi con fabbricanti di vaccini stabiliti nei rispettivi territori. Tale squilibrio determina una penuria di approvvigionamento all’interno dell’Unione. Ed inoltre che alcuni fabbricanti dell’Unione hanno esportato grandi quantitativi di merci contemplate dal meccanismo di autorizzazione delle esportazioni verso determinati paesi che non dispongono di capacità di produzione proprie ma registrano un tasso di vaccinazione più elevato rispetto all’Unione, o in cui l’attuale situazione epidemiologica è meno grave che nell’Unione.

Il combinato disposto dei Regolamenti n. 442 e n. 521 prevede perciò l’obbligo in capo alle aziende produttrici del vaccino, o delle sostanze attive utilizzate per la sua fabbricazione, ai fini della relativa esportazione in paesi extra-UE, di richiedere apposita autorizzazione allo Stato membro nel quale detti prodotti vengano fabbricati o comunque confezionati. La Commissione ha al momento sospeso le esenzioni per 17 di tali Stati terzi, cui ora si applica l’obbligo di chiedere formale autorizzazione. Si tratta di:

  • Albania;
  • Armenia;
  • Azerbaijan;
  • Bielorussia;
  • Bosnia-Erzegovina;
  • Georgia;
  • Giordania;
  • Islanda;
  • Israele;
  • Libano;
  • Libia;
  • Liechtenstein;
  • Montenegro;
  • Norvegia;
  • Macedonia del Nord;
  • Serbia;
  • Svizzera

Tale sospensione non verrà applicata però per:

  • Andorra;
  • Isole Fær Øer;
  • San Marino;
  • Città del Vaticano;
  • I paesi e i territori d’oltremare elencati nell’allegato II del trattato sul funzionamento dell’Unione europea;
  • Büsingen;
  • Helgoland;
  • Livigno;
  • Ceuta e Melilla.

L’autorizzazione all’esportazione in Italia viene rilasciata dal Ministero Affari Esteri tramite apposita istanza per i vaccini di cui a NC 3002 2010 e/o per le sostanze attive utilizzate per la  loro fabbricazione (codici NC ex 2933 99 80, ex 2934 99 90, ex 3002 90 90 ed ex 3504 00 90).

L’autorizzazione andrà esibita al competente Ufficio doganale al momento dell’esportazione  verso paesi extra-UE.

L’Agenzia delle Dogane, con la Determinazione Direttoriale nr. 34603/RU del 01.02.2021, ha fornito ulteriori chiarimenti in materia.  

Mariaester Venturini