Il problema della crescente concorrenza tra i laminati plastici decorati e le piastrelle in ceramica, nasce perché i laminati erano considerati prodotti scarsamente e difficilmente sostituibili rispetto alle piastrelle in ceramica.

I punti deboli rimanevano la limitata caratterizzazione grafica, la tendenza all’usura e l’infiammabilità dovuta alle resine PVC che li compongono.

Questo accadeva fino a pochi anni fa, mentre ora, con le tecnologie di cui disponiamo come la stampa digitale, hanno sicuramente ampliato le potenzialità grafiche, ridotto la resistenza all’usura e rischio di infiammabilità. Grazie a questo cambiamento tecnologico, i prodotti laminati plastici decorati sono diventati allettanti come rivestimenti per la pavimentazione.

I suoi punti di forza, con notevole differenza rispetto le piastrelle sono:

  • Maggiore leggerezza del prodotto, che ne agevola la movimentazione;
  • Maggiore facilità di taglio, che ne rende più semplice la gestione;

Nei mercati queste qualità sono significative, soprattutto nel contesto dei mercati con una limitata cultura della messa in posa della piastrella. È un elemento da non sottovalutare per i paesi in via di sviluppo, dove l’attività edilizia è ancora in fase di evoluzione dal punto di vista tecnico. Lo stesso discorso vale anche per i mercati come quelli anglosassoni, in particolare per gli Stati Uniti, dove la cultura della pavimentazione non prevedeva piastrelle in ceramica, ma moquette e legno.

Da come si evince dai grafici, il commercio mondiale di pavimenti in materie plastiche ha riscontrato negli ultimi anni crescite particolarmente rilevanti. Il valore degli scambi internazionali nel 2018 di tali prodotti ha superato gli 8,7 miliardi di euro. Nel 2017 invece, il commercio mondiale di piastrelle e lastre in ceramica si è attestato su valori inferiori ai 16 miliardi di euro, in ridimensionamento rispetto al picco del 2015.


Da questi grafici il mercato statunitense risulta essere un grande player per quanto riguarda i laminati plastici decorati. Infatti, il grafico riporta che gli Stati Uniti hanno registrato tra il 2015 e il 2018 una grande crescita delle importazioni di pavimenti in materie plastiche: da 947 milioni di euro del 2014 agli oltre 2.7 miliardi di euro del 2018. Gli Stati Uniti si posizionano primi come principale mercato di importazione per pavimenti in materie plastiche, davanti quindi a Germania, Francia, Canada, Regno Unito e Olanda.

Sempre tra il 2015 e il 2018, le importazioni USA di Piastrelle e lastre in ceramica invece, non hanno raggiunto una grande crescita, anzi si sono mantenute su livelli inferiori a 1.8 milioni di euro (risultato molto più basso raggiunto nel 2006).

In questo settore, l’Italia sembra essere minacciata da Paesi produttori come Cina, Sud Corea e Germania, ma soprattutto da quei mercati come gli USA dove la cultura e le competenze di posatura del prodotto risultano meno diffuse.