INVESTIRE IN COREA

da | Nov 30, 2017 | Mercati Esteri

Gli investimenti stranieri diretti (FDI) in Corea del Sud sono aumentati del 9,1% a 8 miliardi di dollari, mentre quelli di nuova stipulazione sono scesi del 9,7% a 13,59 miliardi di dollari. Nonostante venti contrari legati alle tensioni geopolitiche tra Corea del Nord e America e riguardo anche il semi-boicottaggio economico cinese scattato dopo che Seul ha accettato l’introduzione del sistema antimissilistico americano, sembra essere arrivato un dato più che positivo. Sorprendentemente a fine ottobre è stato annunciato un riavvicinamento tra i due Paesi e si spera in un rilancio del turismo cinese e a una normalizzazione del business per alcune aziende che erano state particolarmente penalizzate.

Durante la Invest Korea Week traspare un messaggio positivo: si intende migliorare il contesto di business per le “foreign-invested enterprises” per far si che crescano come partner dell’economia coreana. Il presidente Moon Jae-in ha come priorità quella di sostenere le piccole e medie imprese per poter favorire un’evoluzione della struttura economica del Paese: da “export-driven” sotto la guida dai grandi chaebol a una economia più diffusa e inclusiva (“income-driven” e “job-driven”).

Gli italiani che erano presenti all’evento di Invest Korea Week sono rimasti molto soddisfatti. Quest’anno il tema si è incentrato sui cambiamenti portati dalla rivoluzione “Industria 4.0” e di conseguenza sui suoi riflessi sul mondo del lavoro. Interessante anche per quanto riguarda gli incontri “business-to-business” con potenziali partner coreani. «Noi produciamo macchine utensili per la lavorazione del tubo metallico. In primo luogo vorremmo vendere su questo mercato i nostri prodotti – dice Giovanni Zacco di BLM Group di Cantù – Siamo cercando di creare qui un centro di assistenza. Il mercato è molto interessante, tecnologicamente avanzato: probabilmente tra i mercati asiatici il più simile a quelli europei». «Mi interessa molto esplorare questo mercato, che in parte conosciamo già dopo la partecipazione alla missione trentina dell’anno scorso – afferma Anna Zotta della Effegilab di Lavis (Trento) – Noi produciamo cosmetici naturali e trattamenti cosmetici. Stiamo cercando una partnership per entrare nel mondo del retail e delle spa in Corea».

A causa della situazione geopolitica coreana, alcuni imprenditori italiani hanno tirato il freno, evitando di effettuare investimenti o anche solo di partecipare a fiere specializzate. «Abbiamo dovuto cancellare per scarsità di adesioni un workshop sulla cosmetica previsto ai primi di dicembre – afferma Paola Bellusci, direttrice dell’Ice a Seul – Nel settore alimentare abbiamo una grande fiera a maggio: alcune aziende hanno detto che non intendono partecipano almeno finchè la situazione non appaia loro meno minacciosa. Qui, però, tutto è ‘business as usual’».

L’ambasciatore italiano Marco della Seta continua comunque a raccomandare alle aziende italiane di prendere in considerazione questo mercato, poiché i dati economici sono incoraggianti: l’ultimo trimestre ha confermato un tasso di crescita annuale intorno al 3%, la Borsa coglie nuovi record, l’export aumenta intorno al 6%.

Il 23 novembre si è tenuta la cerimonia ufficiale d’inaugurazione di un grande investimento italiano: Versalis (gruppo Eni) dà il via allo stabilimento in joint venture con Lotte Chemical per la produzione di componenti per il settore gomma. Per quanto riguarda il settore abbigliamento-accessori, si vocifera una grande promozione del Made in Italy nel 2018 grazie a un accordo con il grande centro commerciale Galleria.

Nonostante i programmi militari nordcoreani, l’economia va avanti in maniera positiva e si continua ad investire sempre di più in Corea.

Per poter vendere in Corea del Sud, gli esportatori italiani devono aver ottenuto l’esportatore autorizzato: clicca qui.

Daniele Paolini

Daniele Paolini

Reparto Consulenza

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