In data 29 giugno 2024 il Consiglio ha adottato il Reg. (UE) 2024/1865, pubblicato nella Gazzetta ufficiale il 30 giugno 2024.

Tale regolamento è un’implementazione del precedente Reg. (CE) 756/2006, e rispecchia in gran parte il recente 14° pacchetto di sanzioni imposte sulla Russia, data il grande legame economico tra le due nazioni. L’UE ha infatti deciso di stringere le restrizioni per la Bielorussia per via del suo coinvolgimento e supporto alla Russia nella guerra in Ucraina, in particolare anche qui sono presenti diverse misure conto l’elusione che, come per quanto riguarda la Russia, vogliono abbattere i tentativi di aggirare le normative europee.

Un punto in rilievo, in questo recente regolamento, è il divieto di fornire servizi professionali alla Bielorussia, al suo governo, a enti pubblici, società o agenzie e a qualsiasi persona fisica o giuridica che agisca per conto o sotto la loro direzione.

A impattare il commercio sarà anche la misura che estende il divieto di esportazioni di beni e tecnologie a duplice uso, oltre che condizioni specifiche dedicate a prodotti che possono esser d’aiuto al rafforzamento dell’industria, e quindi dell’industria bellica.

Attenzione particolare è posta anche sulle condizioni di commercio con paesi terzi, non-UE, con cui sarà necessario l’inserimento della clausola no-Belarus (“clausola di esclusione della Bielorussia”), che prevede che gli esportatori vietino, nei loro contratti di commercio, la riesportazione in Bielorussia o la riesportazione per un uso in Bielorussia di beni e tecnologie sensibili, a duplice uso, elencati negli allegati XVI, XVII, XXVIII e XXX del regolamento precedente. Questo provvedimento è importante perché prima di esso il trasporto di beni in Bielorussia non era stato ancora limitato a beni personali che non suscitano timori di elusione significativi (come prodotti di igiene personale). Nella sfera del commercio, divieti sono stati applicati anche all’esportazione di prodotti di lusso (di costo superiore a 300€).

Due punti volti al rispetto delle normative sono, in primo luogo, la possibile applicazione di circostanza attenuanti ai sensi della Dir. UE 2024/1226 in caso di autodenuncia spontanea e tempestiva di una violazione delle misure restrittive unionali, che dimostra apertura a eventuali “collaborazioni”; il secondo punto d’interesse sono i nuovi criteri di designazione per soggetti che contribuiscono all’elusione delle misure restrittive, che andranno a investigare tutti gli altri soggetti in violazione del regolamento.

In merito di trasporti, è esteso il divieto di ingresso e transito su territorio UE per veicoli di registrazione Bielorussa, mentre per le vetture già presenti nell’Unione, la normativa dà spazio alle decisioni dei singoli stati. Un fattore importante, precedentemente applicato anche alla Russia, che disincentiva l’influenza dei due stati in questione, è il divieto per gli operatori UE, che sono dipendenti per il 25% o più da persone bielorusse, di diventare imprese di trasporto stradale o di trasportare merci nell’Unione.

La SCS Venturini è a disposizione per consulenze doganali o per ulteriori informazioni e chiarimenti.