Abbiamo tutti assistito, specie negli ultimi due anni, a momenti di forti incertezze nel commercio globale che stanno purtroppo minando le economie di molti Stati, la crescita delle produzioni industriali e del commercio mondiale.

Sono fondamentalmente due le cause che hanno avuto un impatto negativo sul commercio globale e che continueranno ad averlo anche nel prossimo futuro:

  • La Brexit
  • La politica estera e commerciale dettata dal Presidente degli Stati Uniti.

L’accordo UE-Regno Unito, siglato il 25 novembre 2018, per una uscita soft e concordata dall’Unione, è ancora fortemente incerto. Di conseguenza si prospettano pericolose incognite sui futuri assetti per il libero mercato delle merci, delle imprese e dei capitali, tra la UE ed il Regno Unito.

Altro scenario fortemente critico per il commercio mondiale è stata la strategia “America First” del Presidente Trump, che ha comportato il ritiro degli Stati Uniti dall’accordo TPP, la rinegoziazione dell’Accordo Nordamericano di libero scambio NAFTA  e l’innalzamento delle tariffe doganali con Cina, Messico, Canada ed Unione Europea.

L’Organizzazione Mondiale del Commercio WTO, ha stimato una decrescita degli scambi commerciali mondiali dal 4,7% al 4% per il 2019 e si stima anche una flessione del PIL mondiale al 3,7% dal 3,9%.

Difronte a questi scenari poco rassicuranti per il commercio internazionale, quali iniziative intraprendere per minimizzare eventuali effetti negativi?

 Sarà sempre più importante per le imprese rivedere le proprie strategie commerciali, valutando attentamente sia i mercati di approvvigionamento che i mercati commerciali di sbocco della propria produzione o del proprio commercio. Gli elementi da tenere in considerazione sono essenzialmente la corretta classifica doganale dei propri prodotti industriali e/o commerciali sia IN che OUT, nonchè  l’origine commerciale e preferenziali dei prodotti in import ed export. Il fattore origine impatta in maniera decisiva sulla tassazione daziaria e di conseguenza è estremamente importante tenere in considerazione tutti gli accordi commerciali sottoscritti dall’Unione Europea con i vari Paesi partner.  Nel 2017 l’Unione Europea ha concluso l’importante accordo di partneriato   commerciale con il Canada; mentre il 2019 vedrà la luce l’accordo di libero scambio con il Giappone.

In questo contesto mondiale di forte spinte nazionaliste, sarà importante per l’Italia e per tutti gli Stati Europei, rimanere fortemente ancorati ad una strategia di forza commerciale dettata dall’appartenere all’Unione Europea.

Mariaester Venturini