Guerra commerciale Usa-Cina: Trump lancia nuovi dazi sull’hi-tech

da | Lug 19, 2018 | Dogane, Mercati Esteri, Mercato Cinese

Donald Trump prepara una nuova ondata di dazi contro la Cina, lanciando tariffe del 10% sui beni di largo consumo importati dal paese asiatico per un valore di 200 miliardi di dollari. La Cina è sotto assedio e per la prima volta saranno colpiti prodotti come pesce, valigie, pneumatici, mobili, materassi, capi di abbigliamento, pannelli fotovoltaici, ma soprattutto dispositivi elettronici tra cui cineprese, componenti per telefoni e schermi Tv.

Tempo per negoziare e cambiare idea c’è, visto che il dazio entrerà in vigore tra due mesi, ma Trump sembra essere sempre più convinto delle sue decisioni. L’obiettivo, dichiara il Presidente, è quello di proteggere merci e lavoratori americani contro l’invasione dei prodotti cinesi e di tutelare la proprietà intellettuale delle imprese degli Stati Uniti. Inoltre, un ulteriore scopo, è minare la rincorsa cinese al primato tecnologico americano: i settori colpiti dai dazi sono soprattutto quelli in cui Pechino vuole raggiungere la supremazia entro il 2025. Nel mirino di Trump sono già finiti molti prodotti hi-tech e il 3 luglio la Casa Bianca ha chiuso fuori dal mercato l’operatore di telefonia China Mobile. Pechino ha immediatamente risposto preparandosi a vietare al produttore di semiconduttori Micron Technology di vendere i suoi articoli in Cina. Il ministero del Commercio cinese afferma: «Nulla potrà arrestare lo sviluppo della nostra economia».

Washington ha fatto scattare sanzioni contro acciaio e alluminio, colpendo anche l’Unione europea e il Canada, e contro 50 miliardi di dollari di prodotti hi-tech cinesi importati.

La strategia di Trump però è un’arma a doppio taglio: rischia di scatenare una dura replica cinese, tanto che Hua Chunying, portavoce del ministero degli Esteri, ha parlato di “bullismo commerciale” e indicato che la Cina “prenderà le contromisure necessarie” per proteggere i suoi interessi.

Il 59% dei prodotti cinesi colpiti dai dazi statunitensi, vengono fabbricati in Cina da aziende americane. Un vero “autogol”.

Le importazioni prese di mira da Pechino come ritorsione (soia, sorgo, e cotone), penalizzano gli Stati dediti all’agricoltura; gli stessi che hanno sostenuto  Trump alle elezioni, come Texas e Iowa.

Il Presidente del Senate Finance Committee, Orrin Hatch (Repubblicano dell’Utah), nonostante fosse stato fino ad ora d’accordo con le decisioni della Casa Bianca, ora definisce i nuovi dazi “azzardati e spregiudicati”. L’aggressività di Trump sta cominciando ad innervosire anche gli americani.

Gli Stati Uniti stanno aprendo il fuoco su tutto il mondo, ma anche su sé stessi.

Daniele Paolini

Daniele Paolini

Reparto Consulenza

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