Dopo l’accordo siglato lo scorso 15 gennaio tra USA e CINA, il contrasto tra le due superpotenze sembrava essersi attenuato, ma in realtà, l’esplosione della pandemia e le accuse in merito alla responsabilità della diffusione del virus hanno riacceso i toni.

Oltre alle accuse relative al COVID-19, ricordiamo i precedenti fattori di tensione come la questione tecnologica e il caso Huawei, la sicurezza informatica, i sussidi di stato e i contrasti legati all’autonomia della città di Hong Kong.

Con lo scoppio della guerra commerciale avvenuto circa due anni fa e con il termine del primo mandato elettorale del presidente Trump, possiamo vedere quali sono gli effetti visibili in termini di commercio mondiale Usa-Cina?

Dinamica delle importazioni americane dalla Cina

Come si evince dallo schema, c’è una grande diminuzione delle importazioni americane dal Paese del Dragone, poiché nei primi quattro mesi dell’anno l’import Usa dal Paese asiatico ha segnato un -24% rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno. È evidente inoltre che negli ultimi due anni le scelte protezionistiche attuate dall’amministrazione Trump stiano piano piano riducendo l’intraprendenza che c’è tra le imprese Usa e quelle della Cina.

Nel grafico viene riportata la quota di importazioni dalla Cina sul totale delle importazioni americane, le quali si distinguono per le principali categorie di beni.

La riduzione più evidente si riferisce per i beni di investimento e i beni intermedi. Questo indica un segnale di una graduale diminuzione della dipendenza esistente nelle catene di approvvigionamento delle imprese americane.

Nel caso specifico dei beni di investimento, le importazioni Usa dalla Cina rappresentavano più del 40% delle importazioni totali del settore e quelle che si sono ridotte in maniera più sostanziale sono state le importazioni di Strumenti e Attrezzatura ICT. Per quanto riguarda i beni intermedi invece, le riduzioni più importanti hanno interessato le Componenti per pc e le Componenti elettroniche.

Infine, si evince dal grafico il timing differente delle azioni tariffarie USA, le quali hanno colpito inizialmente i beni intermedi e di investimento e successivamente quelli di consumo.

La dinamica delle esportazioni americane verso la Cina

Un secondo elemento da tenere in considerazione è l’accordo commerciale avvenuto tra Washington e Pechino. L’obiettivo dell’amministrazione Trump di riequilibrare il saldo commerciale bilaterale non può tuttavia prescindere dal potenziamento delle esportazioni americane sul mercato cinese, oltre che dalla riduzione delle importazioni.

Tra le indicazioni dell’accordo economico nei confronti della Repubblica Popolare Cinese, è compreso un incremento nell’acquisto di beni e servizi statunitensi per un ammontare di $200 miliardi rispetto al valore del 2017, nell’orizzonte temporale 2020-21.  

La lista delle categorie che hanno avuto un incremento sostanziale è la seguente:

  • Prodotti del settore manifatturiero, aumento di $77.7 miliardi in due anni
  • Prodotti agricoli, aumento di $32 miliardi
  • Prodotti energetici, aumento di $52.4 miliardi
  • Servizi, aumento di $37.9 miliardi

L’emergenza del Covid-19 ha contribuito a un forte ritardo sugli acquisti da parte della Cina, infatti le esportazioni Usa sul mercato cinese hanno mostrato la prosecuzione della fase di flessione inaugurata con lo scoppio della guerra commerciale, registrando una variazione del -9% rispetto all’anno scorso. 

Per la maggior parte dei settori il risultato è stato negativo, ma nonostante ciò, per alcuni settori di esportazione inclusi nell’accordo si è registrato un piccolo aumento rispetto al 2017:

  • Farmaci e attrezzature mediche (750 milioni di $)
  • Beni di necessità per fronteggiare l’epidemia. Il cliente cinese infatti ha aumentato in modo significativo le importazioni di beni intermedi made in USA (1.4 miliardi di parti per computer, come si vede dal grafico)
  • Comparto alimentare, nello specifico le esportazioni di carni (820 milioni di $)

Il processo di rafforzamento della presenza americana sul mercato cinese, ipotizzata dall’accordo commerciale, è ancora lontano dal concretizzarsi. La pandemia ha messo i bastoni tra le ruote a Pechino perché è difficile adempire agli obblighi contrattuali, anche se ci sono segnali confortanti.

Nei prossimi mesi potremmo vedere l’evolversi del precario equilibrio tra le due superpotenze.