Lunedì 6 Maggio 2019 si è svolta al MiSE la sesta sessione del Gruppo di lavoro intergovernativo Italo-Uzbeko per il Commercio, la Collaborazione Economica, Industriale e per i Crediti all’Esportazione, che si è tenuta a 8 anni di distanza dall’ultima riunione a Tashkent nel 2011.

È importante sottolineare che la Via della Seta non è data dalla sola combinazione di Italia e Cina, ma anche da quello che sta nel mezzo, ad esempio, dall’Asia centrale. L’Asia centrale rappresenta un’area strategica con cui si può avviare una nuova fase di rapporti, soprattutto in termini di investimenti. Ne ha parlato il Sottosegretario allo Sviluppo Economico Michele Geraci a margine del seminario economico Italia-Uzbekistan organizzato oggi nella sede del ministero con la collaborazione dell’Ice.

All’incontro, co-presieduto da Michele Geraci e da Badriddin Abidov, Vice Ministro per le Relazione Economiche Internazionali, gli Investimenti ed il Commercio Estero della Repubblica dell’Uzbekistan, ha partecipato anche il Vice Ministro dell’Agricoltura dell’Uzbekistan Siaidkamol Khojaev.

Nell’incontro sono state illustrate le linee strategiche per la creazione di ulteriori condizioni di sviluppo delle relazioni economiche e commerciali, le quali sono già in forte crescita visto che il nostro export nel 2018 ha registrato un aumento record di quasi il 90% per un valore di € 320,6 mln. Infine, i due Presidenti di Commissione, Michele Geraci e Badriddin Abidov, hanno firmato un Protocollo che sancisce il rinnovo della collaborazione tra Italia e Uzbekistan su nuove basi.

L’Uzbekistan, spiega Geraci, è un “paese importantissimo perché nonostante l’interscambio sia di poche centinaia di milioni, si concretizza quasi tutto nelle nostre esportazioni, con un surplus di 300 milioni di euro a nostro favore. È un paese al centro dell’Asia e ora si può parlare a tutti gli effetti di Eurasia”. Gli investimenti in Asia centrale rappresentano, secondo il sottosegretario, la “fase 2.0 della Via della Seta” e bisogna sfruttare questa situazione di apertura dei mercati esteri, prima di altri competitor.

“Erano otto anni che non facevamo una riunione di questo tipo con l’Uzbekistan”, ha spiegato il sottosegretario, confermando che si sta “organizzando una missione imprenditoriale, che si terrà probabilmente in autunno, e che non si rivolgerà solo all’Uzbekistan ma anche ai paesi limitrofi”.

Le Parti si sono messe d’accordo anche sugli obiettivi da raggiungere nel corso del 2019 e in programma c’è il miglioramento delle condizioni di reciproco accesso al mercato, l’incremento e diversificazione delle rispettive esportazioni e l’approfondimento delle potenzialità di sviluppo legate sia al piano per gli investimenti infrastrutturali 2017-2021, sia alle continue riforme nella gestione dei beni statali e la loro privatizzazione.

“Sono molto soddisfatto – ha dichiarato il Sotto Segretario Geraci dei contenuti di cui abbiamo discusso e delle prospettive di miglioramento delle relazioni bilaterali. La collaborazione industriale tra Italia e Uzbekistan sarà ulteriormente rafforzata alla luce delle analogie esistenti tra le rispettive strutture produttive incentrate sulle PMI. Ribadisco la disponibilità da parte dell’Italia di continuare a sostenere la modernizzazione dell’Uzbekistan e sono fiducioso che in occasione del prossimo incontro potremo festeggiare a Tashkent nuovi successi. A tal riguardo, intendo recarmi entro l’anno in Uzbekistan e in altri Paesi dell’Asia Centrale che, ricordo, sono tutti Paesi della Nuova Via della Seta, con cui possiamo sviluppare progetti infrastrutturali, di investimento e commerciali. Il +90% fatto registrare nel settore tessile dall’export italiano in Uzbekistan rappresenta un record su cui possiamo costruire uno sviluppo a tutto tondo dei rapporti economico-commerciali bilaterali. Gli uzbechi ci hanno richiesto un concreto aiuto per la gestione delle loro free trade zones e lo sviluppo di smart cities e delle infrastrutture regionali, sfruttando la posizione di hub che l’Uzbekistan può giocare nel cuore dell’Asia centrale.”