http://www.scsinternational.it https://scsinternational.it SCS Venturini si occupa di spedizioni internazionali import export via mare, aereo e treno; operazioni doganali e servizi logistici. Siamo specializzati nei mercati Cina, Estremo Oriente, Sud Est Asiatico, Medio Oriente, Nord e Sud America; Consulenza e Formazione Doganale Thu, 14 Feb 2019 11:30:25 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.1 CHINA INTERNATIONAL IMPORT EXPO DI SHANGHAI https://scsinternational.it/china-international-import-expo-di-shanghai/ Wed, 13 Feb 2019 08:26:19 +0000 https://scsinternational.it/?p=11457 Si svolgerà dal 5 al 10 Novembre 2019 la seconda edizione di China International Import Export di Shanghai, dove la Camera di Commercio Italo Cinese, la Fondazione Italia Cina e AICE organizzano la partecipazione collettiva delle aziende italiane. La Cina stava puntando da tempo sulla crescita dei consumi interni sull’importazione di prodotti di alta qualità […]

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Si svolgerà dal 5 al 10 Novembre 2019 la seconda edizione di China International Import Export di Shanghai, dove la Camera di Commercio Italo Cinese, la Fondazione Italia Cina e AICE organizzano la partecipazione collettiva delle aziende italiane.

La Cina stava puntando da tempo sulla crescita dei consumi interni sull’importazione di prodotti di alta qualità e a tale scopo nacque la China International Import Export (CIIE). Dopo il successo della prima edizione, anche quest’anno si svolgerà questa fiera, dedicata esclusivamente all’importazione di prodotti e servizi che attira la presenza di espositori stranieri.

Saranno ospitate le aziende straniere interessate a presentare i loro prodotti e servizi in Cina, con l’obiettivo di fornire nuove occasioni di business a Paesi e regioni di tutto il mondo, rafforzando la cooperazione e promuovendo lo sviluppo dell’economia globale. Tutto ciò grazie al Ministero del Commercio cinese (MOFCOM) e alla Municipalità di Shanghai.

Alla prima edizione, la fiera fu inaugurata dal presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping e parteciparono 150 Paesi e 3617 espositori, i quali hanno presentato i loro prodotti e servizi a 600 mila operatori. Nell’edizione del 2018, la regione Puglia è stata protagonista alla fiera di Shanghai, presentando i prodotti enogastronomici di eccellenza del suo territorio, aumentando visibilità del suo global brand e consolidando la cooperazione bilaterale con Pechino.

Anche quest’anno la fiera vedrà attivamente impegnate la Camera di Commercio Italo Cinese, la Fondazione Italia Cina e Aice che hanno firmato un accordo di collaborazione per la promozione della manifestazione e l’organizzazione di una presenza di imprese italiane all’evento, contribuendo così a fornire maggiore visibilità agli espositori del nostro paese nei confronti di visitatori e media. (link http://www.china-italy.com/sites/default/files/Presentazione%20Fiera.pdf)

La fiera sarà organizzata in padiglioni settoriali, divisi per prodotti (Consumer Electronics & Appliances, Apparel, Accessories & Consumer Goods, High-End Intelligent Equipment, Food & Agricultural products, Medical equipment & Healthcare products, Quality life/Luxury products) e servizi (Tourism, Financial Services, Culture & Education, Logistics).

Ci saranno quindi diversi padiglioni specializzati, dove verrà proposto alle aziende interessate di partecipare con stand individuali oppure all’interno di aree espositive collettive.  

Per manifestare il proprio interesse  è necessario compilare il form allegato e restituirlo all’indirizzo aice@unione.milano.it entro il 15 marzo p.v.

Per informazioni: Dott.ssa Lan Pang | Tel. 02 36683110; mail: info@china-italy.com

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BREXIT SI – BREXIT NO QUALI I FUTURI SCENARI ? https://scsinternational.it/brexit-si-brexit-no-quali-i-futuri-scenari/ Tue, 12 Feb 2019 14:32:57 +0000 https://scsinternational.it/?p=11451 Come ormai a tutti noto, a seguito della decisione presa dal Regno Unito di uscire dalla Unione Europea,  si verificheranno sostanziali cambiamenti delle regole che disciplinato i rapporti tra la Gran Bretagna e l’Unione Europea a partire dal 31 marzo 2019. Dal prossimo primo aprile ci potremmo trovare difronte a due diversi scenari, sempre che il […]

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Come ormai a tutti noto, a seguito della decisione presa dal Regno Unito di uscire dalla Unione Europea,  si verificheranno sostanziali cambiamenti delle regole che disciplinato i rapporti tra la Gran Bretagna e l’Unione Europea a partire dal 31 marzo 2019.

Dal prossimo primo aprile ci potremmo trovare difronte a due diversi scenari, sempre che il Regno Unito riesca a sottoscrivere  l’accordo con la UE, oppure no. Con l’accordo si avrà  una linea morbida di uscita, ovvero  la SOFT BREXIT, senza accordo purtroppo ci sarà una brusca interruzione di tutte le procedure amministrative e doganali, ovvero la HARD BREXIT.

I futuri scenari potranno essere di conseguenza questi:

SOFT BREXIT: l’accordo stipulato tra la Gran Bretagna e la UE, non ancora approvato dal Parlamento inglese, prevede un periodo transitorio dal primo aprile 2019 sino al 31 dicembre 2020. Durante questo periodo la movimentazione delle merci tra la UE ed il Regno Unito, continuerà in regime di libera circolazione con le attuali regole che disciplinano l’Iva e le accise comunitarie, mantenendo inoltre il sistema di rilevazione statistica INTRASTAT.  Il Regno Unito continuerà nel periodo transitorio ad applicare il diritto doganale dell’Unione di cui al Reg. 952/2013 e la tariffa doganale comunitaria integrata al SA (Sistema Armonizzato WTO) per le merci d’importazione in UK provenienti da paesi extra-UE.  Il periodo transitorio servirà inoltre per affrontare tutte le varie modalità che dovranno in futuro disciplinare la reintroduzione delle frontiere tra l’Unione Europea ed il Regno Unito e soprattutto affrontare  lo scoglio più difficile, ovvero  la frontiera con l’Irlanda.  

HARD BREXIT: se l’accordo non verrà sottoscritto e se non verrà procrastinata la data del 31 marzo 2019, le conseguenze saranno: la soppressione della libera circolazione delle merci, capitali e persone da e per il Regno Unito, con il conseguente ripristino delle frontiere tra UE ed UK e soprattutto tra l’Irlanda e l’Irlanda del Nord.

Tutto ciò comporterà, ai fini della movimentazione delle merci:

  • Applicazione dei dazi “paesi terzi” senza alcuna agevolazione/riduzione.
  • Riscossione alle frontiere di Iva ed accise per le merci da e per UK.
  • Nessuno riconoscimento dell’origine preferenziale negli scambi commerciali tra UE ed il Regno Unito
  • Il Regno Unito decadrà da tutti gli accordi commerciali e di libero scambio sottoscritti dall’Unione Europea con i vari paesi accordisti.
  • Tutte le merci unionali fabbricate con prodotti di origine UK, decadranno dal beneficio dell’origine preferenziale.
  • Le autorizzazioni AEO, rilasciate dal Regno Unito, non avranno più alcuna efficacia nel territorio dell’Unione Europea.
  • Annulamento automatico di tutte le decisioni ITV e IVO emesse dall’autorità doganale britannica
  • Transito: in virtù della formale adesione del Regno Unito alla convenzione del Transito Comune, avvenuta in data 4 dicembre 2018, tutte le merci da e per il Regno Unito, potranno circolare all’interno della UE o del Regno Unito, solo se scortate dal documento doganale di transito.

Maggiori chiarimenti sull’argomento HARD BREXIT sono state pubblicate dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con nota 6011/RU del 16 gennaio 2018.

Mariaester Venturini

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Incontri d’Affari con importatori arabi del settore agroalimentare https://scsinternational.it/incontri-daffari-con-importatori-arabi-del-settore-agroalimentare/ Mon, 11 Feb 2019 16:54:23 +0000 https://scsinternational.it/?p=11443 La SCS Venturini, partner di Name consulting, vi invita a partecipare agli Incontri d’Affari con importatori arabi del settore agroalimentare in programma sabato 13 aprile 2019 a Milano. In occasione della visita in Italia di un’importante delegazione di operatori arabi del settore food, NORTH AFRICA AND MIDDLE EAST Consulting Srl organizza una giornata di incontri […]

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La SCS Venturini, partner di Name consulting, vi invita a partecipare agli Incontri d’Affari con importatori arabi del settore agroalimentare in programma sabato 13 aprile 2019 a Milano.

In occasione della visita in Italia di un’importante delegazione di operatori arabi del settore food, NORTH AFRICA AND MIDDLE EAST Consulting Srl organizza una giornata di incontri d’affari aperti alle imprese italiane della filiera agroalimentare.

Le aziende italiane partecipanti avranno la possibilità di incontrare la delegazione araba e programmare colloqui individuali con oltre 20 proprietari, general manager e responsabili acquisti di catene di supermercati, di catene di hotel/ristoranti/fast-food, di compagnie aeree, di grossisti di frutta e verdura, di grossisti per pasticcerie e panetterie, nonché responsabili acquisiti di attrezzature per la ristorazione, attivi non solamente in Arabia Saudita ma egualmente negli altri paesi del Golfo Persico ed in Nord Africa.

Le imprese interessate a partecipare sono cortesemente invitate a provvedere all’iscrizione entro il 22 febbraio 2019, compilando e trasmettendo il modulo di adesione qui allegato.

Per maggiori informazioni contattare Daniele Paolini al seguente numero di cellulare: 3486910559

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Nel 2018 ottima performance di crescita dell’export europeo di Prodotti e strumenti per la salute https://scsinternational.it/nel-2018-ottima-performance-di-crescita-dellexport-europeo-di-prodotti-e-strumenti-per-la-salute/ Tue, 05 Feb 2019 14:04:50 +0000 https://scsinternational.it/?p=11429 Grazie ai dati e alle pre-stime formulate da StudiaBo, il quale ha l’obiettivo di fornire una conoscenza documentata e il più possibile oggettiva basata su dati provenienti da fonti pubbliche, di prodotti, mercati, competitori e profili paese a livello internazionale, nel quarto trimestre 2018 l’export UE di Prodotti e strumenti per la Salute ha raggiunto […]

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Grazie ai dati e alle pre-stime formulate da StudiaBo, il quale ha l’obiettivo di fornire una conoscenza documentata e il più possibile oggettiva basata su dati provenienti da fonti pubbliche, di prodotti, mercati, competitori e profili paese a livello internazionale, nel quarto trimestre 2018 l’export UE di Prodotti e strumenti per la Salute ha raggiunto un nuovo punto massimo nei valori trimestrali, per un valore su base annua di 439 miliardi di euro.

Rispetto al 2017, il 2018 si è chiuso con una significativa crescita dell’export con oltre 37 miliardi di euro (pari al +9.3%) e l’elevata dinamicità dell’export europeo del sistema Salute ha registrato, da inizio decennio a oggi, un incremento complessivo pari a 153 miliardi di euro.

La Germania rimane 1° esportatore UE di Prodotti e strumenti per la Salute, raggiungendo i 110 miliardi di euro (+9.7% rispetto al 2017). A seguire l’Olanda, Paese che ha dato prova di avere un’elevata dinamicità del proprio export nel sistema Salute, arrivando a +18.6% (corrispondono ad oltre 9 miliardi di euro, contro i +10 miliardi di euro della Germania).  Nell’ultimo anno i maggiori incrementi delle vendite all’estero sono avvenute grazie all’Irlanda (+12 miliardi di euro, pari ad oltre 28 punti percentuali in più rispetto al 2017).

Punti anche per l’Italia che ha mostrato una dinamica favorevole nelle proprie esportazioni di Prodotti e strumenti per la Salute e la crescita è avvenuta con oltre 1.5 miliardi di euro rispetto al 2017. Record export italiano del comparto, che ha permesso all’Italia di avvicinarsi così nella classifica dei principali paesi esportatori UE del sistema Salute. Per quanto riguarda il Regno Unito, l’export di questi prodotti è calato del 7% e la Francia, nonostante sia in crescita, hanno sperimentato un aumento più moderato, corrispondente a 11 miliardo di euro.

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Agroalimentare: Numeri record per il Made in Italy. L’Italia corre più dei competitor. https://scsinternational.it/agroalimentare-numeri-record-per-il-made-in-italy-litalia-corre-piu-dei-competitor/ Wed, 30 Jan 2019 14:38:02 +0000 https://scsinternational.it/?p=11424 Facendo il piano della situazione del 2018, è da evidenziare come le esportazioni di prodotto agroalimentari Made in Italy abbiano superato quota 42 miliardi di euro (incremento del 3% rispetto al 2017). Questo risultato dimostra che c’è molto potenziale e che il settore può contribuire ancora molto alla ripresa lavorativa, economica ed occupazionale del nostro […]

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Facendo il piano della situazione del 2018, è da evidenziare come le esportazioni di prodotto agroalimentari Made in Italy abbiano superato quota 42 miliardi di euro (incremento del 3% rispetto al 2017). Questo risultato dimostra che c’è molto potenziale e che il settore può contribuire ancora molto alla ripresa lavorativa, economica ed occupazionale del nostro Paese.

Facendo una classifica dei Paesi “vincitori”, per quanto riguarda due terzi dell’export agroalimentare, la Germania si posiziona al primo posto, seguita dagli Stati Uniti e dalla Cina, dove la domanda dei prodotti italiani sta crescendo enormemente.

I prodotti che hanno contribuito a far arrivare il Made in Italy alle stelle sono stati il vino e lo spumante, i quali infatti hanno registrato incrementi percentuali notevoli. Basti pensare solo che gli spumanti italiani valgono 1,5 miliardi di euro e hanno registrato un balzo del 13%.

Ad esempio, negli Stati Uniti, il vino Valpolicella, un vino rosso a Denominazione di Origine Controllata (DOC) prodotto nella provincia di Verona, è un vino che ha spopolato grazie alla sua struttura armoniosa e personalità. Di colore rosso rubino carico, questo vino si distingue per le sue note amarognole di mandorla amara.

In Cina il vino italiano sta diventando sempre più di tendenza fra i giovani e non da meno risulta la Svizzera, dove aumenta il numero di turisti in cerca di eccellenze vinicole di quei territori.

Il Wine Enthusiast, una celebre rivista di turismo enogastronomico, ha consigliato e raccontato ai suoi lettori di questi luoghi, sottolineando di non farsi sfuggire la zona del Garda, unica meta italiana selezionata tra altre dieci mete vinicole.

Rimanendo nell’ambito del settore vinicolo italiano, sorprende il caso di Bartolomiol, i cui vini Valdobbiadene e Montalcino conoscono ormai un crescente successo: il fatturato è salito del 7%, pari a 15 milioni di euro.

Nonostante in Europa sia avvenuto un significativo aumento della produzione vinicola per tutti i Paesi in generale, l’Italia ha comunque surclassato la Francia e la Spagna per produzione di vino. È sufficiente pensare che nel Veneto la produzione di uve è stata pari a 16 milioni di tonnellate (48% incremento della produzione di vino). Il Veneto è in particolar modo attento nel curare questo settore storico d’eccellenza: in questa regione è nato il primo vino DOC biologico d’Europa.

In uno scenario di mercato poco favorevole agli scambi commerciali internazionali, l’agroalimentare italiano continua la sua corsa nelle esportazioni e le associazioni di categoria si stanno mobilitando per rinnovare i loro vertici e prepararsi alle future sfide del mercato. C’è una attenzione crescente intorno al movimento spumantistico italiano e al successo che sta raccogliendo sui mercati, in particolare all’estero. Diverse regioni, anche non tradizionalmente vocate al metodo classico o al Martinotti, producono vini spumanti molto interessanti ed evoluti. Di tutto questo si è parlato a Pescara dal 18 al 19 gennaio nell’ambito dell’evento “Spumantitalia”.

Gli eventi non mancano, come il Wine&Siena, che torna dal 27 al 28 gennaio per la sua terza edizione. Una manifestazione dedicata alle eccellenze vitivinicole e culinarie, il primo grande evento dell’anno dedicato alla scoperta delle eccellenze enologiche che è firmato dagli ideatori del ‘Merano WineFestival’.

Ultima, ma non da meno, notizia di successo per quanto riguarda l’immagine del vino italiano e non, tocca l’iniziativa Blockchain, che mira a coordinare fra loro imprese vinicole della Franciacorta, della Toscana e della Puglia per vigilare sulla qualità del prodotto, elevarne ulteriormente il livello ed impedire le contraffazioni, i cui danni per la nostra economia hanno un impatto probabilmente molto al di sopra di quello stimato.

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Accordo commerciale Ue-Giappone: registrazione tramite Rex https://scsinternational.it/accordo-commerciale-ue-giappone-registrazione-tramite-rex/ Mon, 28 Jan 2019 15:36:58 +0000 https://scsinternational.it/?p=11417 Dopo aver già parlato nella precedente news dell’approvazione dell’accordo di partenariato economico UE-Giappone e dell’accordo di partenariato strategico UE-Giappone da parte del Parlamento europeo (clicca qui per il link), l’Ambasciata d’Italia in Giappone segnala che tutte le aziende italiane interessate a esportare in loco beneficiando dell’Economic Partnership Agreement (Epa), stipulato tra Ue e Giappone e […]

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Dopo aver già parlato nella precedente news dell’approvazione dell’accordo di partenariato economico UE-Giappone e dell’accordo di partenariato strategico UE-Giappone da parte del Parlamento europeo (clicca qui per il link), l’Ambasciata d’Italia in Giappone segnala che tutte le aziende italiane interessate a esportare in loco beneficiando dell’Economic Partnership Agreement (Epa), stipulato tra Ue e Giappone e che entrerà in vigore il prossimo 1 febbraio, dovranno procedere alla propria registrazione nel sistema Registered Exporter System (Rex).

L’esportatore è “una persona, situata in una parte, che esporta o produce prodotti originari e rilascia una attestazione di origine conformemente alle disposizioni legislative e regolamentari di tale parte”.

«La registrazione – spiega l’Ambasciata – serve a certificare l’origine Ue del prodotto esportato. L’esportatore nazionale che intende essere registrato al sistema Rex deve presentare la domanda, fin da ora, all’Ufficio delle Dogane territorialmente competente, utilizzando un apposito modulo.
Una volta ottenuto il numero Rex al termine della registrazione – conclude la nota dell’Ambasciata a Tokyo – l’operatore potrà utilizzarlo per esportare in Giappone e in tutti i Paesi che lo richiedano nel quadro dei loro accordi preferenziali».

Gli operatori nazionali e UE che vogliono effettuare operazioni di esportazione entro l’ambio APE per un valore superiore a 6000 euro, devono essere registrati al sistema REX ai fini della emissione delle relative attestazioni di origine. Mentre, per spedizioni in cui il valore della merce non superi i 6000 euro, non è richiesta la registrazione.

Il numero REX è unico: una volta ottenuto l’operatore potrà utilizzarlo per esportare in Giappone e in tutti i Paesi che lo richiedano nel quadro dei loro accordi preferenziali (Canada). Per utilizzarlo in quest’accordo, gli operatori dovranno attendere la sua entrata in vigore.

La SCS Venturini può assistervi nell’ottenimento dell’autorizzazione ed è a disposizione per fornire ulteriori chiarimenti ed eventualmente assistere le aziende nel formulare correttamente le istanze alle dogane competenti.

Potete contattarci a consulenza@scsinternational.it o telefonando ai seguenti numeri:

  • Numero verde 800 390 595
  • Daniele Paolini: 3486910559

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ORIGINE PREFERENZIALE https://scsinternational.it/origine-preferenziale/ Mon, 28 Jan 2019 14:07:42 +0000 https://scsinternational.it/?p=11391 A fronte dell’elevata incidenza di scambi commerciali e relativo utilizzo da parte degli op. economici, di misure e agevolazioni all’import e all’export, L’Agenzia delle Dogane ha ritenuto necessario fornire precise indicazioni applicative anche alla luce di nuove disposizioni (indicate nel art. 64 del Regolamento UE 952/2013, art. da 37 a 70 del Reg. delegato UE […]

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A fronte dell’elevata incidenza di scambi commerciali e relativo utilizzo da parte degli op. economici, di misure e agevolazioni all’import e all’export, L’Agenzia delle Dogane ha ritenuto necessario fornire precise indicazioni applicative anche alla luce di nuove disposizioni (indicate nel art. 64 del Regolamento UE 952/2013, art. da 37 a 70 del Reg. delegato UE 2446/2015 -RD e negli articoli da 60 a 126 del Reg. di esecuzione UE 2447/2015- RE.

CDUCODICE DOGANALE DELL’UNIONE
RDREGOLAMENTO DELEGATO UE 2446/2015
REREGOLAMENTO DI ESECUZIONE UE 2447/2015
ALSACCORDO DI LIBERO SCAMBIO: Il libero scambio è un sistema di
commercio internazionale nel quale merci e servizi possono
circolare attraverso i confini nazionali senza barriere doganali,
siano di tipo tariffario o non tariffario.
SPGSISTEMA DELLE PREFERENZE GENERALIZZATO è un regime
doganale preferenziale, accordato ad alcuni paesi in virtù delle
loro condizioni di sviluppo arretrato.

1) Premesso che, trattasi di prodotti di origine preferenziale, quei beni che, in relazione all’acquisto delle materie prime o semi-lavorati e ai processi produttivi eseguiti all’interno dell’UE, è prevista una riduzione di dazi o la loro esenzione nei Paesi terzi in cui sussiste commerciale di libero scambio.

  1. IL REGOLAMENTO UE 952/2013 (CODICE DOGANALE DELL’ UNIONE = CDU)

Nello specifico l’art. 64 CDU, paragrafo da 1 a 3, stabilisce le regole da applicare per l’acquisizione dell’origine preferenziale al fine di poter beneficiare delle misure tariffarie preferenziali indicate nel art. 56 CDU.

Nei successivi paragrafi 4 e 5 sono invece regolamentati i casi di merci che beneficiano di misure preferenziali negli scambi commerciali tra UE e Ceuta e Melilla, e i casi di merci che beneficiano di accordi preferenziali a favore di paesi e territori d’oltremare associati alla UE.

Nel paragrafo 6, infine sono regolamentate le procedure per la concessione da parte della Commissione di deroghe temporanee alle norme sull’ origine preferenziale principalmente a paesi beneficiari SPG (paesi in via di sviluppo) e paesi beneficiari di preferenze autonome.

  1. IL REGOLAMENTO DELEGATO UE 2446/2015 (RD)

Le disposizioni integrate riguardano in particolare:

  • Art. da 37 a 58 = che definisce nello specifico i prodotti originari, la corretta applicazione delle norme di origine, le modalità di richiesta di certificati di informazione INF 4 (dichiarazione a lungo termine del fornitore) e le modalità di richiesta per l’ottenimento della qualifica di esportatore autorizzato e di esportatore registrato REX;
  • Art. da 41 a 47 = illustrano i principi generali, i criteri da utilizzare per la definizione di prodotti che si considerano originari del paese beneficiario e le lavorazioni/trasformazioni insufficienti per l’attribuzione dell’ origine.
  • Art. da 53 a 58 = sono riportare specifiche disposizioni sulle procedure di applicazione del cumulo bilaterale e del cumulo con Norvegia, Svizzera e Turchia; del cumulo regionale fra paesi appartenenti allo stesso gruppo regionale e del cumulo regionale fra paesi beneficiari appartenenti a gruppi regionali differenti.
  • Art. da 59 a 70 = enunciano i requisiti e le condizioni per la definizione di prodotti originari ai fini dell’applicazione di misure tariffarie preferenziali autonome adottate dall’ UE a favore di taluni paesi al di fuori dell’ambito SPG.
  • Art. da 63 a 70 = in queste rimanenti norme vengono dettate le disposizioni riguardo al principio di tolleranza generale per accessori, pezzi di ricambio o elementi neutri.
  1. IL REGOLAAMENTO DI ESECUZIONE UE 2447/2015 (RE)

Ulteriori integrazioni sono recate nel RE 2447/2015 in materia di norme procedurali per il rilascio e la compilazione delle prove di origine preferenziale.

Nel dettaglio dagli articoli 61 a 69 vengono indicate le norme relative alle facilitazioni previste ai fini del rilascio di certificati EUR 1, dell’ emissione e della compilazione della dichiarazione del fornitore, e per la concessione dello status di esportatore autorizzato, nonché disposizioni procedurali relative alla registrazione nel sistema REX (art. da 70 a 77 disciplinano nel periodo antecedente  all’ applicazione per tutti i paesi beneficiari del sistema degli esportatori registrati REX; art. da 78 a 91 vengono indicate le norme per l’attuazione del REX dal 1° gennaio 2017).

Infine gli art. da 92 a 126 disciplinano l’emissione e la validità delle prove di origine, i controlli sull’ origine dei prodotti e determinano le disposizioni applicabili ai prodotti originari di un paese beneficiario esportati a Ceuta e Melilla e viceversa.

2) TIPI DI ACCORDI COMMERCIALI

Gli Accordi di Libero scambio (ALS) di nuova generazione non riguardano solamente lo scambio di merci ma comprendono anche la liberalizzazione di servizi, investimenti e degli appalti pubblici.

Le tipologie di accordo più comuni sono:

  • Bilaterale= siglato tra due paesi, crea un’area di libero scambio e prevede riduzioni o esenzioni dei dazi per le merci originarie di uno dei due paesi contraenti;
  • Unilaterale= si tratta di concessioni, riduzioni o esenzioni daziarie a favore di paesi terzi;
  • Multilaterale= sono più complessi dei precedenti e prevedono trattamenti preferenziali o esenzioni daziarie applicabili a gruppi di paesi terzi. (es. paesi andini, paesi del America centrale, paesi del Mercosur, Conv. Regionale Pan- Euro- Mediterranea);

Un altro tipo di accordo è basato sulla libera circolazione delle merci, che prevede l’esenzione daziaria a prescindere dall’origine della merce, purché questa sia inclusa nell’accordo in posizione di libera circolazione.

Un altro tipo di accordo è basato sulla libera circolazione delle merci, che prevede l’esenzione daziaria a prescindere dall’origine della merce, purché questa sia inclusa nell’accordo in posizione di libera circolazione.

Il 21 settembre 2017 è entrato in vigore, in via provvisoria, l’Accordo commerciale UE-Canada (CETA), che prevede – tra l’altro – di ridurre reciprocamente il 98% dei dazi e di promuovere scambi commerciali e investimenti.

L’Accordo di Libero Scambio UE – GiapponeEconomic Partnership Agreement-EPA, è previsto entrare in vigore a partire dal 1° febbraio 2019.

3) I PROTOCOLLI ORIGINE NEGLI ACCORDI COMMERCIALI

Tutte le norme di origine sono indicate nella sezione “protocollo origine” all’interno della quale vengono enunciate le regole comuni ad ogni regime preferenziale e sono stabiliti i criteri ed i requisiti necessari per poter attribuire l’origine preferenziale a ciascun prodotto in base alla sua classificazione doganale nel sistema armonizzato – SA, con conseguente applicazione dei benefici previsti.

In sostanza, vengono descritte le lavorazioni e trasformazioni che i materiali non originari devono subire affinché il prodotto finale possa ottenere lo status originario preferenziale che verrà rilasciato solo al termine di approfondite verifiche che valuteranno il rispetto delle specifiche regole.

Come anticipato, considerando che l’origine preferenziale è determinata dalla corretta applicazione delle disposizioni contenute nei vari protocolli, si invita a consultare sul sito internet della Commissione Europea le pagine dedicate.

3.1) LA DETERMINAZIONE DELLO STATUS DI PRODOTTO ORIGINARIO

Un prodotto acquisisce lo status originario preferenziale in base ai seguenti due criteri principali:

  • Trattasi di prodotti primari, allo stato naturale elencati in tutti i protocolli di origine
  • Dalle lavorazioni o trasformazioni sufficienti a rendere il prodotto idoneo all’origine preferenziale.

3.2) REGOLE DI LISTA

Ai fini della determinazione dell’origine preferenziale si possono definire le seguenti tipologie di regole di lista:

  • Requisito dell’interamente ottenuto
  • Modifica della classificazione tariffaria (modifica del capitolo, cambio della voce tariffaria Hs code, cambio della sottovoce tariffaria, fabbricazione a partire da materiali di qualsiasi voce)
  • Limiti di valore o di peso per materiali non originari (in base a questo principio il valore dei materiali e/o il peso degli stessi non potranno superare una determinata soglia)
  • Regole che riguardano lavorazioni o trasformazioni più complesse e specifiche (per alcuni prodotti sono indicate nel dettaglio le trasformazioni che conferiscono l’origine ed eventuali lavorazioni specifiche che devono essere eseguite sui materiali per conferire l’origine preferenziale al prodotto finito)
  • Combinazione di più regole (in questo caso vi è la possibilità che delle regole descritte in precedenza vengano combinate con altre).

 LAVORAZIONI MINIME O INSUFFICIENTI

Tali lavorazioni sono indicate esaustivamente nel art. 47 RD e sono ritenute insufficienti per l’attribuzione del carattere originario; pertanto è molto importante verificare approfonditamente in ogni singolo caso, se siano state effettuate operazioni del genere che escludono la possibilità di conferire l’origine preferenziale ad un determinato prodotto.

3.3) CUMULO

Il cumulo è un sistema che consente ai prodotti originari di un determinato paese di essere ulteriormente trasformati o incorporati ai prodotti originari di un altro paese, come se fossero originari di quest’ultimo.

Questo sistema si applica in tutti gli accordi preferenziali ove siano presenti le stesse regole sull’origine e siano siglati accordi di libero scambio; pertanto i paesi interessati posso cumulare l’origine per cui le lavorazioni effettuate in uno dei paesi aderenti al sistema (aventi per oggetto prodotti originari di un altro paese partner) vengono riconosciute sufficienti per l’attribuzione al prodotto finito dell’origine preferenziale del paese in cui è avvenuta l’ultima lavorazione.

Gli accordi possono prevedere le seguenti tipologie di cumulo:

  • Cumulo bilaterale= che si applica tra due paesi che hanno concluso un accordo di libero scambio ed è limitato ai materiali originari dei due paesi partner.
  • Cumulo diagonale= che si applica tra più di due paesi , a condizione che abbiano concluso accordi di libero scambio contenenti norme di origine identiche e disposizioni comuni per il cumulo tra di loro. Le possibilità di cumulo sono periodicamente comunicate dalla Commissione Europea mediante l’emanazione di specifici avvisi.
  • Cumulo totale= che consente alle parti di un accordo di effettuare lavorazioni o trasformazioni s prodotti non originari nella zona di riferimento.

TIPOLOGIE DI CUMULO PREVISTE NEL QUADRO SPG:

Nell’ambito del sistema SPG è poi prevista l’applicazione del:

  • Cumulo bilaterale: i prodotti originare del UE sono considerati materiali originali di un paese beneficiario quando sono incorporati in un prodotto fabbricato in tale Paese, a condizione che la lavorazione ivi eseguita sia considerata sufficiente.
  • Cumulo regionale: opera nell’ambito del SPG e consente di considerare i prodotti originari di un paese facente parte di un gruppo regionale come materiali originali di un altro paese dello stesso gruppo regionale.
  • Cumulo ampliato: concesso dalla Commissione Europea, su richiesta del paese beneficiario, fra un paese beneficiario ed un paese vincolato da un accordo di libero scambio con la UE, purchè sia nei confronti della UE e che entrambi i paesi osservino le disposizioni previste dall’ art. 56 RD.

3.4) TOLLERANZA

Questa specifica clausola, inserita negli accordi preferenziali, permette di poter derogare alla rigida applicazione delle regole di lista che negano l’utilizzo di materiali non originari per la fabbricazione di un prodotto finito, per qui essa concede un margine di tolleranza permettendo quindi l’utilizzo di materie non originarie.

Nei protocolli origine si trovano usualmente disposizioni relative alla tolleranza generale e specifica ai prodotti tessili.

3.5 e 6) PRINCIPIO DI TERRITORIALITA’ E TRASPORTO DIRETTO

Il principio di territorialità è una disposizione in base alla quale le fasi e i processi di lavorazione per la fabbricazione di un prodotto originario devono effettuarsi nel territorio dei paesi partner o all’interno di un paese beneficiario.

A tutela di tale principio vi è uno specifico ordinamento riguardante il trasporto dei prodotti originari dal territorio del paese partner di spedizione a quello di destinazione. Tale obbligo intende garantire la precisa identità e integrità dei prodotti trasportati che dovranno pervenire tali e quali a destinazione. Si prevedono comunque casi di spedizioni con trasbordo o deposito temporaneo a condizione che non subiscano altre operazioni a parte lo scarico e il ricarico.

In alcuni accordi è previsto un “certificato di non manipolazione”, rilasciato dalle autorità doganali, in cui si attesta che i prodotti non hanno subito trasformazioni tali da alterarne l’origine.

3.7) CLAUSOLA NO-DRAWBACK

Questa clausola è applicata al fine di evitare un doppio vantaggio a favore di un soggetto produttore che introduca materiali non originari in esenzione o sospensione da dazio, ed esporti il prodotto finito nel paese destinatario con il beneficio del trattamento preferenziale.

4) PROVE AL ORIGINE

Al fine di ottenere l’agevolazione daziaria nel paese di destinazione è necessario che l’importatore presenti idonea documentazione che certifichi l’origine dei prodotti presso gli uffici territoriali preposti a tale verifica.

Nel caso di esportazioni verso alcuni paesi con cui l’ UE ha concluso accordi con reciproco trattamento preferenziale, verrà rilasciato dagli Uffici di Esportazione il certificato che comprova l’origine della merce; in alternativa la prova dell’ origine  della merce può essere data dalla dichiarazione su fattura rilasciata direttamente dal esportatore.

4.1) IL CERTIFICATO DI ORIGINE

Al fine di attestare l’origine preferenziale della merce, sono previsti i seguenti documenti:

  • Certificato EUR 1 = utilizzato nella maggior parte degli accordi preferenziali di libero scambio, bilaterali e multilaterali e viene rilasciato dalle Autorità Doganali del paese di esportazione.
  • Certificato EUR MED = previsto per i prodotti che beneficiano del trattamento preferenziale in base alle regole del cumulo e applicabili ai paesi del pan-Euro_Mediterranea e e viene rilasciato dalle Autorità Doganali del paese di esportazione.
  • Certificato FORM A=  viene rilasciato dalle Autorità Doganali del paese di esportazione per i prodotti originari da paesi in via di svilluppo.
  • Certificato ATR = relativo alla commercializzazione in libera pratica tra UE e Turchia e viene rilasciato dalle Autorità Doganali del paese di esportazione.

4.2) PROCEDURE DI RILASCIO DELLE CERTIFICAZIONI DI ORIGINE

Per quanto riguarda le modalità di presentazione dei formulari, nonché per le relative procedure di rilascio, si richiamano le istruzioni fornite con la Circolare n. 11/D del 2010.

Si ricorda che i requisiti formali e tecnici dei certificati EUR 1 trovano corrispondenza di diverse basi giuridiche di riferimento:

  • Per quanto riguarda gli accordi preferenziali, i modelli Eur1 da utilizzare sono quelli nei protocolli origine degli accordi cui accedono
  • Per quanto riguarda i certificati Eur 1 modello di cui all’ allegato 22-10, il loro utilizzo è limitato agli scambi con paesi per i quali sono in vigore le misure preferenziali autonome adottate unilateralmente dalla UE.

4.3) DICHIARAZIONE DI ORIGINE SU FATTURA – ESPORTATORI AUTORIZZATI

Oltre alle tradizionali prove di origine, gli esportatori possono attestare l’origine preferenziale dei prodotti mediante una dichiarazione su fattura, attestando il carattere originario di un determinato prodotto, a patto che il valore totale non superi i 6.000 Euro. Nel caso in cui l’importo della fattura sia superiore ai 6.000 Euro, il mittente dovrà essere in possesso del numero di esportatore autorizzato rilasciato dalla Dogana di competenza.

Testo italiano

“L’esportatore delle merci contemplate nel presente documento (autorizzazione doganale n. ……..(1) ) dichiara che, salvo indicazione contraria, le merci sono di di origine preferenziale …..(2).”

Testo inglese
“The exporter of the products covered by this document (customs or competent governmental authorisation No……..(1) ) declares that, except where otherwise clearly indicated, these products are of …..(2) preferential origin”

(1) autorizzazione da richiedere alla dogana competente per sede dell’esportatore
(2) indicare
– Italia
– altro paese della Comunità Europea
– altro paese incluso nel regime del cumulo paneuropeo in caso di spedizioni verso paesi che beneficiano di tale regime se le merci possono essere considerate di origine di tali paesi ai sensi dell’Accordo stipulato con l’Unione Europea.

 MODALITA’ DI PRESENTAZIONE DELLE ISTANZE:

Riguardo alle modalità di presentazione delle istanze per ottenere la qualifica di esportatore autorizzato, si fa riferimento alle disposizioni di prassi emanate a suo tempo, che prevedono nelle fasi preliminari delle verifiche da parte degli Uffici Territoriali relative alla contabilità e ai flussi commerciali degli esportatori al fine di attestare la sussistenza dei requisiti per l’ottenimento dello status di esportatore autorizzato.

*particolari agevolazioni di libero scambio tra EU e Corea del Sud, permettono di non emettere il certificato Eur 1 ma è prevista l’esclusivamente la dichiarazione su fattura per operazioni superiori a 6.000 euro; un’ulteriore agevolazione è rappresentata dalla possibilità di ottenere lo status di esportatore autorizzato anche in assenza di flussi continui di esportazioni.

4.4) DICHIARAZIONE DEL FORNITORE

Tale documento viene utilizzato dagli esportatori come prova di origine per la richiesta del Eur1 o per la compilazione della dichiarazione su fattura e con la modifica introdotto dal Reg. di Esecuzione UE 2017/99, il quale consente uno snellimento della procedura, vi è la possibilità di presentare un’unica dichiarazione a lungo termine, con durata massima di 24 mesi.

4.5) SISTEMA DEGLI ESPORTATORI REGISTRATI (REX)

Un’ ulteriore agevolazione in tema di certificazione di origine riguarda la registrazione al sistema REX il quale si basa su un autocertificazione emessa dagli operatori economici ad origine i quali vengono inseriti in una banca dati di un sistema IT gestito e a disposizione della Commissione Europea.

Il numero di registrazione ottenuto servirà poi all’esportatore per il rilascio della dichiarazione di origine e dovrà essere indicato sulla stessa.

*** Si precisa che per l’ottenimento del Rex è stata predisposta una modulistica apposita rispetto quella utilizzata solitamente dall’esportatore autorizzato.

5) SISTEMA DI CONTROLLI E COOPERAZIONE AMMINISTRATIVA

La nuova normativa ha previsto un dettagliato sistema di controlli sull’ origine e di cooperazione amministrativa che le autorità eseguono al fine di una corretta applicazione del sistema SPG e del rispetto delle relative norme.

In particolare gli Uffici Territoriali potranno effettuare l’attività di controllo a posteriori qualora sussistano dubbi relativi al’ autenticità delle documentazioni presentate e sono previste modalità di verifica più estese nei confronti di esportatori UE verso paesi beneficiari SPG.

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CAPODANNO CINESE 2019 La festa tradizionale più importante della Cina https://scsinternational.it/capodanno-cinese-2019-la-festa-tradizionale-piu-importante-della-cina/ Wed, 23 Jan 2019 10:44:32 +0000 https://scsinternational.it/?p=11386 Il Capodanno cinese, conosciuto anche come Festa di Primavera o Capodanno lunare, è la festa tradizionale più importante dell’anno in Cina. Paragonabile quasi alle festività natalizie dei Paesi occidentali, anche per i cinesi questo è il momento dell’anno in cui le famiglie si riuniscono per il tradizionale “cenone”. Inoltre, si fanno offerte per le divinità […]

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Il Capodanno cinese, conosciuto anche come Festa di Primavera o Capodanno lunare, è la festa tradizionale più importante dell’anno in Cina. Paragonabile quasi alle festività natalizie dei Paesi occidentali, anche per i cinesi questo è il momento dell’anno in cui le famiglie si riuniscono per il tradizionale “cenone”. Inoltre, si fanno offerte per le divinità e gli antenati, si prega Buddha e si pulisce casa dallo sporco dell’anno passato per far entrare nuova felicità e buona sorte (fu 福), che arriveranno con il nuovo anno.

Quest’anno il Capodanno cinese si festeggia martedì 5 febbraio, ma si inizia a festeggiare da lunedì 28 gennaio. La festa non ha una data fissa perché segue il calendario lunare tradizionale e secondo l’astrologia cinese ad ogni anno lunare, corrisponde un segno zodiacale ed il 2019 è l’anno del maiale.

Il periodo di festa dura 16 giorni e i cinesi hanno diritto a 7 giorni di vacanza, dalla vigilia fino al sesto giorno del primo mese lunare (nel 2019 vanno dal 4 al 10 di febbraio). Questo calendario risale al periodo compreso tra l’800 e il 400 aC. Narra una leggenda di un tempo lontano nel quale viveva in Cina il mostro Nian che, una volta all’anno, usciva dal suo nascondiglio alla caccia di umani e di bambini in particolare. Ma il mostro aveva due punti deboli: il rosso ed i rumori forti. Per questo motivo il rosso è diventato il colore del Capodanno cinese e la tradizione prevede molte attività piuttosto rumorose. Come canti, balli, musica, fuochi d’artificio e petardi.

È una riunione di famiglia e le persone ovunque si trovino fanno di tutto per tornare a casa nella città natale. Il cenone di Capodanno è chiamato anche “cena di ritrovo” ed è visto come il pasto più importante dell’anno dove le portate immancabili sono:

  • Il pesce: la parola cinese “pesce” suona come la parola “abbondanza” e non manca mai sulle tavole delle famiglie cinesi per il cenone, perché secondo la tradizione, mangiare pesce porta denaro e fortuna in abbondanza nell’anno successivo.
  • I ravioli, altro piatto immancabile. Al Nord soprattutto, secondo la tradizione, si preparano la sera stessa per mangiarli il giorno successivo.

I regali più comuni che vengono scambiati al Capodanno cinese, sono le “hongbao”, buste rosse che contengono soldi. Vengono regalate ai più giovani e agli anziani in pensione e non agli adulti che già lavorano. Sono un augurio di buona fortuna e prosperità.

Ovviamente non mancano i petardi a mezzanotte che, secondo credenze popolari, più forte è il suono dello scoppio e più fortunato sarà l’anno nuovo. Nelle grandi metropoli, come Hong Kong, organizzano spettacoli pubblici di fuochi d’artificio. Nelle zone rurali avviene il fulcro di questa tradizione, dove le vie di tutti i villaggi e città si colorano di rosso e i petardi scoppiano per ore fino a tarda notte.

I 12 animali dello zodiaco cinese sono: Topo, Bue, Tigre, Coniglio, Drago, Serpente, Cavallo, Pecora, Scimmia, Gallo, Cane e Maiale. Quest’ultimo è l’animale del 2019.

Secondo una teoria della filosofia tradizionale cinese tutto il mondo si può classificare come appartenente a: Oro (Metallo), Legno, Acqua, Fuoco o Terra. È la Teoria dei 5 elementi e anche lo zodiaco cinese la segue.

Di conseguenza, ogni anno del Maiale è associato a un elemento diverso e il 2019 è l’anno del Maiale della Terra. Secondo la tradizione cinese, le caratteristiche di una persona dipendono dal segno dello zodiaco dell’anno di nascita e dall’elemento. Quindi ci sono cinque tipi di maiali, ciascuno con caratteristiche diverse.

Le caratteristiche del Maiale

Le persone nate sotto il segno del Maiale sono diligenti, compassionevoli e generose. Sono dotate di grande concentrazione e determinazione. Raramente chiedono aiuto quando sono in difficoltà, ma sono sempre pronti a dare una mano agli altri. Le persone del Maiale non sono sospettose e spesso tendono a essere ingenue. Inoltre, riescono a mantenere una relativa calma di fronte alle difficoltà ed hanno un grande senso di responsabilità che li porta a finire sempre quello che hanno iniziato.

Salvatore Ferragamo ha presentato una nuova capsule collection in edizione limitata di accessori per celebrare il Capodanno Cinese. Ballerine, borse, cinture, bijoux ed un foulard in seta a tema ‘Auspiscious Pig’ sono i protagonisti della nuova release insieme a insolita guest star.

I festeggiamenti per il Capodanno cinese si concludono con la Festa delle Lanterne, il quindicesimo giorno dopo l’inizio del nuovo anno.

Questa festa deve il suo nome in particolare alla tradizione di accendere lanterne, che vengono posizionate per le strade, nelle case e nei negozi: spesso alle lanterne sono attaccati degli indovinelli che i passanti possono risolvere. Il colore rosso delle lanterne è quello della felicità e le lanterne sono di buon augurio per un futuro luminoso.

Famosa in particolare è la tradizione della Danza del Leone, con degli attori che muovono leoni di diverse dimensioni, danzando e saltando a ritmo di musica.

La scelta del Leone è simbolica, in quanto è un animale associato al coraggio e alla forza e quindi proteggerà le persone, offrendo loro felicità e sicurezza.

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MISSIONE COMMERCIALE NEL SUD EST EUROPA: UNGHERIA E SERBIA https://scsinternational.it/missione-commerciale-nel-sud-est-europa-ungheria-e-serbia/ Wed, 23 Jan 2019 08:03:12 +0000 https://scsinternational.it/?p=11370 Perché il Sud Est Europa? Negli ultimi dieci anni le economie del Sud Est Europa si stanno sviluppando a vista d’occhio e si stanno trasformando in economie “labour intense”, dove il basso costo della forza lavoro è un punto di forza e una caratteristica della produzione del PIL nazionale, ad economie mature. Questa crescita economica […]

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Perché il Sud Est Europa?

Negli ultimi dieci anni le economie del Sud Est Europa si stanno sviluppando a vista d’occhio e si stanno trasformando in economie “labour intense”, dove il basso costo della forza lavoro è un punto di forza e una caratteristica della produzione del PIL nazionale, ad economie mature.

Questa crescita economica ha portato le maggiori multinazionali ad avere uffici e produzioni nel Sud Est Europa, determinando il rapido sviluppo delle piccole e medie imprese e, grazie alla crescita delle capitali (ormai vere e proprie capitali a livello europeo), è avvenuto l’aumento dei salari e la formazione del ceto medio.

Un riconoscimento per il rafforzamento della stabilità politica e l’apertura di all’economia di mercato senza ostacoli all’import, va all’adesione all’Unione europea. Tutti i Paesi hanno adottato e riconosciuto le normative europee per quanto riguarda qualità e certificazioni dei prodotti: ciò permette ai prodotti Made in Italy di entrare sul mercato senza aver bisogno di autorizzazioni o addirittura nuove certificazioni. Ecco perché molti economisti considerano il Sud-Est Europa il nuovo mercato domestico delle imprese europee, dove la forza del brand Made in Italy è capace di offrire grandi opportunità commerciali per i prodotti e le aziende italiane.

I settori che possono trarre maggiori benefici da questi mercati sono:

  • Costruzioni
  • Meccanica
  • Agro-alimentare
  • Cosmetica
  • Fashion

Partner DT

Il DT Consult è una società di consulenza ed assistenza per l’internazionalizzazione fondata nel 2008.

Svolge attività di consulenza per aziende che vogliono esportare, produrre, lavorare ed investire nell’Europa Centrale e dell’Est e negli Stati Uniti d’America.

Oggi DT Consult ha sedi operative con personale locale in Romania, Bulgaria, Ungheria, Serbia, Albania, Repubblica Moldova, Liechtenstein e Stati Uniti.

Le aziende interessate potranno aderire alla missione commerciale Ungheria – Serbia, dove si svolgeranno incontri presso la sede di Name Consulting Srl a Roma e le richieste delle aziende saranno orientate al mercato ungherese e serbo. Per chi non potesse essere presente fisicamente, è possibile partecipare anche in videoconferenza.

Opportunità di organizzare incontri B2B presso i potenziali clienti in Ungheria e Serbia (giorni 25-29 marzo) e sarà fornita inoltre assistenza da parte del personale di DT Consult durante il soggiorno delle aziende nel Paese scelto.

Le adesioni dovranno essere consegnate entro il 1° febbraio 2019. Quota di partecipazione: 1200€ per ogni azienda partecipante. Sono esclusi i costi di viaggio, vitto, alloggio e logistica in loco.
Si garantisce un minimo di 4 incontri personalizzati per Paese.
La missione sarà confermata al raggiungimento di un numero minimo di 3 aziende partecipanti.

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RE-ACTION: RAPPORTO EXPORT 2016-2019 https://scsinternational.it/rapporto-export-2016-2019/ Fri, 18 Jan 2019 09:34:29 +0000 https://scsinternational.it/?p=11354 SACE offre a tutte le imprese una visione dei trend economici mondiali e in questa decima edizione, chiamata RE-action, è emerso che uno dei fattori decisivi e di punta delle nostre esportazioni, riguarda la meccanica strumentale. Made in Italy meno conosciuto, ma che rappresenta la prima voce dell’Italia nel mondo. Con la definizione di meccanica […]

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SACE offre a tutte le imprese una visione dei trend economici mondiali e in questa decima edizione, chiamata RE-action, è emerso che uno dei fattori decisivi e di punta delle nostre esportazioni, riguarda la meccanica strumentale. Made in Italy meno conosciuto, ma che rappresenta la prima voce dell’Italia nel mondo.

Con la definizione di meccanica strumentale si indica quel settore strategico dell’economia italiana che riguarda la produzione di macchinari o impianti destinati a settori produttivi (macchine utensili, macchine tessili, le macchine agricole). Il settore è caratterizzato da una fortissima propensione all’export e ha un elevato tasso di competitività.

Il commercio internazionale di meccanica strumentale vale 1.600 miliardi di euro e tale importo corrisponde alle dimensioni dell’economia italiana: 80 miliardi sono macchinari italiani, il 5% di tutti i macchinari.

Ovviamente i Paesi protagonisti, come si evince dal grafico, sono i paesi avanzati come Germania, Usa, Giappone e Italia, ad eccezione della Cina che è riuscita ad attrarre investimenti per diventare piattaforma e punto di assemblaggio mondiale, riducendo così il divario rispetto ai leader.

I fattori principali della meccanica strumentale sono l’elevata propensione all’export e la marcata concentrazione produttiva nel Nord Italia e, come in succede in ogni settore, anche in questo coesiste il problema della ridotta dimensioni aziendale.

Nonostante ciò, gli operatori sono comunque in grado di raggiungere buoni risultati sotto il profilo della produttività con 242 mila euro a testa, il fatturato per addetto è tra i più alti d’Europa. 

Per poter continuare economicamente a crescere e svilupparsi, le aziende del settore dovranno concentrarsi su tre punti focali:

  • Crescita dimensionale (bigger): sui mercati internazionali la dimensione fa la differenza
  • Internazionalizzazione spinta (wider): ampliando e diversificando le geografie di destinazione
  • Innovazione (smarter): investendo nell’industria 4.0, dall’ingegnerizzazione alla distribuzione dei prodotti.

Inoltre, grazie all’Investment Opportunity Index di SACE, è possibile stilare quali siano le migliori geografie per eventuali investimenti: spiccano gli Stati Uniti, India, Regno Unito, Cina, Polonia, Vietnam, Filippine, Perú, Messico, Corea del Sud, Cile, Emirati Arabi Uniti, Spagna, Iran e Thailandia.

Queste economie rappresentano oltre la metà della domanda mondiale.

Puntare sul nostro export è sinonimo di crescita per il nostro Paese e l’obiettivo è renderlo bigger, wider, smarter. Consapevoli del valore di tutte le nostre eccellenze, dovremmo rischiare di più.

Link: Scarica il Rapporto Export

Link: Scopri la Risk&Export Map

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