http://www.scsinternational.it https://scsinternational.it SCS Venturini si occupa di spedizioni internazionali import export via mare, aereo e treno; operazioni doganali e servizi logistici. Siamo specializzati nei mercati Cina, Estremo Oriente, Sud Est Asiatico, Medio Oriente, Nord e Sud America Thu, 19 Jul 2018 22:09:16 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.7 Guerra commerciale Usa-Cina: Trump lancia nuovi dazi sull’hi-tech https://scsinternational.it/guerra-commerciale-usa-cina-trump-lancia-nuovi-dazi-sullhi-tech/ Thu, 19 Jul 2018 15:25:17 +0000 https://scsinternational.it/?p=11046 L'articolo Guerra commerciale Usa-Cina: Trump lancia nuovi dazi sull’hi-tech proviene da http://www.scsinternational.it.

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Donald Trump prepara una nuova ondata di dazi contro la Cina, lanciando tariffe del 10% sui beni di largo consumo importati dal paese asiatico per un valore di 200 miliardi di dollari. La Cina è sotto assedio e per la prima volta saranno colpiti prodotti come pesce, valigie, pneumatici, mobili, materassi, capi di abbigliamento, pannelli fotovoltaici, ma soprattutto dispositivi elettronici tra cui cineprese, componenti per telefoni e schermi Tv.

Tempo per negoziare e cambiare idea c’è, visto che il dazio entrerà in vigore tra due mesi, ma Trump sembra essere sempre più convinto delle sue decisioni. L’obiettivo, dichiara il Presidente, è quello di proteggere merci e lavoratori americani contro l’invasione dei prodotti cinesi e di tutelare la proprietà intellettuale delle imprese degli Stati Uniti. Inoltre, un ulteriore scopo, è minare la rincorsa cinese al primato tecnologico americano: i settori colpiti dai dazi sono soprattutto quelli in cui Pechino vuole raggiungere la supremazia entro il 2025. Nel mirino di Trump sono già finiti molti prodotti hi-tech e il 3 luglio la Casa Bianca ha chiuso fuori dal mercato l’operatore di telefonia China Mobile. Pechino ha immediatamente risposto preparandosi a vietare al produttore di semiconduttori Micron Technology di vendere i suoi articoli in Cina. Il ministero del Commercio cinese afferma: «Nulla potrà arrestare lo sviluppo della nostra economia».

Washington ha fatto scattare sanzioni contro acciaio e alluminio, colpendo anche l’Unione europea e il Canada, e contro 50 miliardi di dollari di prodotti hi-tech cinesi importati.

La strategia di Trump però è un’arma a doppio taglio: rischia di scatenare una dura replica cinese, tanto che Hua Chunying, portavoce del ministero degli Esteri, ha parlato di “bullismo commerciale” e indicato che la Cina “prenderà le contromisure necessarie” per proteggere i suoi interessi.

Il 59% dei prodotti cinesi colpiti dai dazi statunitensi, vengono fabbricati in Cina da aziende americane. Un vero “autogol”.

Le importazioni prese di mira da Pechino come ritorsione (soia, sorgo, e cotone), penalizzano gli Stati dediti all’agricoltura; gli stessi che hanno sostenuto  Trump alle elezioni, come Texas e Iowa.

Il Presidente del Senate Finance Committee, Orrin Hatch (Repubblicano dell’Utah), nonostante fosse stato fino ad ora d’accordo con le decisioni della Casa Bianca, ora definisce i nuovi dazi “azzardati e spregiudicati”. L’aggressività di Trump sta cominciando ad innervosire anche gli americani.

Gli Stati Uniti stanno aprendo il fuoco su tutto il mondo, ma anche su sé stessi.

Daniele Paolini

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UE E GIAPPONE: FIRMATO L’ACCORDO DI LIBERO SCAMBIO https://scsinternational.it/ue-giappone-firmato-accordo-di-libero-scambio/ Thu, 19 Jul 2018 15:00:44 +0000 https://scsinternational.it/?p=11037 L'articolo UE E GIAPPONE: FIRMATO L’ACCORDO DI LIBERO SCAMBIO proviene da http://www.scsinternational.it.

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È stato firmato a Tokyo l’accordo di libero scambio tra Ue e Giappone. Dopo la pioggia di dazi su alluminio e acciaio imposti da Washington, Bruxelles ora guarda all’Asia e firma un accordo commerciale con il Giappone. Si parla del maggior accordo mai negoziato tra le due aree economiche e l’intesa è destinata a creare la più grande area di libero scambio al mondo, rispondendo al crescente protezionismo degli Stati Uniti.

A firmare, il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e il premier giapponese Shinzo Abe.

Prima di entrare in vigore, l’accordo dovrà essere ratificato dal parlamento di Ue e Giappone, prima che si compia la Brexit con l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea.

L’accordo prevede:

il Giappone eliminerà i dazi sul 94% di tutte le importazioni di origine e provenienza dall’Unione Europea, incluso l’80% di tutti i prodotti ittici ed agricoli. Risulteranno quindi più economici anche tutti i prodotti alimentari trasformati, quali: vino, formaggi, insaccati e prodotti a base di carne.  Nel settore agricolo infatti saranno azzerati i dazi su molti formaggi “Made in Italy”, ed il Giappone garantirà inoltre protezione su almeno 200 prodotti con “indicazioni geografiche protette” di origine europee.

L’Unione Europea eliminerà le imposizioni daziarie sul 99% delle merci di origine giapponese, garantendo così un graduale abbattimento dei dazi su un periodo di 8 anni per il mercato automobilistico, e di 6 anni per tutti i prodotti dell’elettronica.

Sono previste anche aperture nei settori dei servizi, in particolare per i servizi finanziari come l’e-commerce, le telecomunicazioni ed i trasporti. Le imprese Ue avranno accesso agli appalti pubblici di 48 città giapponesi.  Tokyo si impegnerà a rimuovere gli ostacoli alla partecipazione degli appalti nel settore ferroviario a livello nazionale.

Questo brillante accordo, potrebbe portare ad un aumento delle esportazioni Ue verso il Giappone del 13,2% (circa 13,5 miliardi di euro).

Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, dopo la firma con il premier giapponese Shinzo Abe, ha così commentato: «Con il più grande accordo commerciale bilaterale di sempre, oggi cementiamo l’amicizia Nippo-europea. Geograficamente siamo lontani, ma politicamente ed economicamente non potremmo essere più vicini grazie a valori condivisi della democrazia liberale, dei diritti umani e dello stato di diritto.».

Il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker parla invece di “momento storico per la partnership” tra Ue e Giappone.

L’accordo è un forte segnale contro le misure protezionistiche di Trump e viene ribadito che Ue e Giappone hanno intenzione di perfezionare l’intesa attraverso negoziati di alto livello che verranno finalizzati entro l’anno.

Si può quindi affermare che:

“Un accordo equo dove i valori sono al centro. Non c’è protezione nel protezionismo e non c’è unità dove c’è l’unilateralismo”

Daniele Paolini

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DOGANA https://scsinternational.it/dogana-scs-academy/ Tue, 17 Jul 2018 14:55:53 +0000 https://scsinternational.it/?p=11032 L'articolo DOGANA proviene da http://www.scsinternational.it.

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Dogana 

Cenni storici 

do·gà·na/ sostantivo femminile

Origine dall’arabo dīwān (registro)

  1. L’ufficio preposto al controllo delle merci che attraversano, in entrata o in uscita, il confine dello Stato; anche, il personale e la sede del suddetto ufficio.
  2. Dazio doganale: imposta che viene versata a tale ufficio

Il processo d’importazione delle merci segue delle regole stabilite dai singoli paesi e rispettate rigorosamente dalle persone che si occupano di trasporto delle merci e che devono sapere cosa e come dichiarare in dogana e quali norme sono tenute a seguire. I beni possono essere importati ed esportati in tutto il mondo, a patto che si assolva i diritti doganali, si esibisca la corretta documentazione e si rispetti tutte le disposizioni di carattere extra-tributario.  Gli scambi con l’estero presentano spesso una serie di problematiche e criticità legate soprattutto al non rispetto di alcune norme per le quali si è sanzionabili.

Il trasporto delle merci internazionale si basa su nuovi sistemi informatizzati, per mezzo dei quali i controlli doganali sono più veloci, puntuali e selettivi. A base di tale sistema vi è la certificazione doganale, ovvero l’AEO (Operatore Economico Autorizzato), marchio di qualità rilasciato dalle autorità doganali, dopo una accurata analisi di pre-audit e che attesta il rispetto delle norme doganali e fiscali.

I punti cardini, su cui si basa il controllo e l’accertamento doganale, sono:

  • La qualità delle merci: è il primo e fondamentale elemento per determinare la corretta classificazione doganale delle merci, in base alla quale si determina l’imposizione daziaria ed i divieti all’import e all’export.
  • La quantità delle merci: non indicare la corretta quantità delle merci, influisce sulla determinazione dell’imposizione daziaria
  • Il valore delle merci: indicare tutti gli elementi, oltre l’ammontare della transazione commerciale, che possono influire sulla corretta determinazione dell’imponibile ai fini daziari
  • L’origine della merce, preferenziale e non preferenziale, influisce in maniera sostanziale sull’imposizione fiscale, sulle agevolazioni daziarie ed ai fini dei divieti all’import. È importante conoscere il paese dove il bene è stato prodotto o dove ha subito le trasformazioni sostanziali in base a determinati e ben precise norme.

Avere chiare nozioni sulla normativa e sulle corrette procedure doganali, determina sicurezza fiscale e fluidità dei traffici, alla base del corretto sviluppo dell’interscambio merci a livello internazionale.

La SCS Venturini, sempre attenta ai continui cambiamenti del mercato, intende offrire un servizio innovativo nel settore Doganale e del Commercio Internazionale: la formazione on-line!

Nasce così la piattaforma SCS Academy per dare l’opportunità a tutte le aziende e professionisti di acquisire competenze di natura fiscale-doganale per poter gestire al meglio e senza incorrere in sanzioni, la movimentazione delle merci in ambito Internazionale.

Riteniamo importante e indispensabile assicurare alle aziende un servizio di formazione doganale e consulenza specialistica completa in materia doganale e accise:

La SCS Venturni, tramite il Progetto Academy, propone alle aziende di acquistare le lezioni e guardarle in qualsiasi momento, promuovendo Webinar sulle varie tematiche doganali, realizzati da docenti/avvocati Elena Bozza, Giorgia Massaro, Elena Limonta e Loredana Gatt. Ciascun utente ha la possibilità poi di accedere ai corsi formativi di interesse, acquistando i webinar realizzati

La SCS Venturini vuole condividere con le aziende che esportano ed importano i proprio prodotti, informazioni e contenuti sui principali aspetti che gli operatori devono affrontare in dogana e rispondere ad eventuali quesiti o problematiche che i partecipanti vorranno esporre.

Daniele Paolini

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ESPLOSIONE DEI DAZI – RITORSIONI COMMERCIALI TRA EUROPA, USA E CINA https://scsinternational.it/esplosione-dei-dazi-ritorsioni-commerciali-tra-europa-usa-e-cina/ Mon, 09 Jul 2018 06:50:59 +0000 https://scsinternational.it/?p=11002 L'articolo ESPLOSIONE DEI DAZI – RITORSIONI COMMERCIALI TRA EUROPA, USA E CINA proviene da http://www.scsinternational.it.

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Venerdì 6 luglio, a mezzanotte (ora di Washington), scatterà l’ora X per l’entrata in vigore dei dazi statunitensi per 34 miliardi di dollari sui beni importati dalla Cina. L’immediata contromossa di Pechino avverrà contro la stretta all’import “Made in China”.

Decine di miliardi di dollari di interscambio sono il primo grande colpo di una guerra economica che potrebbe coinvolgere presto centinaia di miliardi di dollari di business e provocare una drammatica escalation con riflessi globali.  L’Organizzazione Mondiale al Commercio (WTO) ha ammonito ieri contro rischi per la ripresa mondiale. E’ a rischio quindi il processo globale di produzione e distribuzione di merci e servizi, che negli ultimi decenni aveva garantito un’importante crescita economica.

Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, non intende fermarsi qui, poiché potrebbe andare ulteriormente a colpire un valore equivalente a 400 miliardi di dollari di beni in arrivo dal gigante asiatico.

Si parla di World Trade War, ovvero la guerra mondiale del commercio, dove le parole si fanno roventi ed i fatti tra Washington e Pechino, ancor più roventi. Il 6 luglio esordiscono i dazi americani contro la Cina, i quali colpiranno 818 prodotti per un valore complessivo di 34 miliardi di dollari. Valore che potrebbe arrivare, successivamente a questa prima mossa, a raggiungere un valore totale di import di 50 milioni di dollari. Sarà botta e risposta, dove vedremo sicuramente la Cina rispondere, facendo lievitare il totale di beni colpiti fino a un valore di 450 miliardi di dollari, cifra che equivale a bloccare praticamente tutto l’export della Cina verso gli Usa.

In caso di conflitto però, non sarebbe la Cina a soffrirne di più.  Un’analisi di Bloomberg rivela che i crolli sul mercato, in caso di guerra commerciale, provocherebbero perdite più ingenti proprio agli Stati Uniti, visto che la Cina gode di un «magnifico isolamento» nei mercati finanziari mondiali.

A rispondere è anche la Commissione Europea, la quale ha inviato a Washington un warning (avvertimento) dove si prefigurano dazi per 300 miliardi di dollari di beni Usa,  in risposta all’ultima minaccia di Trump: “tariffe” del 25% sulle auto europee, con un impatto stimato di 45 miliardi di euro sull’industria del Vecchio continente. La cifra indicata dalla Commissione Europea equivale all’export europeo verso gli Usa di vetture e componentistica dell’auto. La misura di Trump ha già scatenato le ire dei produttori, inclusi i marchi statunitensi, come General Motors.

Il divorzio di Trump dal WTO e dal Nafta è in sospeso. Il Presidente della Casa Bianca si auto-attribuirebbe la facoltà di scavalcare anche la regola sui dazi del MFD (Most Favoured Nationas).  Tutto ciò senza passare dal consenso del Congresso e contravvenendo a qualsiasi regola dettata dagli accordi internazionali.

Daniele Paolini

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Amazon inaugura in Italia il portale B2B: 250 milioni di prodotti per le aziende https://scsinternational.it/amazon-inaugura-in-italia-il-portale-b2b-250-milioni-di-prodotti-per-le-aziende/ Tue, 03 Jul 2018 07:56:03 +0000 https://scsinternational.it/?p=10986 L'articolo Amazon inaugura in Italia il portale B2B: 250 milioni di prodotti per le aziende proviene da http://www.scsinternational.it.

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Amazon debutta in Italia con la sezione Business, la piattaforma riservata ai titolari di partita Iva è una vetrina con oltre 250 milioni di prodotti tecnici.

Le aziende di ogni dimensione possono beneficiare delle nuove funzioni create su misura per la propria attività, come la visualizzazione di prezzi al netto dell’Iva, l’impostazione di procedure di approvazione e account multiutente, limiti di spesa personalizzati e la gestione delle fatture. Tutto questo si aggiunge a: prezzi vantaggiosi, modalità di spedizione gratuita in Italia per ordini oltre una certa cifra, ampia selezione di prodotti, comodità nell’effettuare acquisti. Tutti requisiti già testati ed apprezzati dalla clientela Amazon.

L’obiettivo di Amazon è di attrarre venditori e concessionari specializzati, mentre per i clienti aziendali sarà tutto nella norma, in quanto si troveranno nel solito sito e-commerce, avendo in più una serie di funzioni dedicate. Sara Caleffi, Marketplace Director di Amazon Italia ha affermato: «Si possono inserire richieste di preventivi ed impostare ordini a programma. La piattaforma si integra inoltre con i sistemi di e-procurement e  soluzioni per la pianificazione delle risorse aziendali».

Per lo sviluppo dell’e-commerce B2B in Italia, il lancio di Amazon Business è una grande novità e opportunità. Molteplici sono le funzioni da sfruttare, come:  nuove possibilità sia di acquisto che di vendita per le imprese italiane.

L’e-commerce B2B nel 2017 in Italia aveva un’incidenza ancora marginale, pari ad appena il 15% dei 2.200 miliardi di euro di scambi complessivi tra le aziende. Mentre l’e-commerce B2B di aziende italiane verso imprese estere ha un’incidenza maggiore, pari a 130 miliardi. Le PMI sono particolarmente indietro: solo il 7,9% vende online e solo il 6% vende online in altri paesi europei.

Riccardo Mangiaracina, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica & E-Commerce B2B, ritiene che con Amazon Business è presumibile attendersi un impatto sia sulla domanda che sull’offerta di e-commerce B2b: «Da un lato, c’è un nuovo punto di riferimento per l’impresa che acquista, che ha accesso a un’ampia gamma di referenze, a nuove categorie e a nuovi fornitori anche esteri. Dall’altro, c’è un nuovo strumento di vendita per aziende B2b che prima di oggi non potevano utilizzare il portale rivolto al consumatore. Se Amazon riuscirà a mantenere la sua visione customer centrica, offrendo anche alle imprese l’efficacia di servizi già conosciuti dai consumatori, quali: customer service, possibilità di reso o sostituzione dei prodotti, i volumi potranno essere importanti: un impulso significativo alla crescita di un settore che in ogni caso è destinato a conoscere un aumento fisiologico nei prossimi anni».

Daniele Paolini

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LA GUERRA DEI DAZI – CONTROFFENSIVA DELL’UNIONE EUROPEA Gli Stati Uniti all’attacco e l’Europa risponde https://scsinternational.it/la-guerra-dei-dazi-controffensiva-dell-unione-europea/ Tue, 03 Jul 2018 07:20:28 +0000 https://scsinternational.it/?p=10981 L'articolo LA GUERRA DEI DAZI – CONTROFFENSIVA DELL’UNIONE EUROPEA Gli Stati Uniti all’attacco e l’Europa risponde proviene da http://www.scsinternational.it.

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La guerra commerciale è iniziata a marzo, quando il Presidente Trump ha firmato un decreto che impone dazi del 25% per l’importazione dell’acciaio e del 10% per l’alluminio provenienti da Canada, Messico ed Unione Europea. Naturalmente tutti i paesi colpiti hanno promesso ritorsioni.  L’applicazione degli aumenti daziari da parte degli USA ha avuto inizio il 01 giugno 2018 con durata illimitata.

La prima mossa dell’Unione Europea è stata sancita dal Regolamento di esecuzione nr. 2018/886 del 20 giugno 2018 che ha sospeso tutte le agevolazioni daziarie che godevano alcune tipologie di merci di provenienza ed origine dagli Stati Uniti. Ora tutte i prodotti di cui all’Allegato 1 del Regolamento 2018/886 sono colpiti da dazi supplementari del 25%.  Le tipologie di merci coinvolte dalle misure di salvaguardia europee sono varie. Citiamo le più rilevanti: granoturco, riso, tabacco e tabacco lavorato, sigari, sigarette, prodotti cosmetici, t-shirts, jeans, prodotti in ferro ed acciaio, tubi in ferro, materiale da costruzione in ferro, moto ed imbarcazioni da diporto a motore ed a vela.

I dazi suppletivi dell’Unione Europea saranno in vigore sino a quando gli Stati Uniti non revocheranno le misure di salvaguardia ai prodotti di origine e provenienza dalla UE.

Il citato regolamento unionale prevede anche una seconda fase a partire dal 1° giugno 2021, se non si interverrà a livello OMC. In questa seconda fase altre categorie di prodotti verranno colpite con dazi suppletivi ad valorem che vanno del 10%, 25%, 35% e 50%. I prodotti più colpiti in questa seconda fase sono: confetture di frutta, whisky, oli essenziali e prodotti cosmetici, filati e tessuti, abbigliamento, calzature, oggetti in ceramica, prodotti in vetro, gioielli, lavatrici e lavastoviglie, apparecchi telefonici ed apparecchiatura elettronica, autoveicoli e motocicli.

Purtroppo quando si inizia una guerra commerciale, si sa l’inizio ma non si può prevedere quando finirà e come finirà. Inoltre è difficile quantificare le conseguenze a livello di economia mondiale.

In questa fase è fondamentale che l’Unione Europea si dimostri unita per avere la forza di contrastare le inevitabili ripercussioni negative nel sistema dell’interscambio mondiale che purtroppo potrebbe danneggiare anche il mercato interno europeo.

La SCS VENTURINI è a disposizione per approfondimenti e per consigliare strategie aziendali atte ad affrontare il non facile momento di interscambio USA-UE.

Mariaester Venturini

Daniele Paolini

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La ferrovia che passa sotto l’Everest: ecco il nuovo treno dalla Cina al Nepal https://scsinternational.it/la-ferrovia-che-passa-sotto-l-everest-nuovo-treno-dalla-cina-al-nepal/ Mon, 02 Jul 2018 10:35:54 +0000 https://scsinternational.it/?p=10975 L'articolo La ferrovia che passa sotto l’Everest: ecco il nuovo treno dalla Cina al Nepal proviene da http://www.scsinternational.it.

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Il governo cinese e il governo nepalese hanno firmato l’accordo per costruire una linea ferroviaria strategica che passerebbe sotto la vetta più alta del mondo.  

Si parla da anni di questo progetto, ma finalmente si vede la luce in fondo al tunnel: Cina e Nepal verranno collegate da una ferrovia, che sarà una delle più alte del mondo e potrebbe vedere lo scavo di un tunnel sotto l’Everest. Lo hanno annunciato il premier nepalese Prasad Sharma Oli e quello cinese Li Keqiang, che hanno firmato un accordo per costruire la linea in mezzo alle montagne dell’Himalaya.

Per gli ingegneri asiatici sarà una sfida tutta da accogliere e per il momento sappiamo che la ferrovia partirà dalla tibetana Xigaze (3800 metri di altitudine), già collegata alla capitale tibetana di Lhasa (3650 metri) e correrà per 700 chilometri ad alta quota fino a Kathmandu (1400 metri), circondata dalle montagne più alte del mondo.

La Cina nell’ultimo decennio ha costruito oltre 20 mila chilometri di ferrovie ad alta velocità (treni da oltre 300 km/h) e, sfruttando l’esperienza acquisita, i cinesi sostengono che la nuova tratta verso il Nepal «è tecnicamente ed economicamente fattibile». La Repubblica popolare cinese è all’avanguardia e i tempi di costruzione previsti sono di quattro anni, mentre i costi non sono stati ancora precisati.

Oltre ad essere una sfida ingegneristica, si tratta anche di una sfida geopolitica poiché il Nepal è considerato un punto strategico sia dalla Cina che dall’India, eterni rivali. Collegare Tibet e Nepal gioca un ruolo fondamentale: lo scopo è di incrementare gli scambi commerciali e far uscire la popolazione del piccolo Stato himalayano dalla povertà e aprirlo alla modernità.

Il premier nepalese Khadga Prasad Sharma Oli, si è recato in Cina con una delegazione di ministri che hanno firmato una decina di intese che prevedono il miglioramento dei collegamenti stradali, la costruzione di altri nove varchi alla frontiera e 50 chilometri di cavi a fibra ottica per le telecomunicazioni in territorio nepalese e cooperazione agricola e industriale.

Ricordiamo che nel 2015 il Nepal è stato vittima di un terremoto devastante e la potenza economica cinese si offre di intervenire per aiutare il Paese. Si è discusso anche di progettare una centrale idroelettrica da 2,5 miliardi di dollari e una diga da 1,8 miliardi.

La Cina avanza sempre di più e sta esportando la sua tecnologia ferroviaria nel mondo, basti pensare che ha aperto la prima linea completamente elettrificata in Africa Orientale, tra Addis Abeba a Gibuti: 760 chilometri costruiti in tre anni e mezzo a un costo di circa 4 miliardi di dollari. Ha inoltre firmato i contratti per completare una linea ad alta velocità tra Mombasa in Kenya e Malaba, al confine con l’Uganda. Xi ha anche proposto di costruire una tratta tra la costa del Perù sul Pacifico e quella del Brasile sull’Atlantico. Le Vie della Seta sono infinite.

 La SCS Venturini Srl, tra le varie tipologie di trasporto offerte attualmente, in import ed export, da e per tutto il mondo, ha introdotto un NUOVO servizio VIA TRENO (LCL – FCL) da e per la Cina; in import arrivo in Europa in circa 14gg (10.450 km).

Daniele Paolini

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USA E CINA: VENTI DI GUERRA COMMERCIALE https://scsinternational.it/usa-e-cina-venti-di-guerra-commerciale/ Thu, 21 Jun 2018 09:07:22 +0000 https://scsinternational.it/?p=10962 L'articolo USA E CINA: VENTI DI GUERRA COMMERCIALE proviene da http://www.scsinternational.it.

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La tregua tra Stati Uniti e Cina è stata più breve del previsto, così la guerra commerciale tra le due grandi potenze si arricchisce di un nuovo capitolo.

I dazi sono le tariffe doganali che rendono più costosi i prodotti importati e l’amministrazione USA vuole usarli come deterrente commerciale nei confronti di Pechino, in quanto tra i due Paesi c’è un forte sbilanciamento della bilancia commerciale a favore della Cina. Il saldo commerciale USA è pesantemente negativo: le importazioni dalla Cina, superano di gran lunga le esportazioni.

la Cina esporta verso gli Stati Uniti, 375 miliardi di dollari, ovvero un terzo in più del valore delle esportazioni USA verso la Cina.

Lunedì 18 giugno il Presidente americano Trump ha minacciato ulteriori dazi su beni cinesi per 200 miliardi di dollari, che porterebbero così a 250 miliardi le importazioni cinesi sottoposte a tariffe doganali.

La Cina non resta a guardare e controbatte con l’annuncio di nuove tariffe nei confronti di prodotti Usa per 50 miliardi di dollari. Inoltre, secondo l’analisi di Craig Botham, Emerging Markets Economist, la «vendetta» cinese potrebbe rivolgersi anche verso:

  • Vendita massiccia di titoli del Tesoro Usa, con l’obiettivo di aumentare i rendimenti e quindi i costi dei prestiti concessi al governo americano;
  • Svalutazione dello yuan, anche se al momento sembra un’ipotesi distante dalle intenzioni della Bank of China;
  • Improvvise strette regolatorie su settori sensibili per la produzione statunitense in Cina, tali da compromettere economicamente colossi e multinazionali americane che generano ottimi profitti nel mercato interno cinese.

Le conseguenze di questa guerra commerciale si stanno ripercuotendo pesantemente anche sulle borse. Wall Street ha viaggiato, per tutta la seduta di martedì in rosso, spinta al ribasso dai cali dei suoi principali listini .

Angelo Meda, responsabile azionario della Sim Banor, ha affermato: «Una riduzione del commercio globale ridurrebbe la crescita mondiale per i prossimi anni, abbassando le stime di fatturato e di utili per i maggiori indici mondiali». I rallentamenti sono ai minimi da inizio anno in Europa e Usa e se questo scenario continua, a pagarne le conseguenze sarà anche l’Italia, poiché l’indice italiano, con un forte peso di titoli finanziari, potrebbe essere una tra le più penalizzate.

Il mondo si trova difronte una situazione inedita, dove Stati Uniti e Cina continuano a scambiarsi reciproche minacce, innescando giornate difficili su tutti i mercati azionari. La Cina, in questa guerra commerciale, parte in “pool position” sia per il maggior vantaggio concorrenziale sui prezzi e sia per il progetto di penetrazione commerciale, dato dalla nuova “Via della Seta”.

Se hai necessità di verificare le imposizioni daziarie in Italia o nei eventuali mercati esteri, contattaci qui.

Daniele Paolini

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AEO 2008 – 2018 – DIECI ANNI DI COMPLIANCE DOGANALE https://scsinternational.it/aeo-2008-2018-dieci-anni-di-compliance-doganale/ Tue, 19 Jun 2018 07:19:56 +0000 https://scsinternational.it/?p=10958 L'articolo AEO 2008 – 2018 – DIECI ANNI DI COMPLIANCE DOGANALE proviene da http://www.scsinternational.it.

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Il 12 e 13 Giugno 2018 sono stati due giorni interamente dedicati al decennale dell’autorizzazione doganale AEO (Operatore Economico Autorizzato). Si sono susseguiti una serie di interventi di tutti i maggiori responsabili dell’Agenzia delle Dogane, dal Direttore Giovanni Kessler a Giovanni Mosca dell’ufficio AEO, nonché delle principali associazioni di categoria, tra i quali:

  • Bruno Pisano, Presidente ASSOCAD
  • Massimo De Gregorio, Presidente ANASPED
  • Domenico De Crescenzo, Presidente sezione Doganale FEDESPEDI

L’AEO, ad oggi, è diventata un autorizzazione di particolare importanza per tutte le aziende che ne sono in possesso perché permette di ridurre i tempi di sdoganamento e divenire affidabili nei confronti delle amministrazioni doganali e dei principali partner commerciali.

Il Nuovo Codice Doganale dell’Unione ha introdotto una specifica qualifica professionale che permette a tutti di acquisire competenze e know-how molto specifiche nel settore Doganale, utili al continuo sviluppo del Commercio Internazionale.

La SCS Venturini, attraverso un proprio collaboratore, ha ottenuto l’accreditamento da parte dell’Agenzia delle Dogane per questo importante percorso formativo, i soggetti residenti nella Regione Lombardia potranno accedervi gratuitamente, clicca qui per maggiori informazioni,

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VIA DELLA SETA: I PORTI MEDITERRANEI SUPERANO IL NORD EUROPA https://scsinternational.it/via-della-seta-i-porti-mediterranei-superano-il-nord-europa/ Mon, 18 Jun 2018 13:30:04 +0000 https://scsinternational.it/?p=10954 L'articolo VIA DELLA SETA: I PORTI MEDITERRANEI SUPERANO IL NORD EUROPA proviene da http://www.scsinternational.it.

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Il Mediterraneo è stato il fulcro dello sviluppo socio-economico e culturale dell’intera storia occidentale, finché con la scoperta del Nuovo Mondo la sua centralità non è gradualmente scemata in favore delle rotte atlantiche. Oggi, la nuova “Via della Seta” parte dalla Cina per finire nel Mediterraneo, così il Mare Nostrum è pronto a riprendersi la sua antica centralità strategica.

Il progetto “One Belt One Road” prevede 900 progetti di nuove infrastrutture, quantificati a quasi 1400 miliardi di dollari di investimenti.  Ci saranno 200mila nuovi posti di lavoro e i Paesi coinvolti saranno 60.

SRM (Studi e Ricerca del Mezzogiorno) ha presentato la quinta edizione del Rapporto Annuale “Italian Maritime Economy” nell’ambito del convegno sul tema: Cina, corridoi energetici, porti e nuove rotte. Il Rapporto, frutto degli studi compiuti dall’Osservatorio di SRM sull’Economia dei Trasporti Marittimi e della Logistica, si è svolto a Napoli il 5 giugno, proponendo il focus sullo stato della Via della Seta, sulle rotte per l’approvvigionamento di commodity energetiche via mare e ha analizzato innovativi modelli portuali.

La Via della Seta si snoda su tre principali rotte: terrestre, marittima e polare, ma la parte marittima rimane quella più predominante. Il Mediterraneo ha l’occasione di sfruttare la sua centralità e, anche se rappresenta poco più dell’1 per cento delle acque del pianeta, registra un aumento di oltre il 20% del traffico globale di merci. Negli ultimi 20 anni, infatti, il traffico nel Mediterraneo è cresciuto di 6 volte, con i primi 30 porti che hanno raggiunto i 53 milioni di TEU (unità di misura del traffico marittimo, pari a un container da venti piedi). Inoltre, è già in atto un trend di crescita verso i scali del Mediterraneo, a discapito delle rotte europee.  

Parte di detto successo però, arriva grazie al raddoppio del canale di Suez, registrando crescite record: nel 2017 oltre 900 milioni di tonnellate transitate (+11% sul 2016) e 17.550 navi. Qui entra in gioco il rivoluzionario piano cinese OBOR (One Belt One Road), iniziativa strategica della Cina per il miglioramento dei collegamenti e della cooperazione tra paesi nell’Eurasia.

Dal 2012, sempre secondo i dati elaborati da SRM, la presenza di navi container nel Mediterraneo di dimensione superiore a 13mila TEU è aumentata del 37%, e il numero di navi superiori a 3mila TEU che transitano nel Mediterraneo e che toccano almeno un porto italiano è aumentata dell’8%.

In Italia l’import-export via mare ha superato 240 miliardi di euro (+150% sul ‘98) con una crescita media annua del 5,2%, al di sopra del tasso di crescita dell’economia. Nel 1997 era pari a 98 miliardi.

Ovviamente non è tutto oro ciò che luccica: gli investimenti nel Mediterraneo devono tener conto di potenziali intoppi, come la possibile instabilità politica di alcuni paesi coinvolti o un eventuale rallentamento della crescita economica Cinese.

Risulta evidente, che il progetto “Nuova Via della Seta”, rappresenta per la Cina il riaffermare l’antica gloria imperiale e per il Mediterraneo il riaffermare il proprio ruolo nella storia.

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Daniele Paolini

Daniele Paolini

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