EXPORT ALIMENTARE ITALIANO NEGLI USA

da | Ott 18, 2017 | Food&Beverage, Mercati Esteri

Il 90% dell’export alimentare Made in Italy si dirige verso gli Stati Uniti, soprattutto nei grandi Stati della costa orientale e in California. Già solo il New Jersey, la California e New York assorbono il 60% dell’export tricolore e addirittura emerge da un sondaggio che gli americani sono disposti a pagare un premio per il vero Made in Italy, ma nel Midwest il prezzo più alto diventa un ostacolo all’acquisto.

Cresce sempre di più l’export italiano e lo conferma uno studio di Nomisma e Crif, presentato in occasione del Forum Agrifood Monitor, dove risulta che i grandi importatori sono gli Stati dell’East Coast, a cui si aggiungono California, Florida e Texas, e seguono Washington, Connecticut e Georgia. Nel 2016 l’import complessivo ha raggiunto i 3,4 miliardi.

Denis Pantini, Responsabile dell’area agroalimentare di Nomisma, afferma: «Il consumo di food&beverage italiano è ancora fortemente concentrato negli Stati costieri, ma le potenzialità di crescita sono tante, alla luce del posizionamento e della reputazione di cui godono i nostri prodotti. Nel Midwest invece, pur riconoscendo la qualità del made in Italy, sono più sensibili al prezzo e spendono poco».

Gli Stati Uniti possono essere considerati una miniera d’oro per gli esportatori di agroalimentare di tutto il mondo, visto il loro import incontrastabile di oltre 130 miliardi di euro raggiunti nel 2016. Dall’Italia arrivano i prodotti principali come vino, olio d’oliva, formaggi e pasta e rappresentano il 65% di import. Nel 2017 l’import è cresciuto del 6,9% a 1,92 miliardi di euro.

Tra gli scaffali del Midwest invece, i prodotti italiani sono quasi invisibili. Il Piano del Made in Italy lanciato dal governo italiano e Ice nel 2016 ha l’obiettivo di spingere l’ingresso di 1500 imprese sugli scaffali dei retailer Usa. Inoltre, Ice ha siglato una partnership con il colosso Usa Walmart per la distribuzione di 3600 prodotti. Tramite quest’accordo, si prevede anche l’utilizzo del logo Extraordinary Italian Taste su tutto il materiale promozionale e di marketing, ovvero insegne, etichette, brochure, pubblicità online ecc. Il prezzo di un prodotto rappresenta solitamente un primo criterio che riguarda poi la sua scelta e per oltre il 20% di statunitensi e canadesi, il Made in Italy si afferma al primo posto in termini di reputazione qualitativa.

Le opportunità per i produttori alimentari sono molteplici e il mercato americano, come sottolinea Niccolò Zuffetti, marketing manager di Cribis, offre molti vantaggi: «la rischiosità commerciale del settore food & beverage negli Stati Uniti è mediamente inferiore a quella dei nostri maggiori partner europei e sempre più bassa di quella italiana, soprattutto nel commercio all’ingrosso (rischiosità sotto la media nel 55% delle imprese Usa) e nel dettaglio (sotto la media nel 74% dei casi). Questa bassa rischiosità commerciale unita alla presenza di un altissimo numero di player rappresentano una chance importante per le nostre imprese, pur in un contesto caratterizzato da una maggiore concentrazione d’impresa rispetto alla prevalenza di micro-operatori in Italia».

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Daniele Paolini

Daniele Paolini

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