RESA EX-WORKS: E’ VERAMENTE CONVENIENTE?

da | Apr 24, 2018 | Dogane, Mercati Esteri, Mercato Cinese, Spedizioni Internazionali

ESPORTARE CON RESA EX-WORKS (EXW), CONVIENE?

La maggior parte degli esportatori italiani utilizzano, anche per le esportazioni verso paesi extra UE, la resa EXW, ovvero “Franco Stabilimento od altro luogo convenuto”.  Questo termine di resa, come stabilito dalle norme INCOTERMS 2010, comporta per l’azienda esportatrice il livello minimo di obbligazioni. In pratica, i maggiori oneri e rischi del trasporto internazionale ricadono sul compratore.

E’ onere del compratore estero:

  • Caricare la merce sul mezzo di trasporto alla data e nel luogo convenuto
  • Provvedere direttamente o indirettamente alle formalità doganali di esportazione
  • Scegliere modalità e tipologia di trasporto
  • Sottoscrivere il contratto di trasporto ed eventuale assicurazione.

Unico onere a carico del venditore è:

  • Mettere a disposizione, alla data e nel luogo convenuto, la merce unitamente a tutta la documentazione.

Se da una parte questo termine di resa, solleva l’esportatore da molti oneri e rischi, dall’altra lascia esposta l’impresa al rischio fiscale. L’esportatore italiano per la cessione all’esportazione, emette fattura non imponibile Iva, in base all’art. 8, 1° comma, DPR 633/72, ma allo stesso tempo, affinchè la non imponibilità e la costituzione del relativo plafond si verifichino, l’esportatore nazionale deve avere la prova dell’effettiva uscita della propria merce dal territorio dell’Unione Europea. La prova è data dalla emissione della bolla doganale di esportazione a nome dell’esportatore italiano, dove compaia la partita IVA dell’azienda, l’esatta descrizione e valore della merce, unitamente al numero di fattura. La bolla doganale riporta anche un codice a barre (MRN) con il quale si traccia telematicamente l’effettiva uscita della merce dal  confine comunitario. Se l’esportatore non entra in possesso di detto documento, con il quale può dimostrare l’effettiva uscita della merce, entro gg. 90, dalla consegna della merce, dovrà autoliquidare l’iva afferente.

Con detta resa, essendo onere dell’acquirente non residente effettuare l’operazione doganale di esportazione dalla UE, spesso l’azienda esportatrice non riesce a trovare la prova dell’avvenuta esportazione, anche perché spesso l’operazione doganale di esportazione viene fatta in altri paesi europei anche cumulativamente ad altre merci; è facile quindi perderne le tracce.

La conseguenza di tutto ciò è che vi è il rischio concreto del pagamento dell’Iva afferente a dette esportazioni, più pesanti sanzioni qualora fosse l’Amministrazione ad accorgersi dell’irregolarità.

Vale la pena correre questo rischio?

Soluzioni atte ad evitare ciò, ve ne sono. Una su tutte sarebbe cambiare il termine di resa almeno in FCA e di conseguenza provvedere in proprio all’espletamento delle operazioni doganali, soprattutto ora che con l’informatizzazione dei sistemi doganali, le operazioni di esportazione sono alla portata di qualsiasi azienda.

La SCS VENTURINI SRL è a fianco delle aziende esportatrici, con un team dedicato, per trovare la giusta soluzione ad un problema fiscalmente sensibile.

DOGANA 4.0

Mariaester Venturini

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