ESPLOSIONE DEI DAZI – RITORSIONI COMMERCIALI TRA EUROPA, USA E CINA

da | Lug 9, 2018 | Mercati Esteri, Mercato Cinese

Venerdì 6 luglio, a mezzanotte (ora di Washington), scatterà l’ora X per l’entrata in vigore dei dazi statunitensi per 34 miliardi di dollari sui beni importati dalla Cina. L’immediata contromossa di Pechino avverrà contro la stretta all’import “Made in China”.

Decine di miliardi di dollari di interscambio sono il primo grande colpo di una guerra economica che potrebbe coinvolgere presto centinaia di miliardi di dollari di business e provocare una drammatica escalation con riflessi globali.  L’Organizzazione Mondiale al Commercio (WTO) ha ammonito ieri contro rischi per la ripresa mondiale. E’ a rischio quindi il processo globale di produzione e distribuzione di merci e servizi, che negli ultimi decenni aveva garantito un’importante crescita economica.

Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, non intende fermarsi qui, poiché potrebbe andare ulteriormente a colpire un valore equivalente a 400 miliardi di dollari di beni in arrivo dal gigante asiatico.

Si parla di World Trade War, ovvero la guerra mondiale del commercio, dove le parole si fanno roventi ed i fatti tra Washington e Pechino, ancor più roventi. Il 6 luglio esordiscono i dazi americani contro la Cina, i quali colpiranno 818 prodotti per un valore complessivo di 34 miliardi di dollari. Valore che potrebbe arrivare, successivamente a questa prima mossa, a raggiungere un valore totale di import di 50 milioni di dollari. Sarà botta e risposta, dove vedremo sicuramente la Cina rispondere, facendo lievitare il totale di beni colpiti fino a un valore di 450 miliardi di dollari, cifra che equivale a bloccare praticamente tutto l’export della Cina verso gli Usa.

In caso di conflitto però, non sarebbe la Cina a soffrirne di più.  Un’analisi di Bloomberg rivela che i crolli sul mercato, in caso di guerra commerciale, provocherebbero perdite più ingenti proprio agli Stati Uniti, visto che la Cina gode di un «magnifico isolamento» nei mercati finanziari mondiali.

A rispondere è anche la Commissione Europea, la quale ha inviato a Washington un warning (avvertimento) dove si prefigurano dazi per 300 miliardi di dollari di beni Usa,  in risposta all’ultima minaccia di Trump: “tariffe” del 25% sulle auto europee, con un impatto stimato di 45 miliardi di euro sull’industria del Vecchio continente. La cifra indicata dalla Commissione Europea equivale all’export europeo verso gli Usa di vetture e componentistica dell’auto. La misura di Trump ha già scatenato le ire dei produttori, inclusi i marchi statunitensi, come General Motors.

Il divorzio di Trump dal WTO e dal Nafta è in sospeso. Il Presidente della Casa Bianca si auto-attribuirebbe la facoltà di scavalcare anche la regola sui dazi del MFD (Most Favoured Nationas).  Tutto ciò senza passare dal consenso del Congresso e contravvenendo a qualsiasi regola dettata dagli accordi internazionali.

Daniele Paolini

Daniele Paolini

Reparto Consulenza

Contattaci