La Brexit è finalmente fatta e sabato 1° febbraio il Regno Unito tornerà ad essere uno Stato sovrano, libero dal fardello della UE. Mancano ancora da affrontare dei passaggi formali, come ad esempio il voto nella plenaria del Parlamento europeo, ma se tutto andrà come previsto, dopo oltre 3 anni di negoziati e di proroghe, sabato il Regno Unito sarà uno stato terzo, uscendo dalla UE dopo ben 47 anni.

La regina Elisabetta II ha firmato il Royal Asset, l’accordo per la Brexit negoziato dal premier Boris Johnson, il quale porterà il Regno Unito fuori dall’Europa. La Regina ha firmato quindi il testo dello European Union Withdrawal Agreement act, che aveva concluso l’iter di ratifica parlamentare a Westminster a tre anni e 7 mesi dal referendum sull’uscita del Regno Unito dall’Ue del 2016. Pertanto, il testo è diventato legge e da sabato 1° febbraio, fino al 31 dicembre 2020 (termine del periodo di transazione salvo proroghe), il Regno Unito sarà un Paese terzo. Inizia quindi un periodo di transizione, fino alla fine del 2020, entro il quale Londra e Bruxelles dovranno negoziare un nuovo accordo commerciale. L’annuncio del Royal Assent è stato formalizzato alla Camera dei comuni, fra gli applausi di alcuni deputati Tory, incluso il vice speaker Nigen Evans.

Charles Michel, Presidente del Consiglio Europeo, ha postato su Twitter le seguenti parole: «le cose inevitabilmente cambieranno, ma la nostra amicizia resterà. Iniziamo un capitolo nuovo, come partner e come alleati. Non vediamo l’ora di scrivere insieme questa nuova pagina».

Formalmente, alla mezzanotte del 31 gennaio, ora di Bruxelles (le 23 in Gran Bretagna), nella notte quindi tra venerdì e sabato, il Regno Unito uscirà dall’Ue e si concretizzerà così la Brexit.

Il periodo di transizione “funge da ponte per il periodo tra la fine dell’adesione all’Ue e il raggiungimento di un accordo sulle future relazioni”. Ed è “fondamentale per un recesso ordinato del Regno Unito dall’Ue”. Nella transizione, durata undici mesi (fino al 31 dicembre), il Regno Unito continuerà ad essere legato alle strutture comunitarie e ad applicare le regole europee.

La Commissione Europea, nel frattempo, presenterà un mandato negoziale ai 27 Paesi dell’Unione, che dovrà essere approvato entro il 25 febbraio prossimo. Nelle ultime settimane però, Bruxelles ha avvertito che undici mesi sono un periodo troppo breve per raggiungere un accordo commerciale completo.

Il premier britannico Boris Johnson afferma che il Regno Unito è arrivato al traguardo e che adesso bisogna procedere uniti, lasciandosi alle spalle gli anni del rancore e della divisione.

Il Regno Unito ed i Paesi Europei hanno scritto insieme le pagine della storia, spesso con divisioni e guerre, l’augurio è che il Regno Unito, anche con questo distacco, possa continuare a contribuire, tramiti accordi di partenariato, al processo di sviluppo e di integrazione dei popoli europei.