A fronte dell’elevata incidenza di scambi commerciali e relativo utilizzo da parte degli op. economici, di misure e agevolazioni all’import e all’export, L’Agenzia delle Dogane ha ritenuto necessario fornire precise indicazioni applicative anche alla luce di nuove disposizioni (indicate nel art. 64 del Regolamento UE 952/2013, art. da 37 a 70 del Reg. delegato UE 2446/2015 -RD e negli articoli da 60 a 126 del Reg. di esecuzione UE 2447/2015- RE.

CDUCODICE DOGANALE DELL’UNIONE
RDREGOLAMENTO DELEGATO UE 2446/2015
REREGOLAMENTO DI ESECUZIONE UE 2447/2015
ALSACCORDO DI LIBERO SCAMBIO: Il libero scambio è un sistema di
commercio internazionale nel quale merci e servizi possono
circolare attraverso i confini nazionali senza barriere doganali,
siano di tipo tariffario o non tariffario.
SPGSISTEMA DELLE PREFERENZE GENERALIZZATO è un regime
doganale preferenziale, accordato ad alcuni paesi in virtù delle
loro condizioni di sviluppo arretrato.

1) Premesso che, trattasi di prodotti di origine preferenziale, quei beni che, in relazione all’acquisto delle materie prime o semi-lavorati e ai processi produttivi eseguiti all’interno dell’UE, è prevista una riduzione di dazi o la loro esenzione nei Paesi terzi in cui sussiste commerciale di libero scambio.

  1. IL REGOLAMENTO UE 952/2013 (CODICE DOGANALE DELL’ UNIONE = CDU)

Nello specifico l’art. 64 CDU, paragrafo da 1 a 3, stabilisce le regole da applicare per l’acquisizione dell’origine preferenziale al fine di poter beneficiare delle misure tariffarie preferenziali indicate nel art. 56 CDU.

Nei successivi paragrafi 4 e 5 sono invece regolamentati i casi di merci che beneficiano di misure preferenziali negli scambi commerciali tra UE e Ceuta e Melilla, e i casi di merci che beneficiano di accordi preferenziali a favore di paesi e territori d’oltremare associati alla UE.

Nel paragrafo 6, infine sono regolamentate le procedure per la concessione da parte della Commissione di deroghe temporanee alle norme sull’ origine preferenziale principalmente a paesi beneficiari SPG (paesi in via di sviluppo) e paesi beneficiari di preferenze autonome.

  1. IL REGOLAMENTO DELEGATO UE 2446/2015 (RD)

Le disposizioni integrate riguardano in particolare:

  • Art. da 37 a 58 = che definisce nello specifico i prodotti originari, la corretta applicazione delle norme di origine, le modalità di richiesta di certificati di informazione INF 4 (dichiarazione a lungo termine del fornitore) e le modalità di richiesta per l’ottenimento della qualifica di esportatore autorizzato e di esportatore registrato REX;
  • Art. da 41 a 47 = illustrano i principi generali, i criteri da utilizzare per la definizione di prodotti che si considerano originari del paese beneficiario e le lavorazioni/trasformazioni insufficienti per l’attribuzione dell’ origine.
  • Art. da 53 a 58 = sono riportare specifiche disposizioni sulle procedure di applicazione del cumulo bilaterale e del cumulo con Norvegia, Svizzera e Turchia; del cumulo regionale fra paesi appartenenti allo stesso gruppo regionale e del cumulo regionale fra paesi beneficiari appartenenti a gruppi regionali differenti.
  • Art. da 59 a 70 = enunciano i requisiti e le condizioni per la definizione di prodotti originari ai fini dell’applicazione di misure tariffarie preferenziali autonome adottate dall’ UE a favore di taluni paesi al di fuori dell’ambito SPG.
  • Art. da 63 a 70 = in queste rimanenti norme vengono dettate le disposizioni riguardo al principio di tolleranza generale per accessori, pezzi di ricambio o elementi neutri.
  1. IL REGOLAAMENTO DI ESECUZIONE UE 2447/2015 (RE)

Ulteriori integrazioni sono recate nel RE 2447/2015 in materia di norme procedurali per il rilascio e la compilazione delle prove di origine preferenziale.

Nel dettaglio dagli articoli 61 a 69 vengono indicate le norme relative alle facilitazioni previste ai fini del rilascio di certificati EUR 1, dell’ emissione e della compilazione della dichiarazione del fornitore, e per la concessione dello status di esportatore autorizzato, nonché disposizioni procedurali relative alla registrazione nel sistema REX (art. da 70 a 77 disciplinano nel periodo antecedente  all’ applicazione per tutti i paesi beneficiari del sistema degli esportatori registrati REX; art. da 78 a 91 vengono indicate le norme per l’attuazione del REX dal 1° gennaio 2017).

Infine gli art. da 92 a 126 disciplinano l’emissione e la validità delle prove di origine, i controlli sull’ origine dei prodotti e determinano le disposizioni applicabili ai prodotti originari di un paese beneficiario esportati a Ceuta e Melilla e viceversa.

2) TIPI DI ACCORDI COMMERCIALI

Gli Accordi di Libero scambio (ALS) di nuova generazione non riguardano solamente lo scambio di merci ma comprendono anche la liberalizzazione di servizi, investimenti e degli appalti pubblici.

Le tipologie di accordo più comuni sono:

  • Bilaterale= siglato tra due paesi, crea un’area di libero scambio e prevede riduzioni o esenzioni dei dazi per le merci originarie di uno dei due paesi contraenti;
  • Unilaterale= si tratta di concessioni, riduzioni o esenzioni daziarie a favore di paesi terzi;
  • Multilaterale= sono più complessi dei precedenti e prevedono trattamenti preferenziali o esenzioni daziarie applicabili a gruppi di paesi terzi. (es. paesi andini, paesi del America centrale, paesi del Mercosur, Conv. Regionale Pan- Euro- Mediterranea);

Un altro tipo di accordo è basato sulla libera circolazione delle merci, che prevede l’esenzione daziaria a prescindere dall’origine della merce, purché questa sia inclusa nell’accordo in posizione di libera circolazione.

Un altro tipo di accordo è basato sulla libera circolazione delle merci, che prevede l’esenzione daziaria a prescindere dall’origine della merce, purché questa sia inclusa nell’accordo in posizione di libera circolazione.

Il 21 settembre 2017 è entrato in vigore, in via provvisoria, l’Accordo commerciale UE-Canada (CETA), che prevede – tra l’altro – di ridurre reciprocamente il 98% dei dazi e di promuovere scambi commerciali e investimenti.

L’Accordo di Libero Scambio UE – GiapponeEconomic Partnership Agreement-EPA, è previsto entrare in vigore a partire dal 1° febbraio 2019.

3) I PROTOCOLLI ORIGINE NEGLI ACCORDI COMMERCIALI

Tutte le norme di origine sono indicate nella sezione “protocollo origine” all’interno della quale vengono enunciate le regole comuni ad ogni regime preferenziale e sono stabiliti i criteri ed i requisiti necessari per poter attribuire l’origine preferenziale a ciascun prodotto in base alla sua classificazione doganale nel sistema armonizzato – SA, con conseguente applicazione dei benefici previsti.

In sostanza, vengono descritte le lavorazioni e trasformazioni che i materiali non originari devono subire affinché il prodotto finale possa ottenere lo status originario preferenziale che verrà rilasciato solo al termine di approfondite verifiche che valuteranno il rispetto delle specifiche regole.

Come anticipato, considerando che l’origine preferenziale è determinata dalla corretta applicazione delle disposizioni contenute nei vari protocolli, si invita a consultare sul sito internet della Commissione Europea le pagine dedicate.

3.1) LA DETERMINAZIONE DELLO STATUS DI PRODOTTO ORIGINARIO

Un prodotto acquisisce lo status originario preferenziale in base ai seguenti due criteri principali:

  • Trattasi di prodotti primari, allo stato naturale elencati in tutti i protocolli di origine
  • Dalle lavorazioni o trasformazioni sufficienti a rendere il prodotto idoneo all’origine preferenziale.

3.2) REGOLE DI LISTA

Ai fini della determinazione dell’origine preferenziale si possono definire le seguenti tipologie di regole di lista:

  • Requisito dell’interamente ottenuto
  • Modifica della classificazione tariffaria (modifica del capitolo, cambio della voce tariffaria Hs code, cambio della sottovoce tariffaria, fabbricazione a partire da materiali di qualsiasi voce)
  • Limiti di valore o di peso per materiali non originari (in base a questo principio il valore dei materiali e/o il peso degli stessi non potranno superare una determinata soglia)
  • Regole che riguardano lavorazioni o trasformazioni più complesse e specifiche (per alcuni prodotti sono indicate nel dettaglio le trasformazioni che conferiscono l’origine ed eventuali lavorazioni specifiche che devono essere eseguite sui materiali per conferire l’origine preferenziale al prodotto finito)
  • Combinazione di più regole (in questo caso vi è la possibilità che delle regole descritte in precedenza vengano combinate con altre).

 LAVORAZIONI MINIME O INSUFFICIENTI

Tali lavorazioni sono indicate esaustivamente nel art. 47 RD e sono ritenute insufficienti per l’attribuzione del carattere originario; pertanto è molto importante verificare approfonditamente in ogni singolo caso, se siano state effettuate operazioni del genere che escludono la possibilità di conferire l’origine preferenziale ad un determinato prodotto.

3.3) CUMULO

Il cumulo è un sistema che consente ai prodotti originari di un determinato paese di essere ulteriormente trasformati o incorporati ai prodotti originari di un altro paese, come se fossero originari di quest’ultimo.

Questo sistema si applica in tutti gli accordi preferenziali ove siano presenti le stesse regole sull’origine e siano siglati accordi di libero scambio; pertanto i paesi interessati posso cumulare l’origine per cui le lavorazioni effettuate in uno dei paesi aderenti al sistema (aventi per oggetto prodotti originari di un altro paese partner) vengono riconosciute sufficienti per l’attribuzione al prodotto finito dell’origine preferenziale del paese in cui è avvenuta l’ultima lavorazione.

Gli accordi possono prevedere le seguenti tipologie di cumulo:

  • Cumulo bilaterale= che si applica tra due paesi che hanno concluso un accordo di libero scambio ed è limitato ai materiali originari dei due paesi partner.
  • Cumulo diagonale= che si applica tra più di due paesi , a condizione che abbiano concluso accordi di libero scambio contenenti norme di origine identiche e disposizioni comuni per il cumulo tra di loro. Le possibilità di cumulo sono periodicamente comunicate dalla Commissione Europea mediante l’emanazione di specifici avvisi.
  • Cumulo totale= che consente alle parti di un accordo di effettuare lavorazioni o trasformazioni s prodotti non originari nella zona di riferimento.

TIPOLOGIE DI CUMULO PREVISTE NEL QUADRO SPG:

Nell’ambito del sistema SPG è poi prevista l’applicazione del:

  • Cumulo bilaterale: i prodotti originare del UE sono considerati materiali originali di un paese beneficiario quando sono incorporati in un prodotto fabbricato in tale Paese, a condizione che la lavorazione ivi eseguita sia considerata sufficiente.
  • Cumulo regionale: opera nell’ambito del SPG e consente di considerare i prodotti originari di un paese facente parte di un gruppo regionale come materiali originali di un altro paese dello stesso gruppo regionale.
  • Cumulo ampliato: concesso dalla Commissione Europea, su richiesta del paese beneficiario, fra un paese beneficiario ed un paese vincolato da un accordo di libero scambio con la UE, purchè sia nei confronti della UE e che entrambi i paesi osservino le disposizioni previste dall’ art. 56 RD.

3.4) TOLLERANZA

Questa specifica clausola, inserita negli accordi preferenziali, permette di poter derogare alla rigida applicazione delle regole di lista che negano l’utilizzo di materiali non originari per la fabbricazione di un prodotto finito, per qui essa concede un margine di tolleranza permettendo quindi l’utilizzo di materie non originarie.

Nei protocolli origine si trovano usualmente disposizioni relative alla tolleranza generale e specifica ai prodotti tessili.

3.5 e 6) PRINCIPIO DI TERRITORIALITA’ E TRASPORTO DIRETTO

Il principio di territorialità è una disposizione in base alla quale le fasi e i processi di lavorazione per la fabbricazione di un prodotto originario devono effettuarsi nel territorio dei paesi partner o all’interno di un paese beneficiario.

A tutela di tale principio vi è uno specifico ordinamento riguardante il trasporto dei prodotti originari dal territorio del paese partner di spedizione a quello di destinazione. Tale obbligo intende garantire la precisa identità e integrità dei prodotti trasportati che dovranno pervenire tali e quali a destinazione. Si prevedono comunque casi di spedizioni con trasbordo o deposito temporaneo a condizione che non subiscano altre operazioni a parte lo scarico e il ricarico.

In alcuni accordi è previsto un “certificato di non manipolazione”, rilasciato dalle autorità doganali, in cui si attesta che i prodotti non hanno subito trasformazioni tali da alterarne l’origine.

3.7) CLAUSOLA NO-DRAWBACK

Questa clausola è applicata al fine di evitare un doppio vantaggio a favore di un soggetto produttore che introduca materiali non originari in esenzione o sospensione da dazio, ed esporti il prodotto finito nel paese destinatario con il beneficio del trattamento preferenziale.

4) PROVE AL ORIGINE

Al fine di ottenere l’agevolazione daziaria nel paese di destinazione è necessario che l’importatore presenti idonea documentazione che certifichi l’origine dei prodotti presso gli uffici territoriali preposti a tale verifica.

Nel caso di esportazioni verso alcuni paesi con cui l’ UE ha concluso accordi con reciproco trattamento preferenziale, verrà rilasciato dagli Uffici di Esportazione il certificato che comprova l’origine della merce; in alternativa la prova dell’ origine  della merce può essere data dalla dichiarazione su fattura rilasciata direttamente dal esportatore.

4.1) IL CERTIFICATO DI ORIGINE

Al fine di attestare l’origine preferenziale della merce, sono previsti i seguenti documenti:

  • Certificato EUR 1 = utilizzato nella maggior parte degli accordi preferenziali di libero scambio, bilaterali e multilaterali e viene rilasciato dalle Autorità Doganali del paese di esportazione.
  • Certificato EUR MED = previsto per i prodotti che beneficiano del trattamento preferenziale in base alle regole del cumulo e applicabili ai paesi del pan-Euro_Mediterranea e e viene rilasciato dalle Autorità Doganali del paese di esportazione.
  • Certificato FORM A=  viene rilasciato dalle Autorità Doganali del paese di esportazione per i prodotti originari da paesi in via di svilluppo.
  • Certificato ATR = relativo alla commercializzazione in libera pratica tra UE e Turchia e viene rilasciato dalle Autorità Doganali del paese di esportazione.

4.2) PROCEDURE DI RILASCIO DELLE CERTIFICAZIONI DI ORIGINE

Per quanto riguarda le modalità di presentazione dei formulari, nonché per le relative procedure di rilascio, si richiamano le istruzioni fornite con la Circolare n. 11/D del 2010.

Si ricorda che i requisiti formali e tecnici dei certificati EUR 1 trovano corrispondenza di diverse basi giuridiche di riferimento:

  • Per quanto riguarda gli accordi preferenziali, i modelli Eur1 da utilizzare sono quelli nei protocolli origine degli accordi cui accedono
  • Per quanto riguarda i certificati Eur 1 modello di cui all’ allegato 22-10, il loro utilizzo è limitato agli scambi con paesi per i quali sono in vigore le misure preferenziali autonome adottate unilateralmente dalla UE.

4.3) DICHIARAZIONE DI ORIGINE SU FATTURA – ESPORTATORI AUTORIZZATI

Oltre alle tradizionali prove di origine, gli esportatori possono attestare l’origine preferenziale dei prodotti mediante una dichiarazione su fattura, attestando il carattere originario di un determinato prodotto, a patto che il valore totale non superi i 6.000 Euro. Nel caso in cui l’importo della fattura sia superiore ai 6.000 Euro, il mittente dovrà essere in possesso del numero di esportatore autorizzato rilasciato dalla Dogana di competenza.

Testo italiano

“L’esportatore delle merci contemplate nel presente documento (autorizzazione doganale n. ……..(1) ) dichiara che, salvo indicazione contraria, le merci sono di di origine preferenziale …..(2).”

Testo inglese
“The exporter of the products covered by this document (customs or competent governmental authorisation No……..(1) ) declares that, except where otherwise clearly indicated, these products are of …..(2) preferential origin”

(1) autorizzazione da richiedere alla dogana competente per sede dell’esportatore
(2) indicare
– Italia
– altro paese della Comunità Europea
– altro paese incluso nel regime del cumulo paneuropeo in caso di spedizioni verso paesi che beneficiano di tale regime se le merci possono essere considerate di origine di tali paesi ai sensi dell’Accordo stipulato con l’Unione Europea.

 MODALITA’ DI PRESENTAZIONE DELLE ISTANZE:

Riguardo alle modalità di presentazione delle istanze per ottenere la qualifica di esportatore autorizzato, si fa riferimento alle disposizioni di prassi emanate a suo tempo, che prevedono nelle fasi preliminari delle verifiche da parte degli Uffici Territoriali relative alla contabilità e ai flussi commerciali degli esportatori al fine di attestare la sussistenza dei requisiti per l’ottenimento dello status di esportatore autorizzato.

*particolari agevolazioni di libero scambio tra EU e Corea del Sud, permettono di non emettere il certificato Eur 1 ma è prevista l’esclusivamente la dichiarazione su fattura per operazioni superiori a 6.000 euro; un’ulteriore agevolazione è rappresentata dalla possibilità di ottenere lo status di esportatore autorizzato anche in assenza di flussi continui di esportazioni.

4.4) DICHIARAZIONE DEL FORNITORE

Tale documento viene utilizzato dagli esportatori come prova di origine per la richiesta del Eur1 o per la compilazione della dichiarazione su fattura e con la modifica introdotto dal Reg. di Esecuzione UE 2017/99, il quale consente uno snellimento della procedura, vi è la possibilità di presentare un’unica dichiarazione a lungo termine, con durata massima di 24 mesi.

4.5) SISTEMA DEGLI ESPORTATORI REGISTRATI (REX)

Un’ ulteriore agevolazione in tema di certificazione di origine riguarda la registrazione al sistema REX il quale si basa su un autocertificazione emessa dagli operatori economici ad origine i quali vengono inseriti in una banca dati di un sistema IT gestito e a disposizione della Commissione Europea.

Il numero di registrazione ottenuto servirà poi all’esportatore per il rilascio della dichiarazione di origine e dovrà essere indicato sulla stessa.

*** Si precisa che per l’ottenimento del Rex è stata predisposta una modulistica apposita rispetto quella utilizzata solitamente dall’esportatore autorizzato.

5) SISTEMA DI CONTROLLI E COOPERAZIONE AMMINISTRATIVA

La nuova normativa ha previsto un dettagliato sistema di controlli sull’ origine e di cooperazione amministrativa che le autorità eseguono al fine di una corretta applicazione del sistema SPG e del rispetto delle relative norme.

In particolare gli Uffici Territoriali potranno effettuare l’attività di controllo a posteriori qualora sussistano dubbi relativi al’ autenticità delle documentazioni presentate e sono previste modalità di verifica più estese nei confronti di esportatori UE verso paesi beneficiari SPG.