Così come la classificazione doganale delle merci rappresenta un aspetto fondamentale per un corretto funzionamento degli scambi commerciali internazionali, altrettanto importante è stabilire l’origine delle merci stesse. L’interpretazione delle regole di origine costituisce uno degli aspetti più complessi e delicati di tutto il diritto doganale. Proprio per questo, l’UE riconosce il diritto dell’operatore economico commerciale di chiedere una interpretazione vincolante, sia  per le amministrazioni doganali europee in materia di origine delle merci, sia per il soggetto richiedente.

Le cosiddette IVO sono previste e disciplinate dal Regolamento UE n.952/2013 (Codice Doganale dell’Unione), dal Regolamento delegato UE n.2446/2015 (RD), dal Regolamento delegato transitorio UE n.341/2016 (RDT), dal Regolamento di esecuzione UE n.2447/2015 (RE) e dalle Linee guida unionali sulla gestione del sistema delle IVO, emanate dalla Commissione UE in data 1° luglio 2017.

Una informazione vincolante in materia di origine deve essere riferita esclusivamente ad un solo tipo di merce e di circostanze ai fini della determinazione dell’origine e ad una operazione commerciale di importazione o di esportazione realmente prospettata. L’individuazione dell’origine può essere richiesta sia per i beni in importazione sia per quelli in esportazione, ma è per i primi che l’IVO rappresenta uno strumento importante, in quanto anche l’origine delle merci determina i trattamenti tariffari applicabili, sia preferenziali che non.preferenziali. Determinare l’onere daziario gravante sul prodotto è di centrale importanza per la programmazione dei costi dell’impresa e per il business plan.

Le informazioni sono valide per tre anni con decorrenza dalla data della sua comunicazione, tuttavia esse possono essere annullate o perdere validità. Questa ipotesi si verifica se durante il periodo di validità di una decisione vengono a mancare o si siano modificati i presupposti normativi che ne avevano legittimato il rilascio. E’ il caso, ad esempio, in cui l’Unione adotti un regolamento o concluda un accordo in materia di origine preferenziale con un Paese o un gruppo di paesi terzi, che muti i presupposti o le condizioni sulla base dei quali l’originaria decisione IVO era stata rilasciata; oppure quando la decisione IVO non risulti più compatibile con gli accordi stipulati dall’Unione in sede di Organizzazione Mondiale del Commercio o con eventuali note esplicative e/o pareri riferiti all’interpretazione di tali accordi. L’eventuale cessazione di validità della decisione non ha comunque effetto retroattivo, mentre lo ha una decisione annullata assunta in base ad informazioni sbagliate fornite dal richiedente.

L’operatore però, nel caso in cui una decisione IVO cessi di avere efficacia, può chiedere una proroga ed ottenerne l’uso esteso che può durare al massimo sei mesi.

La Scs Venturini è ha disposizione della propria clientela per individuare l’esatta origine dei prodotti. Il caso di dubbi nell’individuare l’origine e su mandato del cliente, assistiamo le aziende nel predisporre l’istanza tramite modulo prestabilito, da inviare all’Ufficio Doganale competente per territorio.

Mariaester Venturini