Nel principio di diritto numero 13 del 29 settembre 2021, l’Agenzia delle Entrate spiega che il destinatario effettivo della merce importata, ovvero il soggetto passivo d’imposta, è l’unico che può esercitare il diritto alla detrazione IVA, da esercitare entro l’anno della liquidazione periodica. L’IVA assolta in dogana può essere portata in detrazione dopo la registrazione della bolletta doganale nel registro degli acquisti. Preventivamente si deve provvedere alla registrazione della bolletta doganale nel registro degli acquisti, secondo quanto previsto dall’articolo 25 del decreto IVA. Deve inoltre essere rispettato quanto previsto dall’articolo 19, comma 1, dello stesso decreto. Tale disposizione stabilisce che: “Il diritto alla detrazione dell’imposta relativa ai beni e servizi acquistati o importati sorge nel momento in cui l’imposta diviene esigibile ed è esercitato al più tardi con la dichiarazione relativa all’anno in cui il diritto alla detrazione è sorto ed alle condizioni esistenti al momento della nascita del diritto medesimo.”

Viene inoltre specificato che alle bollette doganali si applicano gli stessi obblighi di registrazione e di esercizio del diritto alla detrazione delle fatture di acquisto, richiamando la circolare n. 1/E del 17 gennaio 2018. Tale documento di prassi chiarisce che il dies a quo, ovvero il giorno dal quale decorre il termine per l’esercizio del diritto alla detrazione, è quello in cui vengono verificate due condizioni:

• sostanziale, ossia l’avvenuta esigibilità dell’imposta;

• formale, ossia il possesso di una valida fattura o di una bolletta doganale.

In sintesi, il diritto alla detrazione può essere esercitato nell’anno in cui il soggetto passivo, essendo venuto in possesso del documento contabile, annota il medesimo in contabilità, facendolo confluire nella liquidazione periodica al mese o trimestre di competenza.

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