In piena emergenza contagio Covid-19 nulla sarà come prima, soprattutto nel mondo lavorativo ed economico.

Esiste una novità per il mondo della logistica: i droni. Lo sviluppo della logistica 4.0 sarà infatti determinato anche dall’impiego dei droni. La situazione del COVID-19 ha costretto le persone a stare a casa, con la conseguente diminuzione degli acquirenti, della domanda di prodotti e servizi, della capacità produttiva e le fabbriche lavoreranno a regime ridotto per diverso tempo con problematiche di personale, logistica, reperimento componentistica e materia prima.

Il settore consumer sarà quello più colpito, ma con l’introduzione dei droni si dovrebbe sentire meno la crisi. Essi possono rappresentare una forte innovazione per i sistemi e le soluzioni della logistica, anche se ancora si deve affrontare il discorso in ambito di normativa e sicurezza.

In paesi come Gran Bretagna, Stati Uniti e Australia, le consegne via drone sono già state attivate da tempo. 

Ricordiamo che nel 2019, i progetti di applicazione industriale dei droni raggiungevano circa quota 260, censiti e analizzati dall’Osservatorio Droni del Politecnico di Milano. Di questi, solo il 20% sono già operativi nei seguenti ambiti:

  • Ispezioni e sopralluoghi (36%)
  • Trasporto (24%)
  • Settore logistica (18%), il quale comprende progetti che riguardano il trasporto di merci e persone con finalità logistiche e collegate alla catena di fornitura delle aziende.

Sono i primi passi per il settore del trasporto e della logistica, infatti l’analisi dell’Osservatorio del Politecnico di Milano afferma che l’uso dei droni si trova ancora in una fase esplorativa, caratterizzata da grande fermento, ma ancora con poca concretezza. Sono infatti meno di 10 per ora i principali progetti operativi censiti, a livello internazionale, sia per la consegna a domicilio che per il trasporto di persone. Mentre gli annunci che qualcosa verrà avviato nel prossimo futuro ammontano a non più di 15 in totale.

Tali tipo di applicazioni logistiche e di trasporto richiederanno dei tempi abbastanza lunghi, in quanto i droni dovranno attraversare in volo aree urbane e si dovrà modificare l’attuale regolamentazione sul trasporto per via aerea. Inoltre, tutti coloro che vogliano eseguire un’attività con i droni sul territorio italiano devono registrare il proprio velivolo sul Portale Enac (l’Autorità nel settore dell’aviazione civile in Italia). Negli ultimi quattro anni (2016 – 2019)sono stati registrati oltre 13.400 droni, ma soltanto il 2,5% delle registrazioni (poco più di 300 sul totale) riguarda droni con un peso al decollo superiore ai 10chilogrammi, quindi quelli adatti ai trasporti logistici di merci e materiali.

«In un panorama che vede i grossi centri urbani invasi da furgoni, zone isolate o difficilmente raggiungibili in alcuni periodi dell’anno e lunghi percorsi tra lockers e hub logistico, la possibilità di utilizzare i droni appare una validissima prerogativa», fa notare l’Osservatorio Droni.

Grazie ai droni, la logistica potrebbe ricevere un significativo contributo: dalla gestione dell’Ultimo miglio a quella dei magazzini, fino alla distribuzione nei centri urbani.

I droni sono il nuovo livello che la tecnologia e la logistica stava aspettando?