Il Global Attractiveness Index (GAI) è il rapporto che mappa 144 economie del mondo e cerca di cogliere in che modo cambia la “geografia dell’attrattività” al variare della velocità di ogni Paese rispetto agli altri, prendendo in riferimento quattro macroaree: apertura, innovazione, dotazione ed efficienza.

Sostanzialmente è un indice relativo che confronta l’economia di ogni Paese, valutandone il risultato migliore. Per l’anno 2020, la parola chiave è stata la sostenibilità, infatti il GAI ha posto la sostenibilità al centro delle agende delle imprese e dei Governi.

Nella classifica 2020, si posiziona al 1°posto la Germania, seguita da Stati Uniti e Singapore. Il Giappone scende dal 3° a 4°posto e il Regno Unito dal 4° al 5°.

In un quadro generale, l’Unione Europea registra una diminuzione dell’attrattività, dovuta a una percentuale europea di Investimenti Diretti Esteri sul totale globale che negli ultimi 10 anni è diminuita dal 43,7% al 30,7% e, altro motivo, negli ultimi 5 anni il 50% dei Paesi europei ha perso posizioni nel ranking totale, tra cui la Francia -5 e la Spagna -1, che nel GAI 2020 escono dalla Top 25 dei Paesi più attrattivi a livello globale.

L’economista Enrico Giovannini afferma: «E’ segno che per l’Europa la sfida dell’attrattività è sempre più continentale e non potrà essere vinta né difendendo posizioni di rendita del passato, né guardando a posizioni nazionalistiche».

Per l’Unione Europea, esiste l’occasione di poter ricostruire il concetto di attrattività in logica sovra-nazionale. Dopo aver fatto passi avanti fatti con l’approvazione del Piano Next Generation EU, sembra essere fattibile la promozione di una maggiore armonizzazione fiscale e normativa, la creazione di un mercato unico dell’energia e di una maggiore integrazione bancaria, una centralizzazione del debito europeo e un’armonizzazione e mutualizzazione di risorse e strumenti per il welfare state a protezione dei cittadini.

In questo scenario, l’Italia è stabile al 18° posto, una riconferma che fa ben sperare. Lo score però evidenzia una riduzione da 61,15 nel 2019 a 60,36 nel 2020.

Il nostro paese, nel GAI 2020, ha ancora una buona attrattività nonostante alcune aree crescono in modo meno competitivo rispetto ad altre, lasciando lontani ottimi margini di sviluppo e possibilità di attrarre capitali stranieri.

Le criticità presenti evincono soprattutto nella macroarea efficienza. Il Total Tax Rate passa dal 53,1% al 59,1%, posizionando il Paese al 129º posto, in peggioramento.

Per quanto riguarda la Crescita della produttività totale dei fattori, nel 2019 la variazione negativa è stata pari a 0,27, occupando il 65° posto nella classifica GAI 2020, in calo rispetto al 2019 dove occupava il 47° posto.

Si sottolineano per il Paese margini di miglioramento sia in termini di sostenibilità, sia riguardo la tutela dei propri cittadini più in difficoltà.

Secondo gli analisti per l’Italia sono auspicabili i seguenti eventi:

  • La realizzazione di una riforma fiscale finalizzata a raggiungere una maggiore equità e semplificazione;
  • Un rilancio del Mezzogiorno attraverso un vasto programma di perequazione infrastrutturale, edilizia, digitale e il potenziamento della formazione secondaria e terziaria;
  • Una strategia nazionale di lungo periodo per lo sviluppo di tecnologie verdi.

Il Rapporto 2020 evidenza il bisogno di raccogliere ogni sforzo verso una prospettiva di medio-lungo termine e di trasformarla in atti concreti, dando una forte spinta alle eccellenze e agli investitori verso l’Unione Europea. Ne è stato un esempio la risposta positiva alla crisi causata da Covid-19, dove si sono aperte possibilità di spesa pubblica importanti. Inoltre, il lockdown, ha incentivato l’utilizzo di strumenti digitali e ha contribuito a ridurre emissioni e consumo di materie prime.

È indispensabile quindi saper cogliere le occasioni per un rilancio ed essere pronti a promuovere ed attirare investimenti di imprese italiane e straniere. Parte delle risorse del Piano Next Generation EU saranno indirizzate verso un piano di reshoring degli investimenti, anche al sostegno dei settori del Made in Italy.

Risulta vitale, in uno scenario sempre più all’avanguardia e competitivo, puntare sulla formazione dei nuovi lavoratori e di una nuova classe dirigente, al fine di creare un sistema virtuoso dove ognuno di noi può rivelarsi un ottimo esempio di cambiamento e innovazione.

La classifica aggiornata. GAI Rank 2020

1

GERMANIA

2

USA

3

SINGAPORE

4

GIAPPONE

5

REGNO UNITO

6

HONG KONG

7

CINA

8

CANADA

9

COREA DEL SUD

10

OLANDA

11

FRANCIA

12

AUSTRALIA

13

EMIRATI ARABI

14

SVIZZERA

15

IRLANDA

16

AUSTRIA

17

DANIMARCA

18

ITALIA

19

BELGIO

20

QATAR

21

NUOVA ZELANDA

22

NORVEGIA

23

RUSSIA

24

SVEZIA

25

LUSSEMBURGO