Grazie a una procedura semplificata, per le esportazioni di merci Ue in Giappone è da oggi più facile applicare l’Accordo di libero scambio (Als Giappone-Ue, in vigore dal 1° febbraio) con riduzione dei dazi.

Al fine di evitare le problematiche nel primo periodo di attivazione, Unione Europea e Giappone hanno condiviso una serie di semplificazioni e chiarimenti per quanto riguarda l’Als.

Tramite l’Accordo di libero scambio, le parti hanno generato un sistema intensamente agevolato di scambi, il quale riduce dazi per i prodotti importati in entrambi i sistemi. Inoltre, l’Accordo di libero scambio è anche soprannominato Jefta, ovvero Japan-Ue Free Trade Agreement, e si fonda sul concetto di origine preferenziale. Per origine preferenziale si intende il riconoscimento di uno status specifico a una merce proveniente dall’estero; questa condizione “preferenziale” è necessaria per ottenere benefici daziari all’importazione. Tale status è strettamente legato a obblighi applicativi formali, tra cui l’iscrizione al sistema di registrazione Rex da parte degli esportatori e l’individuazione delle regole di origine applicate ai prodotti venduti, per stabilirne il carattere originario preferenziale.

Inizialmente queste regole sono state applicate, in particolare in Giappone, in modo non omogeneo e restrittivo, tanto che gli operatori europei hanno riscontrato serie difficoltà. Vista la situazione, la Commissione Europea e i competenti organi del Giappone hanno deciso di riunirsi per puntualizzare e risolvere almeno una parte delle tematiche rimaste aperte (l’agenzia delle Dogana ha dato la notizia con la nota 93087/19).

Per quanto riguarda il Giappone si è concordato che ora sarà in atto una procedura semplificata provvisoria, dove l’attestazione di origine deve essere considerata sufficiente al fine dell’ottenimento del trattamento preferenziale. Le autorità doganali giapponesi non potranno quindi chiedere all’importatore informazioni supplementari, oltre a quelle previste nell’attestazione citata e non potranno altresì obbligare a dichiarare le ragioni del fatto che non vengano date ulteriori informazioni.

La piena procedura semplificata entrerà in vigore dal 1° dicembre. Le Dogane affermano che si prevederà «l’inserimento di un codice predeterminato nella dichiarazione doganale di importazione a cui collegare un documento in cui potranno essere inserite ulteriori informazioni aggiuntiva all’attestazione dell’origine».

La Commissione Europea ha voluto chiarire alcuni ulteriori aspetti critici come ad esempio:

  • Una dichiarazione sull’origine che possa riguardare più spedizioni;
  • La dichiarazione sull’origine è valida anche se non riporta la firma dell’esportatore o il timbro della ditta;
  • La richiesta di trattamento tariffario preferenziale può essere rilasciata anche sulla base della «conoscenza dell’importatore», a prova sostanzialmente libera;

Infine, le parti hanno condiviso che l’attestazione dell’origine può essere stampata su un documento separato a condizione che la fattura o qualsiasi altro documento commerciale faccia riferimento a tale documento, il quale sarà considerato parte integrante della fattura.

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