Le autorità si sono dimenticate dei dazi.

Nonostante l’attuale situazione, dove il COVID-19 si sta diffondendo in tutto il resto del mondo, le imprese sono costrette in ogni caso ad assolvere i diritti doganali all’importazione, a dispetto del “fermo fiscale” intervenuto a sostegno in questo critico periodo per le aziende

I dazi sono risorse economiche dell’Unione europea e soltanto essa può decidere in merito alla situazione doganale. Non è compito del governo di uno Stato membro assumere decisioni autonome, in questo caso per quanto riguarda le sospensioni dal pagamento dei dazi.

La Commissione europea dichiara: «Non avere in programma di posticipare o facilitare il pagamento dei dazi doganali in tutta l’UE da parte degli operatori economici».

D’altro canto, gli Stati Uniti sembrano più tolleranti verso le loro aziende. L’autorità doganale centrale USA, U.S. Customs and Border Protection, ha annunciato che “A causa dell’effetto che COVID-19 sta avendo sul settore commerciale, la U.S. Customs and Border Protection sta accettando richieste di proroghe di dazi doganali”. Aggiunge che “prevede di emettere un avviso del registro federale nell’immediato futuro con i dettagli su una politica di proroga più a lungo termine”.

La nostra Agenzia delle Dogane con nota n. 95986 dichiara la non applicazione dei benefici fiscali previsti del decreto “Cura Italia” dettati dall’art.67 ai diritti doganali: le aziende italiane continueranno a ricevere atti di accertamento in materia doganale senza nessuna sospensione sino al 31 maggio come invece previsto per gli altri atti di accertamento fiscale. Peraltro, si deve rammentare che quando un’azienda riceve una rettifica dell’accertamento da parte dell’Agenzia delle Dogane per diritti doganali deve assolvere il pagamento entro 10 giorni.

Siamo difronte un’Unione europea ancora non totalmente presente, la quale deve aprire gli occhi su questo aspetto erariale di sua competenza. Forse questo avverrà quando anche gli altri Stati membri (non solo l’Italia), si troveranno a valutare i sostegni fiscali alle proprie imprese.

 

Fonte: Diritto e Dogana – Elena Bozza