E’ innegabile che la pandemia da COVID19 ci ha trovati impreparati e disarmati di fronte ad un nemico invisibile ma fortemente insidioso e letale.

L’Italia, dopo le tragiche vicende da “coronavirus” della Cina e dell’Estremo Oriente, è stato il primo paese europeo ad essere colpito in modo esplosivo e particolarmente pandemico, soprattutto nelle regioni del Nord.

Le strutture ospedaliere ed i pronto soccorsi si sono trovati impreparati ad affrontare questa onda epidemica da Coronavirus. Questa tragedia si è maggiormente aggravata quando si è purtroppo constatato che né l’Italia, né tutti i paesi europei erano in grado di fornire agli ospedali i vari presidi medici e tutti i dispositivi di protezione individuale (DPI) necessari a contrastare il contagio da COVID-19, che si espandeva a macchia d’olio in tutte le strutture ospedaliere del Nord, Centro e Sud Italia.

Tutto il mondo occidentale da anni ha demandato alla Cina e ad altri paesi dell’Estremo Oriente la fabbricazione di prodotti a bassa tecnologia, i così detti “prodotti poveri”. Ricorrere ora ai ripari non è semplice. Ricostruire tutta una filiera produttiva, in tempi brevi, per soddisfare l’esigenza dell’attuale mercato, è quasi impossibile.

Da qui, nasce l’esigenza di un forte e costante approvvigionamento di detti prodotti dalla “fabbrica del mondo”, ovvero Cina ed Estremo Oriente. Per questo motivo il Dipartimento della Protezione Civile, il Ministero della Salute e l’Agenzia delle Dogane, hanno diramato una serie di provvedimenti finalizzati a:

  • Snellire le procedure doganali per facilitare tutte le operazioni di importazione da paesi extra UE.
  • Accordare la franchigia doganale, con totale esenzione dazio ed iva, per tutti i presidi medici e DPI destinati ai seguenti enti:
  1. Regioni e Province autonome;
  2. Enti territoriali locali;
  3. Pubbliche amministrazioni di cui all’art 1, comma 2, del D.lgs 165/2001;
  4. Strutture ospedaliere pubbliche ovvero private accreditate e/o inserite nella rete regionale dell’emergenza;
  5. Soggetti che esercitano servizi pubblici essenziali, di pubblica utilità e/o di interesse pubblico cosi come individuati dal DPCM 11 marzo 2020, dal DPCM 22 marzo 2020 e dal DM 25 marzo 2020.

Anche le imprese private possono importare in esenzione dazio ed iva, purché dichiarino di destinare il materiale importato a uno dei vari enti sopraindicati. Si possono effettuare importazioni libere, ovvero senza dichiarare il vincolo a favore degli enti preposti all’emergenza, ma in questo caso l’importatore non ha diritto alla franchigia doganale ed inoltre potrebbe rischiare la requisizione dei prodotti da parte della Protezione Civile, che destinerà a sua volta il materiali agli Enti preposti al contrasto del contagio da COVID 19.

Per ulteriore approfondimento sul tema in questione, si rimanda alle Determinazioni Direttoriali dell’ ADM prot. 101115 del 27.03.2020 e prot. 102131 del 30.03.2020.

Ulteriore strumento di consultazione sono queste slides che schematizzano per maggior comprensione le operazioni import ed export al tempo del coronavirus.

In questi momenti difficile per la Nazione, la SCS VENTURINI, è al fianco dei propri clienti per dare concreta assistenza nelle spedizioni dalla Cina ed Estremo Oriente per tutti i presidi medici ed assisterli a livello doganale nel districarsi nella giungla di norme che si accavallano di giorno in giorno.  

Mariaester Venturini