Come ormai a tutti noto, a seguito della decisione presa dal Regno Unito di uscire dalla Unione Europea,  si verificheranno sostanziali cambiamenti delle regole che disciplinato i rapporti tra la Gran Bretagna e l’Unione Europea a partire dal 31 marzo 2019.

Dal prossimo primo aprile ci potremmo trovare difronte a due diversi scenari, sempre che il Regno Unito riesca a sottoscrivere  l’accordo con la UE, oppure no. Con l’accordo si avrà  una linea morbida di uscita, ovvero  la SOFT BREXIT, senza accordo purtroppo ci sarà una brusca interruzione di tutte le procedure amministrative e doganali, ovvero la HARD BREXIT.

I futuri scenari potranno essere di conseguenza questi:

SOFT BREXIT: l’accordo stipulato tra la Gran Bretagna e la UE, non ancora approvato dal Parlamento inglese, prevede un periodo transitorio dal primo aprile 2019 sino al 31 dicembre 2020. Durante questo periodo la movimentazione delle merci tra la UE ed il Regno Unito, continuerà in regime di libera circolazione con le attuali regole che disciplinano l’Iva e le accise comunitarie, mantenendo inoltre il sistema di rilevazione statistica INTRASTAT.  Il Regno Unito continuerà nel periodo transitorio ad applicare il diritto doganale dell’Unione di cui al Reg. 952/2013 e la tariffa doganale comunitaria integrata al SA (Sistema Armonizzato WTO) per le merci d’importazione in UK provenienti da paesi extra-UE.  Il periodo transitorio servirà inoltre per affrontare tutte le varie modalità che dovranno in futuro disciplinare la reintroduzione delle frontiere tra l’Unione Europea ed il Regno Unito e soprattutto affrontare  lo scoglio più difficile, ovvero  la frontiera con l’Irlanda.  

HARD BREXIT: se l’accordo non verrà sottoscritto e se non verrà procrastinata la data del 31 marzo 2019, le conseguenze saranno: la soppressione della libera circolazione delle merci, capitali e persone da e per il Regno Unito, con il conseguente ripristino delle frontiere tra UE ed UK e soprattutto tra l’Irlanda e l’Irlanda del Nord.

Tutto ciò comporterà, ai fini della movimentazione delle merci:

  • Applicazione dei dazi “paesi terzi” senza alcuna agevolazione/riduzione.
  • Riscossione alle frontiere di Iva ed accise per le merci da e per UK.
  • Nessuno riconoscimento dell’origine preferenziale negli scambi commerciali tra UE ed il Regno Unito
  • Il Regno Unito decadrà da tutti gli accordi commerciali e di libero scambio sottoscritti dall’Unione Europea con i vari paesi accordisti.
  • Tutte le merci unionali fabbricate con prodotti di origine UK, decadranno dal beneficio dell’origine preferenziale.
  • Le autorizzazioni AEO, rilasciate dal Regno Unito, non avranno più alcuna efficacia nel territorio dell’Unione Europea.
  • Annulamento automatico di tutte le decisioni ITV e IVO emesse dall’autorità doganale britannica
  • Transito: in virtù della formale adesione del Regno Unito alla convenzione del Transito Comune, avvenuta in data 4 dicembre 2018, tutte le merci da e per il Regno Unito, potranno circolare all’interno della UE o del Regno Unito, solo se scortate dal documento doganale di transito.

Maggiori chiarimenti sull’argomento HARD BREXIT sono state pubblicate dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con nota 6011/RU del 16 gennaio 2018.

Mariaester Venturini