Blockchain: si tratta di un registro pubblico nel quale vengono archiviati in modo sicuro, verificabile e permanente transazioni che avvengono tra due utenti appartenenti ad una stessa rete.

I dati relativi agli scambi sono salvati all’interno di blocchi crittografici, collegati in maniera gerarchica l’uno all’altro. Si viene così a creare un’infinita catena di blocchi di dati (da qui il nome blockchain) che consente di risalire e verificare tutte le transazioni mai fatte. La funzione primaria di una blockchain è, dunque, di certificare transazioni tra persone.

La Blockchain può svolgere un ruolo importante a tutela della proprietà intellettuale. Questa l’idea alla base di un progetto avviato da LCA Studio Legale che, grazie all’adozione di una piattaforma tecnologica dedicata, metterà a disposizione dei propri clienti un servizio basato sulla tecnologia blockchain, per l’archiviazione e la gestione digitale di asset immateriali.  In buona sostanza la piattaforma supporterà i clienti di LCA nello svolgimento di diverse attività strategiche per la gestione, la conservazione e la tutela dei diritti di proprietà intellettuale, con l’obiettivo di minimizzare i rischi di dispersione e perdita dei diritti IP.

 Più in generale, il sistema permetterà di mantenere, conservare e mettere in sicurezza il proprio know-how e digitalizzare gli allegati contrattuali relativi ai diritti di proprietà intellettuale (contratti di licenza e cessione di know how, joint-development agreement, e contratti di licenza di software). L’archiviazione dei documenti digitali comporterà quindi il rilascio di un certificato blockchain relativo al momento del caricamento dei documenti sulla piattaforma.

Il settore marittimo punta sulla blockchain. Porti, spedizionieri, aziende: tutti d’accordo per accelerare lo sviluppo della nuova tecnologia e rendere più efficienti le filiere di distribuzione.

Con l’obiettivo di promuovere l’utilizzo della blockchain, oltre 100 organizzatori ed esperti, in rappresentanza di tutti gli stakeholder dello shipping, si sono riuniti al World Economic Forum.

Le parole chiave sono: Standardizzazione e trasparenza. Questi sono gli obiettivi che gli addetti ai lavori si pongono per guardare al futuro e vincere le sfide attuali. Per questo motivo i leader della filiera distributiva a livello globale e del settore logistico hanno annunciato di voler far squadra con il World Economic Forum e la Organization for Public-Private Cooperation e una ventina di governi mondiali, per accelerare il processo di introduzione della tecnologia nelle dinamiche del mondo distributivo. Nel gruppo sono incluse società quali Maersk, Hitachi, Mercy, Llamasoft, i porti di Los Angeles e città come Oakland e Rotterdam. Un aggregato “multistakeholder” che si propone di co-progettare una “road-map opensource” e mettere a punto un kit di utilizzo per guidare i cosiddetti “decision-maker” del settore distributivo verso lo sviluppo della blockchain. Così facendo, saranno evidenziati i punti di successo e quelli più critici, facendo luce sui rischi e individuando le necessità che si presentano durante il percorso.

L’obiettivo dei primi “white paper” sarà quello di iniziare a modificare il modo di pensare del settore, spostando a la prospettiva dal “pensiero a silos” verso una volontà comune di trovare nuovi modelli collaborativi.

Alcuni porti, ad esempio, hanno cominciato a condividere i dati per ottimizzare la gestione delle linee, soprattutto nell’area del Nord Europa. Gli stessi porti, inoltre, hanno espresso il desiderio di espandere il loro modello ad altre realtà e al di fuori del settore marittimo, anche in quello agricolo si stanno sperimentando formule di collaborazione per condividere e digitalizzare dati strategici. Come risultato, la frammentazione nei settori e tra i settori potrebbe diminuire in modo significativo, e allo stesso modo anche l’incidenza di errori ed eccezioni dovrebbe abbassarsi.